(AGENPARL) - Roma, 20 Aprile 2026 - La coalizione Bulgaria Progressista guidata da Rumen Radev emerge come la chiara vincitrice delle elezioni parlamentari anticipate del 19 aprile, secondo i principali conteggi paralleli diffusi dalle agenzie di sondaggio. Con una percentuale intorno al 45% dei voti, il partito si avvia a conquistare una solida maggioranza nel Parlamento bulgaro, composto da 240 seggi.
I dati indicano che Bulgaria Progressista potrebbe superare la soglia dei 120 seggi necessari per governare in autonomia, segnando un risultato politico di grande rilievo dopo anni di instabilità e frammentazione istituzionale.
Alle spalle del vincitore si collocano GERB-UDF e la coalizione riformista Continua il Cambiamento – Bulgaria Democratica (CC-DB), sostanzialmente a pari merito per il secondo posto. Seguono il Movimento per i Diritti e le Libertà (MRF) e, con margini più incerti, il partito nazionalista Vazrazhdane, che secondo alcune proiezioni rischia di non superare la soglia del 4% necessaria per entrare in Parlamento.
Resta invece escluso il BSP – Sinistra Unita, che non avrebbe raggiunto il quorum minimo.
Secondo il conteggio parallelo al 98% di Alpha Research, Bulgaria Progressista ottiene il 44,2% e circa 129 seggi, mentre GERB-UDF si ferma al 13,4% con 39 seggi e CC-DB al 12,6% con 37 seggi. Il MRF si attesta al 7,8% con 23 seggi, mentre Vazrazhdane raggiunge il 4% con una rappresentanza stimata di 12 parlamentari.
Risultati simili emergono anche dalle altre agenzie: Gallup International Balkan assegna a Bulgaria Progressista il 44,3%, mentre Myara indica il 45% e Trend addirittura il 46,1%. Market Links conferma un dato stabile intorno al 44,4%, consolidando l’immagine di una vittoria ampia e netta.
I risultati provvisori diffusi dalla Commissione elettorale centrale, basati su una prima quota di verbali scrutinati, confermano il trend: Bulgaria Progressista è al 43,46%, seguita da CC-DB al 13,97% e GERB-UDF al 12,83%. Vazrazhdane e MRF si attestano poco sopra il 5%.
Il quadro definitivo potrebbe subire ulteriori variazioni con l’inclusione dei voti provenienti dall’estero, ancora non completamente scrutinati, ma difficilmente cambierà l’esito generale della consultazione.
Queste elezioni rappresentano la settima tornata parlamentare anticipata in Bulgaria dal 2021, un dato che testimonia la profonda instabilità politica che ha caratterizzato il Paese negli ultimi anni. Oltre 6,5 milioni di cittadini erano chiamati alle urne, con più di 11.000 seggi aperti in patria e all’estero e quasi 4.800 candidati in corsa per i 240 seggi dell’Assemblea nazionale.
Il voto si è svolto prevalentemente tramite sistemi elettronici, con la possibilità di utilizzare schede cartacee, sotto la supervisione della Commissione elettorale centrale e con la presenza di osservatori nazionali e internazionali.
Il risultato segna una possibile svolta per la Bulgaria: dopo anni di governi fragili e coalizioni instabili, Bulgaria Progressista potrebbe disporre della forza necessaria per garantire un esecutivo stabile. Resta ora da capire come verrà gestito questo mandato e quali saranno le priorità politiche in un contesto europeo e internazionale sempre più complesso.