(AGENPARL) - Roma, 5 Aprile 2026 - – Il countdown dell’ultimatum di 48 ore verso l’Iran scivola in una pericolosa guerra dei nervi che vede la salute di Donald Trump al centro di uno scontro mediatico globale. Dopo il misterioso “press lid” delle 11:08 di sabato, che ha fatto calare il silenzio fisico sul Presidente, le agenzie italiane ANSA e Adnkronos rilanciano i dubbi su un presunto ricovero al Walter Reed, nonostante la smentita ufficiale dello staff che definisce tali voci “follia pura”.
In questo vuoto di immagini, Teheran ha scatenato una violenta offensiva di propaganda. L’agenzia di Stato IRNA descrive l’amministrazione statunitense in uno stato di “disordine fisico e mentale”, bollando l’ultimatum militare come l’atto “squilibrato” di un leader al tramonto. Il Ministro degli Esteri Araghchi, citato dai network regionali, ha rincarato la dose ironizzando su una Casa Bianca “in cerca di un medico” anziché di un accordo diplomatico.
Mentre i mercati e le diplomazie internazionali osservano con il fiato sospeso il Marine One immobile sul prato della Casa Bianca, la sfida per lo Stretto di Hormuz sembra essersi spostata sul piano della credibilità clinica del Comandante in Capo. La propaganda iraniana tenta così di disinnescare la minaccia bellica americana, trasformando il blackout informativo di Washington nel primo, devastante colpo di una guerra che è già iniziata sui media.