(AGENPARL) - Roma, 31 Marzo 2026 - “Il colonnello Alessandro Nencini, esperto pro tempore della Guardia di Finanza all’ambasciata italiana a Pechino, audito oggi in commissione Covid, ha confermato che il governo cinese, già dal mese di marzo 2020, aveva ufficialmente ed a più riprese diramato le cosiddette ‘white list’, nelle quali erano elencate società operatrici nel settore sanitario ritenute affidabili dallo stesso governo cinese. Ebbene, da una prima verifica documentale a campione, è emerso che non comparivano nell’elenco i consorzi cinesi Wenzhou Luokay ed i relativi produttori, a cui il governo Conte ha pagato 1 miliardo 251 milioni per mascherine, rivelatesi poi anche inidonee e pericolose per la salute. Dai lavori di commissione Covid era già emerso che il governo Conte aveva preferito acquistare dispositivi di protezione da consorzi cinesi appena costituiti anzichè fare accordi intergovernativi al pari di altri Stati o confermare offerte di fornitura da ambasciate o imprese italiane a prezzi addirittura inferiori rispetto a quelli accordati con i consorzi. Ora scopriamo che il governo Conte ha fatto tutto ciò ignorando anche le raccomandazioni dello stesso governo cinese rese pubbliche sin da marzo 2020. Possibile che il commissario Arcuri, nominato da Conte e da lui definito il più grande esperto di forniture pubbliche, abbia commesso così tanti errori? Possibile che il governo Conte, a conoscenza di tutto ciò, non abbia ritenuto di intervenire per impedire spreco di denaro pubblico e rischi per la salute degli italiani? Si tratta di totale incompetenza o di lucida scelta politica? Non saprei quale delle due sia la prospettiva più grave, ma so con assoluta certezza che chi ai tempi governava deve risponderne”.
Così in una nota la deputata Alice Buonguerrieri, capogruppo di Fratelli d’Italia in commissione Covid