(AGENPARL) - Roma, 27 Febbraio 2026 - (AGENPARL) – Fri 27 February 2026 10 ANNI DI CORRIDOI UMANITARI: DIMOSTRANO CHE È
POSSIBILE ACCOGLIERE E INTEGRARE CON INGRESSI
REGOLARI
7462 rifugiati giunti in Italia, 1130 in Europa,
dal primo arrivo promosso dalla Comunità di
Sant’Egidio insieme alle Chiese protestanti in
Italia, un modello vincente perché coniuga
salvezza e integrazione – Una via sicura e
praticabile mentre si continua a morire nel mare e
nel deserto
Era il 29 febbraio del 2016. Al terminal 5 di
Fiumicino arrivarono dal Libano 97 profughi, per
lo più famiglie di siriani che fuggivano dalla
guerra in corso e che non avrebbero avuto modo di
raggiungere l’Europa se non con i viaggi della
disperazione nel mare Mediterraneo, come molti
altri loro compagni. Fu l’inizio di una storia
felice, quella dei corridoi umanitari organizzati
dalla società civile in accordo con lo Stato
italiano, primo paese in Europa ad renderli
possibili, ma poi anche con Francia, Belgio e
Andorra.
La Comunità di Sant’Egidio, la Tavola Valdese e
la Federazione delle Chiese evangeliche in Italia
avevano sottoscritto nel dicembre 2015 un
protocollo con i ministeri degli Esteri e
dell’Interno che prevedeva il rilascio di visti
umanitari a rifugiati considerati
“vulnerabili” e in fuga dalle guerre. Tutto a
carico delle organizzazioni promotrici che si
sarebbero occupate di trovare gli alloggi e
avrebbero favorito l’integrazione con
l’apprendimento della lingua, l’iscrizione dei
figli a scuola e l’avviamento al mondo del
lavoro. In altre parole l’autonomia e
l’inserimento nella società italiana poco tempo
dopo essere entrati in modo regolare, sicuro per
sé – con un normale volo di linea – e per gli
altri – gli italiani che accolgono – e avere
ottenuto lo status di rifugiato. Con le case di
prima accoglienza offerte da associazioni e
parrocchie, ma spesso anche da semplici cittadini:
una mobilitazione a tutto campo della società
civile e, in qualche caso, anche grazie
all’impegno di alcuni piccoli borghi italiani a
rischio di spopolamento. Una via sicura e
praticabile mentre continuano i drammatici viaggi
nel deserto e nel Mediterraneo, con migliaia di
morti, di cui quasi nessuno più parla, vergogna
per l’Europa e ferita per l’Africa e gli altri
continenti di provenienza.
L’iniziativa ha avuto, nel corso degli anni,
numerosi riconoscimenti come best practice. Ma
venne salutato favorevolmente già pochi giorni
dopo il primo arrivo. Il 3 marzo 2016 il
presidente della Repubblica Sergio Mattarella
parlò dei corridoi umanitari come di “quella
avanguardia della solidarietà” di cui è capace
l’Italia, oltre ad essere un modo per osservare
“la nostra Costituzione, le carte sui diritti
dell’uomo e i principi umanitari della
convivenza”. E subito dopo, il 6 marzo, Papa
Francesco definì quel primo arrivo “un segno
concreto di impegno per la pace e la vita” che
“unisce la solidarietà e la sicurezza”,
rallegrandosi perché si trattava di un
“progetto ecumenico” di cattolici e Chiese
protestanti.
Un modello vincente – a cui, nel 2019, è stato
attribuito anche il premio Nansen per i rifugiati
-che successivamente è stato replicato da
Sant’Egidio anche con altre associazioni e
realtà ecclesiali e in altri paesi europei
arrivando ad accogliere 7462 persone in Italia e
1130 in Europa. Tra le nazionalità accolte, oltre
ai siriani, ci sono afgani, eritrei, sudanesi,
somali, yemeniti e, da ultimo, palestinesi di
Gaza.
“In un momento storico, in cui si assiste alla
crescita di guerre e tensioni tra gli Stati, a una
preoccupante riduzione del diritto di asilo e a un
drammatico aumento delle morti in mare, i corridoi
umanitari continuano ad accogliere e integrare
persone e famiglie in fuga da vari Paesi in
guerra. In dieci anni questo progetto interamente
basato sulla società civile, con la
collaborazione dei governi, è un segno di
speranza, non solo per le migliaia di persone
salvate dalle mani dei trafficanti, ma anche un
antidoto all’indifferenza e al senso di impotenza
di fronte alle guerre, perché ha coinvolto tanti
cittadini nell’accoglienza di chi è più
vulnerabile. Una storia di successo che ci
incoraggia a proseguire su questa strada”,
dichiara il presidente della Comunità di
Sant’Egidio Marco Impagliazzo.
“I corridoi umanitari – dichiara Daniele
Garrone, presidente della Federazione delle chiese
evangeliche in Italia – sono da dieci anni un modo
sicuro e legale non solo per aiutare persone in
condizioni di vulnerabilità, ma per rispettare la
nostra idea di Europa e di Italia. In questa fase
non neghiamo di essere preoccupati, sia per il
destino di questo strumento sia per l’attacco alla
solidarietà e all’accoglienza da parte dei
governi UE. Da tempo chiediamo che i corridoi
umanitari diventino una politica strutturale
dell’Unione,ma ciò non è ancora accaduto.
Crediamo poi nell’ampliamento delle vie legali,
che eviterebbero il ripetersi di inaccettabili
morti in mare, e in generale nel diritto a
chiedere asilo per le persone che fuggono da
guerre, violenze, povertà. Restringere o negare
queste possibilità significa abdicare al ruolo
che l’Europa si è data negli anni: è in gioco
l’anima dell’Europa”.
Roma, 27 febbraio 2026Piazza di S. Egidio 3a –
www.santegidio.org Email –
Trending
- Romanzo: Il bambino con la fionda. L’Italia che cambia dal dopoguerra al miracolo economico
- Albania, Rama difende il “Pacchetto Montagna”: «Non favorisce gli oligarchi, ma gli eredi delle proprietà»
- Albania, 52° giorno di proteste contro il progetto di Zvërnec: cresce la contestazione al governo Rama
- SCONTRI BOLOGNA, PAOLONI (SAP): OLTRE 50 FERITI TRA FORZE DELL’ORDINE, LEPORE SI ASSUMA LE SUE RESPONSABILITÀ
- Medio Oriente: gli Stati Uniti trasferiscono gli aerei dalle basi regionali in Israele
- Guerra in Iran: il Pentagono chiede 87,6 miliardi al Congresso, audizione infuocata al Senato
- COMUNICATO STAMPA Latina, via libera dal Consiglio comunale al recupero del Ponte Moscarello: un’opera da 3,26 milioni a costo zero per l’Ente
- Crisi del Somaliland: l’ex capo dell’intelligence somala frena i riconoscimenti unilaterali e invoca il dialogo
- Tensioni nel Mediterraneo e nel Mar Rosso: l’avvertimento dell’Iran alla Bulgaria e il blocco strategico yemenita
- AGENDA CAMERA DI DOMANI, MERCOLEDÌ 22 LUGLIO
