(AGENPARL) - Roma, 11 Agosto 2026 - Il senatore repubblicano del Kentucky rilancia le accuse contro l’ex direttore del NIAID, sostenendo che avrebbe avuto un incentivo personale a minimizzare il possibile legame tra ricerca di laboratorio e pandemia. La vicenda si intreccia con il voto per oltraggio al Congresso, la grazia concessa da Joe Biden e un complesso nodo costituzionale sul Quinto Emendamento.
Il confronto politico e giudiziario attorno ad Anthony Fauci entra in una nuova fase. Il senatore repubblicano Rand Paul, presidente della Commissione per la Sicurezza Interna e gli Affari Governativi del Senato, ha sostenuto che l’ex direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases (NIAID) avrebbe avuto un “interesse personale” nel fornire al pubblico una versione fuorviante delle origini del COVID-19, per evitare che emergesse il proprio coinvolgimento nel finanziamento di ricerche considerate da Paul pericolose.
Le dichiarazioni arrivano pochi giorni dopo che la commissione guidata da Paul ha votato, lungo linee di partito, per dichiarare Fauci in oltraggio al Congresso dopo che questi si era avvalso ripetutamente del Quinto Emendamento durante un’audizione. Il Dipartimento di Giustizia ha confermato di aver ricevuto il deferimento, ma non ha annunciato se intenda procedere penalmente.
Rand Paul: “Non è una questione personale”
Paul ha respinto le accuse dei legali di Fauci, secondo i quali la sua campagna contro l’ex responsabile sanitario sarebbe motivata da ostilità personale.
Il senatore ha sostenuto di non avere avuto, inizialmente, alcuna opinione particolare su Fauci e di aver maturato progressivamente una posizione critica durante la pandemia, osservando le sue prese di posizione su chiusura delle scuole, mascherine, immunità naturale e origine del virus.
Secondo Paul, il punto centrale non riguarda il carattere o la personalità di Fauci, ma la possibilità che questi avesse un interesse istituzionale e personale a escludere pubblicamente l’ipotesi di una fuga di laboratorio.
L’accusa più grave: un conflitto di interessi sulle origini del virus
Paul ha affermato che, a suo giudizio, la questione andrebbe oltre un semplice errore di valutazione scientifica.
Secondo il senatore, Fauci avrebbe temuto che eventuali indagini sulle origini della pandemia potessero mettere in luce il ruolo del NIAID nel finanziamento di ricerche sui coronavirus a Wuhan.
È importante però distinguere nettamente tra accusa politica e fatto accertato: non esiste al momento una sentenza che stabilisca che Fauci abbia causato la pandemia, finanziato direttamente un esperimento che l’abbia provocata o mentito per occultare una responsabilità personale. Fauci ha sempre respinto come infondate le accuse di aver coperto attività di ricerca che avrebbero prodotto il virus pandemico.
Il nodo della ricerca gain-of-function
Il termine gain-of-function è diventato uno dei concetti più controversi del dibattito sulle origini del COVID-19.
In senso generale, indica esperimenti che modificano organismi o virus per studiarne determinate caratteristiche biologiche. Il problema nasce dal fatto che la definizione tecnica utilizzata dalle autorità federali è più ristretta rispetto all’uso politico e mediatico del termine.
Rand Paul sostiene da anni che alcune ricerche sui coronavirus finanziate indirettamente dagli Stati Uniti rientrassero in questa categoria e che Fauci avesse fornito al Congresso dichiarazioni non corrette sul tema. Fauci ha invece sostenuto che i progetti finanziati non rientrassero nella definizione federale applicabile di gain-of-function.
La controversia resta quindi anche terminologica e normativa, oltre che politica.
Scuole, bambini e immunità naturale
Paul ha inoltre criticato le politiche adottate durante la pandemia riguardo ai bambini e alla scuola.
Secondo il senatore, una volta emerso che i bambini tendevano a sviluppare forme meno gravi della malattia, le scuole avrebbero dovuto riaprire più rapidamente.
Paul ha anche sostenuto che l’immunità acquisita naturalmente dopo l’infezione avrebbe dovuto essere considerata maggiormente nelle politiche pubbliche.
Il dibattito scientifico su questi temi, tuttavia, fu molto più complesso: il rischio di malattia grave nei bambini era inferiore rispetto agli adulti, ma non nullo, e le decisioni sulle scuole coinvolgevano anche il rischio di trasmissione nelle famiglie e nelle comunità.
Il voto per oltraggio al Congresso
La nuova offensiva politica contro Fauci è diventata anche una questione giuridica.
La Commissione del Senato presieduta da Paul ha approvato una risoluzione per oltraggio al Congresso dopo che Fauci si era rifiutato di rispondere a numerose domande invocando il Quinto Emendamento.
Secondo il Washington Post, la commissione ha votato lungo linee di partito e il Dipartimento di Giustizia ha ricevuto il deferimento, senza però comunicare se avvierà un procedimento.
La questione è complicata dal fatto che il ricorso al Quinto Emendamento costituisce un diritto costituzionale e non un’ammissione di colpevolezza.
La grazia di Biden e il Quinto Emendamento
Il punto più complesso riguarda la grazia concessa dall’ex presidente Joe Biden.
Paul e altri repubblicani sostengono che la grazia elimini il rischio di perseguimento per una parte significativa della condotta precedente di Fauci e che, di conseguenza, l’ex funzionario non possa più sostenere di temere autoincriminazione per quei fatti.
Diversi ex procuratori e studiosi di diritto, tuttavia, ritengono la questione tutt’altro che semplice. La grazia non coprirebbe necessariamente ogni eventuale condotta futura, né possibili reati statali, né eventuali false dichiarazioni rese dopo il periodo coperto.
Per questo motivo, il diritto di Fauci a invocare il Quinto Emendamento potrebbe essere considerato ancora valido almeno in relazione ad alcune domande.
Gli esperti: un eventuale processo sarebbe molto difficile
Diversi ex procuratori federali hanno espresso dubbi sulla solidità di un eventuale procedimento per oltraggio al Congresso.
La difficoltà principale sarebbe dimostrare che Fauci non aveva un ragionevole timore di autoincriminarsi.
Le ripetute dichiarazioni pubbliche di Rand Paul, nelle quali il senatore ha chiesto per anni che Fauci fosse processato o incarcerato, potrebbero addirittura rafforzare la tesi difensiva secondo cui il timore di un procedimento penale sarebbe concreto.
I legali di Fauci hanno infatti accusato Paul di portare avanti una campagna politicamente motivata e hanno sostenuto che il loro assistito abbia esercitato un diritto costituzionalmente protetto.
Anche la procedura parlamentare è contestata
Esiste inoltre un secondo problema: la procedura utilizzata per il deferimento.
Tradizionalmente, una risoluzione per oltraggio al Congresso viene prima approvata dalla commissione competente e poi dall’intera Camera interessata.
Nel caso di Fauci, la questione non è ancora stata sottoposta al voto dell’intero Senato.
Alcuni ex procuratori sostengono che questo passaggio potrebbe essere necessario prima che il Dipartimento di Giustizia possa procedere penalmente.
Paul sostiene invece che esistano precedenti che consentono alla commissione di avanzare direttamente il deferimento.
I nuovi documenti e il telefono governativo di Fauci
Le indagini del Congresso si stanno nel frattempo ampliando.
Secondo il Washington Post, i senatori Rand Paul e Ron Johnson hanno ottenuto oltre 34.000 messaggi di testo recuperati dal vecchio iPhone governativo di Fauci, oltre a centinaia di messaggi vocali e altri materiali provenienti dai sistemi federali.
Tra i documenti pubblicati figurano messaggi del gennaio 2021 nei quali Fauci e altri funzionari sanitari discutevano possibili rischi teorici della vaccinazione contro il COVID durante la gravidanza. Successivamente, studi più ampi non hanno rilevato un aumento del rischio di aborto spontaneo nelle donne vaccinate, e il CDC ha continuato a sostenere che i benefici della vaccinazione superassero i rischi.
Questi nuovi documenti vengono ora utilizzati dai repubblicani come ulteriore materiale investigativo.
Fauci respinge le accuse
Fauci ha più volte negato di aver mentito al Congresso o di aver nascosto informazioni sulle origini della pandemia.
Ha inoltre definito “preposterous”, cioè assurde, le accuse secondo cui avrebbe coperto il finanziamento di ricerche responsabili della nascita del virus.
I suoi avvocati sostengono che l’attuale procedimento sia una continuazione di una lunga battaglia politica e che la decisione di invocare il Quinto Emendamento sia pienamente legittima.
Una battaglia destinata a spostarsi dai laboratori ai tribunali
La controversia tra Rand Paul e Anthony Fauci, iniziata durante la pandemia come scontro sulle politiche sanitarie e sulle origini del virus, si sta trasformando in una battaglia costituzionale e giudiziaria.
Da un lato, Paul sostiene che nuovi documenti dimostrino la necessità di approfondire il ruolo svolto da Fauci nelle decisioni prese durante la pandemia e nei finanziamenti alla ricerca sui coronavirus.
Dall’altro, i legali dell’ex direttore del NIAID insistono sul fatto che le accuse siano politicamente motivate e che non esistano prove sufficienti per sostenere responsabilità penali.
A questo punto, la questione decisiva non sarà soltanto cosa Fauci sapeva e quando lo sapeva, ma anche fino a che punto il Congresso possa costringerlo a testimoniare dopo una grazia presidenziale e quale margine abbia il Dipartimento di Giustizia per trasformare una controversia parlamentare in un procedimento penale.
