(AGENPARL) - Roma, 27 Febbraio 2026 - (AGENPARL) – Fri 27 February 2026 *SNR Sindacato Nazionale Area Radiologica: “Divide et impera. Noi non ci
stiamo*
“*Non possiamo ignorare che da più parti, dalla Corte dei Conti alla
Fondazione Gimbe, all’Agenzia per la coesione territoriale, solo per
citarne alcune, le preoccupazioni sul futuro della sanità pubblica siano
evidenti.*
*Per noi che rappresentiamo una figura professionale centrale nei temi più
caldi, dalla gestione delle liste d’attesa, alla riorganizzazione delle
cure territoriali, alla spinosa gestione dei Pronto Soccorso, è ineludibile
prendere parte ad una riprogettazione del sistema sanitario italiano,
contrastando l’attuale tendenza politica del divide et impera che vede
nella contrapposizione infermieri-medici, dirigenti medici-dirigenti
sanitari, universitari-ospedalieri, un metodo sicuro di governo della
sanità, a far sì che in – in ordine anche ad oggettive penurie di risorse
economiche – nessuno alzi troppo la testa. Tuttavia noi non ci stiamo. Per
la nostra storia, per le nostre responsabilità, per le nostre diagnosi, che
sono necessarie e trasversali a tutti i servizi sanitari, a partire
dall’emergenza urgenza. Dobbiamo caparbiamente ricominciare il dialogo con
tutte le parti coinvolte, dobbiamo necessariamente riprendere a mediare per
l’interesse collettivo”.* *È il commento di Giulio Argalia, Segretario
Nazionale dell’Area Radiologica, a margine della riunione in Aran per il
CCNL Sanità definitivo, che ha siglato oggi pomeriggio come Coordinatore
Nazionale FASSID.*
*“Il nuovo contratto necessariamente dovrà valorizzare la figura centrale
del radiologo. Non per difesa corporativa, ma nell’interesse del servizio
sanitario, Occorrono misure volte a remunerare la produttività aggiuntiva,
se si vuole incidere sulle liste d’attesa. Bisogna ridurre la tassazione
della libera professione per non penalizzare chi vuole lavorare di più. E
offrire un incremento economico superiore a chi lavora in emergenza
urgenza, se si vuole fermare la fuga dei nostri migliori elementi
all’estero. È necessario che sia prevista la presenza radiologica anche
nelle case della salute e negli ospedali di comunità, se non si vuole
privarli di contenuto diagnostico, rappresentando così solo un ostacolo
all’affollamento dei Pronto Soccorso e non una risposta efficace. E
sfruttare le risorse investite nella digitalizzazione per colmare anche
attraverso la teleradiologia le decennali carenze di personale che
affliggono il sistema, ora ancor più provato dalla carenza di vocazioni e
dalla fuga verso il privato”.*
Loredana Ulivi
Ufficio Stampa SNR
www.raggix.it
Via Farini 62 – 00185 Roma
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