(AGENPARL) - Roma, 14 Febbraio 2026 - (AGENPARL) – Sat 14 February 2026 EXPORT, TURCO (M5S): PATETICO TRINFALISMO, NUMERI DISTORTI
*EXPORT, TURCO (M5S): PATETICO TRINFALISMO, NUMERI DISTORTI*
Roma, 14 febbraio. “Le dichiarazioni del ministro Urso e di altri esponenti del centrodestra sull’andamento dell’export italiano confermano una lettura autoreferenziale che non trova adeguato riscontro nei numeri e rischia di offrire un’immagine distorta dello stato reale dell’economia. È indubbio che il sistema produttivo continui a dimostrare capacità di tenuta sui mercati internazionali, ma i numeri non evidenziano alcun record né una dinamica tale da giustificare toni celebrativi. L’export è passato dai 626,1 miliardi del 2022 ai 625,9 del 2023, ai 622,6 del 2024, fino ai 643 miliardi del 2025: un incremento complessivo di circa 17 miliardi in tre anni, ben lontano dall’obiettivo dei 700 miliardi più volte indicato dal Governo e promesso da Meloni, Tajani e Urso. Se si osserva la serie storica, la crescita più significativa risale al biennio successivo alla pandemia, quando l’export è passato dai 436,7 miliardi del 2020 a oltre 626 miliardi nel giro di due anni, con un incremento di circa +190 miliardi, grazie alle misure di sostegno e rilancio del tessuto produttivo adottate dal Governo Conte II. È quindi improprio attribuire alla fase attuale risultati record che non trovano riscontro nei dati. Se oggi si registra un segnale positivo, esso va ricondotto alla resilienza del sistema produttivo e non all’azione di un Governo che non ha adottato in questi lunghi anni misure strutturali in questa direzione. Ridurre la valutazione dello stato di salute dell’economia alla sola dinamica delle esportazioni rappresenta un approccio parziale. Il dato positivo dell’export è legato anche alla competitività delle imprese, spesso sostenuta da una compressione dei margini e da una dinamica salariale debole, che continua a penalizzare il potere d’acquisto dei lavoratori. La solidità di un sistema economico si misura infatti anche attraverso l’andamento della produzione industriale, degli investimenti, della crescita, della domanda interna e della capacità di sostenere i redditi delle famiglie. Su questi fronti i segnali restano critici: la produzione industriale registra una contrazione prolungata, la crescita economica è tra le più deboli nel contesto europeo e prosegue il processo di acquisizione di imprese italiane da parte di operatori esteri, con oltre 400 operazioni registrate nel solo 2024. A ciò si aggiunge il fenomeno del delisting, con la perdita negli ultimi anni di oltre 100 miliardi di capitalizzazione tra grandi imprese e Pmi quotate. Continuare a proporre una narrazione trionfalistica non rafforza la credibilità delle politiche economiche. È invece necessario un cambio di passo che metta al centro una strategia industriale solida, capace di sostenere investimenti, innovazione e crescita dimensionale delle imprese, rafforzando in modo strutturale la competitività del Paese”. Lo dichiara il senatore Mario Turco, vicepresidente del Movimento 5 Stelle e componente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario.
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Ufficio Stampa Parlamento
Movimento 5 Stelle
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