(AGENPARL) - Roma, 8 Febbraio 2026 - Il quotidiano britannico The Guardian ha riferito dell’esistenza di una telefonata ritenuta insolita intercorsa tra una persona vicina all’ex presidente statunitense Donald Trump e un individuo associato a un servizio di intelligence straniero. La conversazione sarebbe stata intercettata dalla National Security Agency (NSA) già nella scorsa primavera, secondo quanto riportato dal giornale citando una fonte informata.
Stando alla ricostruzione del Guardian, le informazioni raccolte dalla NSA sarebbero giunte alla Direttrice dell’Intelligence Nazionale degli Stati Uniti, Tulsi Gabbard, la quale non le avrebbe diffuse attraverso i canali ordinari, ma le avrebbe trasmesse direttamente alla capo dello staff della Casa Bianca, Susie Wiles. Successivamente, sempre secondo il quotidiano, Gabbard avrebbe disposto che la NSA non rendesse pubblico il rapporto e che tutta la documentazione relativa al caso le fosse inviata direttamente.
L’avvocato di un informatore (whistleblower) ha dichiarato al Guardian che contro tali azioni sarebbe stata presentata una denuncia formale lo scorso maggio. L’articolo non fornisce tuttavia dettagli sull’identità della persona vicina a Trump coinvolta nella telefonata, né sul Paese cui apparterrebbe l’intelligence straniera menzionata.
Nel fine settimana, Tulsi Gabbard ha respinto pubblicamente le accuse attraverso un messaggio diffuso su X, definendole false e infondate. La Direttrice dell’Intelligence Nazionale ha dichiarato di non essere mai stata in possesso né in controllo della denuncia, negando quindi di averla nascosta. Gabbard ha precisato di aver visionato la segnalazione solo due settimane fa, al fine di fornire indicazioni su come condividerla in modo sicuro con il Congresso.
Secondo la sua versione, la denuncia sarebbe rimasta per mesi sotto la responsabilità dell’ispettore generale nominato durante l’amministrazione Biden, Tamara Johnson, incaricata della sua custodia e protezione. La vicenda resta al centro dell’attenzione mediatica e politica, alimentando interrogativi sulla gestione delle informazioni sensibili all’interno dell’apparato di sicurezza statunitense.