(AGENPARL) - Roma, 4 Aprile 2026 - L’Italia accelera, ma resta in affanno. L’organizzazione degli Europei di calcio del 2032, assegnati congiuntamente a Italia e Turchia dalla UEFA, continua a sollevare preoccupazioni soprattutto sul fronte infrastrutturale. Le difficoltà legate all’ammodernamento degli stadi rappresentano oggi il principale ostacolo lungo il percorso che dovrebbe portare il Paese a essere protagonista della competizione.
Il presidente della UEFA, Aleksander Čeferin, ha lanciato un avvertimento chiaro: senza interventi rapidi e concreti, l’Italia rischia seriamente di perdere il ruolo di co-ospite. Un segnale forte che evidenzia come i ritardi accumulati non siano più sostenibili.
Ad oggi, l’unico impianto italiano pienamente conforme agli standard UEFA è l’Allianz Stadium di Torino (Juventus Stadium). Tutti gli altri stadi candidati necessitano di interventi più o meno profondi:
Il problema non è solo tecnico, ma soprattutto amministrativo. I principali ostacoli includono:
Questi fattori stanno rallentando sia la costruzione di nuovi impianti sia la riqualificazione di quelli esistenti.
Per superare l’impasse, il governo italiano ha deciso di nominare un commissario straordinario per gli stadi, con l’obiettivo di velocizzare le procedure e coordinare i progetti. Una misura emergenziale che punta a sbloccare iter spesso paralizzati da anni.
Per rispettare gli standard UEFA entro il 2032, gli stadi italiani dovranno adeguarsi a criteri rigorosi:
Tra i progetti più rilevanti:
La UEFA ha fissato una deadline cruciale: entro marzo 2027 dovranno iniziare i lavori strutturali. Tuttavia, già nel 2026 la pressione è altissima, perché i ritardi accumulati rischiano di compromettere l’intero cronoprogramma.
Inizialmente, l’Italia ha presentato 11 città candidate:
Ma solo 5 stadi saranno selezionati definitivamente. La scelta dipenderà dalla capacità concreta di rispettare tempi e standard richiesti.
Se l’Italia arranca, la Turchia appare molto più avanti. Gli impianti candidati risultano già in gran parte moderni e conformi ai requisiti UEFA, con meno necessità di interventi strutturali. Un divario che potrebbe pesare nelle valutazioni finali.
L’Italia si trova davanti a una sfida decisiva. Euro 2032 rappresenta un’occasione unica per rilanciare il sistema infrastrutturale sportivo nazionale, ma il tempo stringe. Senza una forte accelerazione nei prossimi mesi, il rischio non è solo quello di arrivare in ritardo, ma di perdere un’opportunità storica.
