(AGENPARL) - Roma, 4 Aprile 2026 - Le scorte di carburante dell’Unione Europea potrebbero esaurirsi nel giro di poche settimane. È questo l’allarme lanciato da Kirill Dmitriev, inviato speciale del presidente russo per gli investimenti e capo del Fondo russo per gli investimenti diretti, che ha indicato il 20 aprile come possibile data critica per l’esaurimento delle riserve.
Secondo Kirill Dmitriev, le ultime spedizioni di energia in arrivo attraverso lo Stretto di Hormuz raggiungeranno l’Europa intorno all’11 aprile. Da quel momento, ha sottolineato, inizierà una fase di monitoraggio più attento da parte delle autorità europee, con un possibile rapido deterioramento delle scorte.
Le sue dichiarazioni, pubblicate sui social, evidenziano uno scenario critico: senza nuovi flussi stabili, le riserve potrebbero esaurirsi già entro il 20 aprile.
Non è la prima volta che Dmitriev lancia un monito sull’energia. In precedenza aveva già evidenziato come:
- L’aumento dei prezzi di energia e materie prime possa colpire duramente l’economia europea
- L’inflazione potrebbe accelerare in modo significativo
- I mercati potrebbero entrare in una fase di forte instabilità
Il contesto attuale, segnato da tensioni geopolitiche e interruzioni nelle forniture globali, rende queste previsioni particolarmente rilevanti.
Gran parte delle preoccupazioni deriva dalla situazione nello Stretto di Hormuz, uno dei principali snodi energetici mondiali.
Le recenti tensioni nella regione hanno:
- Ridotto drasticamente il traffico di petroliere
- Limitato il transito delle navi
- Aumentato i rischi logistici e i costi assicurativi
Poiché circa il 20% del petrolio globale transita da questo passaggio, ogni interruzione ha effetti immediati sui mercati europei.
L’Unione Europea si trova oggi a fronteggiare una combinazione di fattori critici:
- Dipendenza da rotte energetiche instabili
- Capacità limitata delle alternative
- Riserve strategiche sotto pressione
- Prezzi in forte crescita
Questi elementi contribuiscono a creare un quadro di vulnerabilità strutturale, in cui anche brevi interruzioni possono avere effetti amplificati.
Se le previsioni dovessero concretizzarsi, l’Europa potrebbe affrontare:
- Ulteriore aumento dei prezzi di carburanti e gas
- Necessità di ricorrere massicciamente alle riserve strategiche
- Misure straordinarie di contenimento della domanda
- Impatti su industria, trasporti e famiglie
Tuttavia, le dichiarazioni provenienti da fonti russe vanno lette anche nel contesto geopolitico, dove l’informazione energetica è spesso parte di una strategia più ampia.
L’allarme lanciato da Mosca accende i riflettori sulla fragilità del sistema energetico europeo. Sebbene la data del 20 aprile rappresenti uno scenario estremo, resta evidente che l’Europa si trova in una fase critica, in cui sicurezza energetica, geopolitica e stabilità economica sono sempre più intrecciate.