(AGENPARL) - Roma, 6 Febbraio 2026 - (AGENPARL) – Fri 06 February 2026 **Frane e dissesto idrogeologico, Giani: “Toscana avanguardia con
monitoraggio satellitare”**
L’impegno della Toscana, unica Regione ad utilizzare il monitoraggio
satellitare radar in maniera sistematica per l’individuazione delle frane
“lente”
/Scritto da Sara Ghilardi, venerdì 6 febbraio 2026 alle 16:46/
Negli ultimi giorni il tema delle frane è tornato al centro del dibattito
nazionale. La Regione Toscana è consapevole di operare in un contesto
territoriale strutturalmente fragile e complesso e non rivendica soluzioni
definitive, ma un impegno costante e concreto nella gestione del rischio,
fondato su conoscenza scientifica, tecnologie avanzate e procedure
operative consolidate.
Il punto della situazione sul territorio toscano nel suo complesso è stato
fatto questa mattina nel corso di una conferenza stampa in Palazzo Strozzi
Sacrati dal presidente Eugenio Giani, dal sottosegretario Bernard Dika, dal
direttore della Difesa del suolo e Protezione civile Giovanni Massini,
coadiuvati da esperti come il professore Nicola Casagli docente del
dipartimento di geologia dell’Università di Firenze, Lorenzo Sulli geologo
dell’Autorità di bacino dell’Appennino settentrionale e da personale
responsabile dei vari settori della Regione.
Secondo l’ultimo Rapporto ISPRA sul dissesto idrogeologico, in Toscana le
aree interessate da frane coprono oltre 16.500 km², pari a più del 72%
del territorio regionale. Le aree a pericolosità elevata e molto elevata
rappresentano circa il 21% della superficie regionale, una percentuale
superiore alla media nazionale, anche in ragione di un livello di mappatura
e approfondimento più avanzato rispetto ad altre aree del Paese.
I fenomeni franosi presentano caratteristiche molto diverse: alcuni
evolvono lentamente nel tempo, altri possono manifestarsi in modo rapido e
improvviso, spesso in concomitanza con eventi meteorologici estremi. Per
questo la Regione Toscana ha scelto un approccio integrato, che unisce
monitoraggio, prevenzione, pianificazione e gestione operativa.
Dal 2018 la Toscana utilizza in modo strutturato il monitoraggio
satellitare radar per l’individuazione delle frane lente. I dati, elaborati
dal Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Firenze e dal
Centro per la Protezione Civile dell’Università degli Studi di Firenze,
consentono di rilevare movimenti del suolo anche di pochi millimetri
all’anno e vengono restituiti in un bollettino mensile a supporto delle
decisioni degli enti locali. La Toscana è la prima e tuttora unica Regione
in Italia ad aver trasformato questo sistema in uno strumento operativo di
gestione del territorio.
Secondo il presidente Giani: “Riguardo al tema delle frane, che il caso
della Sicilia ha posto in grande evidenza proprio in questi giorni, la
Regione Toscana si distingue a livello nazionale, perché è l’unica che ha
implementato ormai da tempo un monitoraggio satellitare che consente di
‘leggere’ il territorio in modo tale da poter mettere in atto la
prevenzione. Questo ci ha consentito di vedere la possibilità di
intervenire negli ultimi 5 anni, da quando io sono presidente, in almeno
500 casi, arrivando a spendere per gli interventi sui movimenti franosi
più di 200 milioni” ha detto sempre Giani, che ha aggiunto: “Quello che
noi abbiamo fatto, è stato fatto con risorse nostre. Ma è evidente che se
vi fosse una legge a livello nazionale che consente di finanziare per le
Regioni il modello satellitare potremmo fare un salto di qualità in tutta
Italia- ha concluso il presidente, che ha ringraziato la struttura diretta
da Giovanni Massini, annunciando anche la disponibilità a una
collaborazione con la Sicilia per implementare anche in quella terra
colpita dai recenti eventi, la tecnologia satellitare, qualora fosse
ritenuto di utilità.
Tra gli strumenti di monitoraggio e prevenzione messi in atto in Toscana vi
è anche lo studio di suscettibilità da frana, realizzato dalla
Commissione scientifica costruita a seguito dell’alluvione del Novembre
2023, che individua le aree maggiormente predisposte all’innesco di
fenomeni franosi, in particolare quelli rapidi, fornendo indicazioni
fondamentali per la pianificazione territoriale.
La gestione operativa è assicurata da procedure unitarie e da un tavolo
operativo che coinvolge Regione Toscana, Autorità di Distretto
dell’Appennino Settentrionale e Università di Firenze, garantendo
coordinamento, rapidità e supporto tecnico ai Comuni sia in fase
preventiva sia post-evento. Sul piano economico, attraverso risorse del
bilancio regionale e della contabilità speciale del Commissario, la
Toscana ha mobilitato negli ultimi 5 anni oltre 200 milioni di euro per
oltre 500 interventi di prevenzione, messa in sicurezza e gestione delle
emergenze legate al dissesto idrogeologico.
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