(AGENPARL) - Roma, 5 Febbraio 2026(AGENPARL) – Thu 05 February 2026 PRESSBOOK
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IMMAGINI | POSTER
Credits: Lucia Iuorio, Enrico Bellinghieri / Netflix
DATA DI USCITA
10 febbraio 2026
EPISODI
6 episodi
SINOSSI
Arturo (Luca Argentero), Elena (Giulia Michelini) e Blu (Caterina Forza) hanno perso quasi
tutto nella loro vita, ma una cosa li accende ancora: l’amore per le auto e l’adrenalina. Elena,
rampolla della Dionisi, proprietaria di una famosa scuderia, deve riconquistare un ruolo
nell’impresa di famiglia, ora nelle mani del fratello; assolda Blu, giovane testa calda con
un’attrazione fatale per la velocità, e Arturo, ex pilota leggendario ritiratosi dopo un tragico
incidente, per allenarla. Ognuno di loro ha un motivo per correre più veloce degli altri.
Motorvalley è la storia del loro viaggio attraverso una delle gare automobilistiche più
appassionanti: Il Campionato Italiano Gran Turismo (GT) dove le auto e le corse non sono solo
una passione da condividere ma anche una ragione di vita, o di morte.
CREDITI
Creata da: Francesca Manieri, Gianluca Bernardini e Matteo Rovere
Diretta da: Matteo Rovere, Pippo Mezzapesa e Lyda Patitucci
Scritta da: Francesca Manieri, Matteo Rovere, Gianluca Bernardini, Michela Straniero e Erika
Z. Galli
Prodotta da: Groenlandia (società del gruppo Banijay)
CAST ARTISTICO
Luca Argentero
Giulia Michelini
Caterina Forza
Giovanna Mezzogiorno
Davide Donin
Ivano Chinali
Giuseppe Spata
Giancarlo Previati
Diego Ribon
Stefano Abbati
Leonardo Bianconi
Simonetta Solder
Andrea Montovoli
Simone Tonoli
Alberto Naska
Arturo Benini
Elena Dionisi
Blu Venturi
Arianna
Ahmed
Paolo Ferri
Giulio Dionisi
Ettore
Vittorio Benini
Bruno Dionisi
Sergio Casadio
Giada Dionisi
Filippo
Simone Tonoli
Alberto Naska
CAST TECNICO
Regia di Matteo Rovere (Ep1,2,5), Pippo Mezzapesa
(Ep3,6), Lyda Patitucci (Ep 4,5)
Creata da Francesca Manieri, Gianluca Bernardini,
Matteo Rovere
Scritta da
Francesca Manieri, Matteo Rovere,
Gianluca Bernardini, Michela Straniero,
Erika Z. Galli
Casting Director Francesca Borromeo (U.I.C.D.)
Fotografia Giuseppe Maio
Montaggio Gianni Vezzosi (ep. 1), Vincenzo Soprano
(Ep 2,3,6) Marcello Saurino (Ep 4,5)
Musiche Yakamoto Kotzuga
Scenografia Cristina Del Zotto
Arredamento Cristian Meniconi
Costumi
Hair Designer
Make-Up & Tattoo Designer
Suono in Presa Diretta
Sound Design
Aiuto Regia
Direttori di Produzione
Associate Prdoucer
Organizzatore Generale
Produttore Delegato
Responsabile Editoriale
Produttore Esecutivo
Una Produzione
Prodotta da
Con il sostegno della
Stefano Ciammitti
Donatella Borghesi
Alessandra Vita
Angelo Bonanni (CAS)
Mirko Perri, Giulio Previ
Michele Mazzucco, Giulio Maria Sereno
Tiziano Grasso (AIARSE)
Neri Migani, Stefania Buccuni, Luca De
Giorgi
Francesca Manieri
Enrico Cerabino
Ognjen Dizdarevic
Alessia Polli
Paolo Lucarini
GRØENLANDIA (società del gruppo
Banijay)
Matteo Rovere
REGIONE EMILIA-ROMAGNA e del
Ministero della Cultura
NOTE DI PRODUZIONE
a cura di Matteo Rovere
Dal punto di vista produttivo, organizzativo e finanziario, questa serie è stata una grandissima
avventura. Siamo partiti da lontano, con uno sviluppo dei testi che ci ha regalato un lungo
viaggio nelle viscere della Motorvalley, vicino alle persone che la abitano, lontano da
quell’immaginario “patinato” che spesso siamo abituati a vedere nelle piste o all’interno delle
grandi concessionarie di auto.
Le squadre di Netflix e di Groenlandia sono state eccezionali, si sono superate, perché siamo
di fronte a una materia non solo molto complessa e rischiosa, ma anche poco trattata.
Abbiamo tutti condiviso un obiettivo comune: rinnovare il linguaggio, cercare nuove idee e
sperimentare tecniche produttive e narrative ancora poco esplorate nel nostro Paese. Da
questo punto di vista, la complessità e varietà del lavoro svolto sono state enormi.
La prima grande sfida produttiva è stata capire come portare in scena, nel modo più autentico
e spettacolare possibile, le richieste della sceneggiatura, restituendo agli spettatori un forte
senso di verità e grandiosità. Una delle scelte più importanti è stata quella di affiancarci alle
vere scuderie del Campionato Italiano GT, che desidero ringraziare, insieme ad ACI Sport, per
averci permesso di seguire e riprendere il campionato reale attraverso l’iscrizione e la
partecipazione dell’auto protagonista del nostro racconto. In particolare, abbiamo lavorato
con i team Enrico Fulgenzi Racing e Easy Race, oltre a SP Racing, Pollini, Imperiale, VSR
Racing, Nova Race, Antonelli Motor Service, DL Racing, RS Racing, MM Motorsport e molti
altri. Questo ci ha consentito di seguire tutte le tappe del campionato lungo l’arco di un’intera
stagione sportiva, vedendo l’auto di Blu sfrecciare, vincere e perdere, anche nel campionato
reale, potendo quindi partire da una base su cui poi, sempre in pista, abbiamo girato
numerose sequenze e integrazioni che insieme hanno fatto nascere quello che vedrete sullo
schermo.
Abbiamo girato molto anche nel “backstage” del vero Campionato GT, inserendo i nostri attori
in pit lane, nei paddock e nei box. Durante le gare ufficiali, invece, i piloti dei vari team hanno
guidato indossando tute e caschi dei nostri personaggi, permettendoci di ricostruire alcune
inquadrature direttamente all’interno degli eventi ufficiali. Questo approccio ha conferito una
forza straordinaria al racconto e ha contribuito a creare un senso di autenticità unico, perché ci
siamo sempre mossi all’interno di una realtà concreta.
Le riprese si sono svolte in diverse regioni italiane, principalmente Emilia-Romagna e Lazio,
ma anche Lombardia e Toscana, seguendo gli spostamenti del campionato, nonché in
Abruzzo, sulla pista snow driving di Roccaraso.
Si tratta di una serie ambiziosa, che ha affrontato un’ulteriore grande sfida legata alla
complessità di diverse scene d’azione, per le quali ci siamo avvalsi di un gruppo straordinario,
il team Top Stunt, che ha progettato e realizzato tutto ciò che noi registi desideravamo in
termini di inseguimenti, incidenti e sequenze spettacolari, mettendo in scena auto coinvolte in
situazioni estreme.
Nella serie si uniscono numerose tecniche sia nella ripresa delle azioni reali, sia nel mondo dei
led wall (usati in modo innovativo) che dei VFX, il tutto con l’obiettivo di cercare un risultato
amalgamato che permetta a chi guarderà lo show di sentire tutto analogico e reale, come in
effetti per molta parte è stato.
Insomma un’avventura complessa e impegnativa, ma anche profondamente gratificante. La
collaborazione con la Film Commission Emilia-Romagna, con Netflix e con tutti i partner
coinvolti ha reso possibile la realizzazione di un progetto di questo livello, grazie a una forte
sinergia e a una volontà condivisa di portare idee nuove in un mercato che ha bisogno, oggi
più che mai, di non essere mai ripetitivo.
NOTE DI SCENEGGIATURA
a cura di Francesca Manieri, Gianluca Bernardini
Arriva per tutti un momento in cui le nostre vite sembrano finite, perse, in cui gli errori e i
fallimenti del passato appaiono così grandi da metterci all’angolo, sbatterci a terra e
schiantarci per sempre. Questa serie nasce dall’esigenza di raccontare quel momento, quello
in cui tutto è perso e bisogna scegliere se ripiegare su una vita che è mera sopravvivenza o
rimettersi in piedi contro tutto e tutti e ricordarsi che la vita vale la pena di essere vissuta solo
col piede sull’acceleratore, che il fallimento non è una sconfitta, ma il segno che stiamo
giocando, che siamo nella mischia, che il nostro ballo non è ancora finito, che tutti meritiamo,
sempre, una seconda possibilità.
Quale mondo migliore che quello delle auto che sfrecciano per incarnare questo bisogno di
mangiarsi la vita, di non rassegnarsi, di rimettersi in gioco anche in un mondo che appare solo
fosco e privo di speranza? Un’arena che racconta quell’orizzonte ipertrofico in cui la vita è un
brivido, la morte un limite tangibile e quell’insieme folle di curve e rettilinei sono il paesaggio
concreto e metaforico che un’anima deve percorrere per trovare sé stessa, per tornare alla
luce.
Questa serie è un inno alla vita, alla follia, una dedica a quelli che hanno sbagliato, che la vita
ha rotto, spezzato, umiliato e che invece di inginocchiarsi, scelgono di correre a trecento
chilometri orari facendosi beffe perfino della morte. A quelli che hanno il coraggio di rimettersi
in gioco, di credere gli uni negli altri, di tornare ad amare, a sognare, a vivere, ma soprattutto a
correre. A quelli che lottano, perché quando tutto sembra perso, la rabbia, la voglia di riscatto,
la giustizia è l’unico nome che prende l’amore.
Francesca Manieri
Un motore non è una cosa romantica. Non sogna, non crede in sé stesso, non trova la sua
strada. Un motore fa una cosa molto più umiliante: si rompe. E poi, se sei fortunato, riparte.
Nessuno corre davvero da solo. Nemmeno in pista. Puoi essere un fenomeno, puoi avere il
talento, il coraggio, la fame giusta, ma se non c’è un sistema che funziona intorno a te, i tuoi
cavalli restano nel motore, non arrivano a terra. La potenza deve trovare trazione. In una gara,
così come in una storia.
Abbiamo raccontato tre personaggi che non dovrebbero stare nella stessa inquadratura e
invece finiscono per diventare un organismo. Una squadra. E, come succede sempre quando
la squadra è vera, una famiglia disfunzionale.
Arturo, l’aria di un asceta e la testa piena di fantasmi. È una di quelle persone che quando ti
dice “va tutto bene” ti viene voglia di controllare se c’è fumo che esce dal cofano.
Elena, la scintilla. E anche l’incendio. Determinata, imprevedibile, con quel dono speciale di
trasformare l’ansia in strategia e la strategia in caos nel tempo di una staccata.
E poi c’è Blu, il futuro che arriva senza chiedere permesso. È istinto, è intelligenza, è una
libertà che non chiede scusa e, proprio per questo, spesso non sa come togliere il piede
dall’acceleratore.
Insieme, Arturo, Elena e Blu sono… un problema. Ma sono anche la soluzione. Perché si
incastrano. Malissimo, certo. Con rumore. Con attrito. Con quella sensazione costante che
qualcosa stia per saltare. Eppure si incastrano. Il punto è che hanno tutti lo stesso
problema: sono arrivati al traguardo con un bagaglio di errori che pesa come un pieno di
benzina appena fatto. Ognuno di loro ha fallito con qualcosa o con qualcuno. Sono arrivati a
quel punto in cui capisci che il tuo assetto iniziale non ha retto. Che hai guidato male. Che ti
sei schiantato contro un muro che non avevi visto, o che hai visto benissimo e hai ignorato lo
stesso.
E la storia comincia proprio lì: non all’inizio, ma dopo. Dopo la caduta. Dopo l’illusione. Dopo il
momento in cui pensi che ormai sia andata. E allora ti resta una sola scelta, accettare che sei
rotto e fare la cosa più difficile del mondo: rientrare ai box. Ti fermi e ti smontano, ti guardano
dentro, ti cambiano i pezzi, e tu sei lì, vulnerabile, mentre intorno tutti corrono.
Questa serie parla di macchine, di puzza di benzina e di corse, perché noi le amiamo e perché
la pista è il posto perfetto dove mettere persone che non possono più stare ferme. Ma la pista
è solo il luogo. La vera gara è un’altra, molto più tosta: quella verso una seconda occasione.
Può andare male, anzi è probabile. Ma se la squadra funziona, se il caos diventa sistema, se la
potenza trova trazione… rientri in pista. Non come prima. Meglio: diverso.
E forse è questo che ci interessava davvero raccontare: che il talento senza legami è solo una
fiammata.
Che le famiglie normali sono sopravvalutate. E che certe vite tornano in pista anche se non
hanno l’assetto giusto. Perché qualcuno, a un certo punto, decide di restare lì con te, fino
all’ultimo bullone.
Finché il motore riparte con quel rombo che sembra una melodia.
Gianluca Bernardini
NOTE DI REGIA
a cura di Matteo Rovere, Pippo Mezzapesa, Lyda Patitucci
La passione per il mondo dei motori è qualcosa che mi accompagna da sempre. Fin da
bambino mio padre mi portava a esplorare questo universo fatto di automobili, a volte
straordinarie, a volte meno, ma soprattutto abitato da un’antropologia ricchissima,
appassionati, meccanici, piloti, ma anche semplici amatori. Persone accomunate da un calore
e da una dedizione incredibili verso qualcosa che, in fondo, è una forma di gioco, una sfida
continua. Ed è proprio questo che mi ha sempre affascinato.
Dieci anni fa ho diretto Veloce come il vento, che rappresentava una mia prima immersione in
questo mondo. Con il tempo ho sentito il desiderio di tornarci, soprattutto per raccontare
ancora una volta quella terra unica dove tutto sembra possibile, dove l’epica diventa realtà.
Una realtà in cui i genitori regalano una minimoto ai figli alle elementari invece di un pallone.
Dall’Emilia-Romagna al nord delle Marche, fino a Tavullia, terra natale di Valentino Rossi, si
cresce respirando benzina, immersi in un’atmosfera di epicità che, per chi racconta storie, è
una miniera inesauribile.
Da qui è nato il lavoro con Francesca Manieri e Luca Bernardini. Insieme abbiamo concepito
un racconto che ci appassionava profondamente e che conteneva elementi che solo lo spazio
della serialità permette davvero di sviluppare, sia dal punto di vista narrativo che produttivo.
Cercavamo un partner disposto a raccogliere una sfida ambiziosa e lo abbiamo trovato in
Netflix, un interlocutore ideale, attento alle storie locali e desideroso di rielaborare e rinnovare
la tradizione del cinema di genere italiano, quello degli anni ’70 e ’80. Un periodo felice in cui il
cinema d’autore italiano attraversava l’action, i film di macchine, il poliziottesco, lasciando
un’eredità ancora viva.
Questa serie vuole essere un omaggio a quella tradizione, al cinema d’azione italiano di
genere che scorre ancora nelle vene di registe, registi, sceneggiatrici e sceneggiatori di oggi,
chiamati però ad avere il coraggio di confrontarsi con progetti nuovi e inusuali. Motorvalley è,
in questo senso, la prima vera serie action italiana ambientata nel mondo dei motori, un
mondo che appartiene al DNA del nostro Paese e che vogliamo raccontare anche oltre i
confini nazionali.
Il cuore della storia è quello delle seconde occasioni, la famiglia che si forma, la possibilità di
tornare in pista, la resilienza. Da qui è partito il lavoro sul cast, abbiamo trovato prima Luca,
Giulia e poi Caterina e tutto il resto del cast, Giovanna Mezzogiorno, in particolare, che hanno
dato identità e profondità ai personaggi.
Ci siamo poi buttati in pista, senza dimenticare che questa serie racconta sì il mondo delle
automobili, ma soprattutto il mondo che vive dietro di esse. Ciò che ci interessava di più infatti
è l’antropologia, gli esseri umani, i rapporti, le dinamiche emotive. Abbiamo voluto scavare in
tutto ciò che questo universo può offrire di più emozionante e divertente.
È una serie realizzata con leggerezza, con l’intento di divertire ed emozionare, di regalare agli
spettatori qualche ora di serenità. Credo che, soprattutto nel momento storico che stiamo
vivendo, ci sia bisogno di respirare, di ritrovare valori come l’amicizia, l’amore, i rapporti
familiari. L’audiovisivo ha il compito di intrattenere, come facevano quei grandi film degli anni
’70 e ’80 che tanto mi hanno dato.
Dal punto di vista tecnico, questa è stata una sfida senza precedenti. Un budget importante e
una dimensione produttiva ambiziosa, pensata per creare un grande spettacolo. Vedremo in
scena azioni e sequenze mai realizzate prima in Italia, con l’utilizzo integrato di tecnologie
diverse, dalla ripresa analogica ai ledwall, tutte fuse per restituire una sensazione costante di
verità e di brivido. L’idea è che ciò che vediamo sia sempre percepito come reale.
Il nostro sguardo va al grande cinema d’azione europeo, quello di Besson tra tutti. Un cinema
in cui l’azione nasce dai personaggi, è sempre radicata nella realtà e ha conseguenze vere,
fisiche, emotive. Vogliamo un’azione vissuta, concreta, capace di generare tensione autentica.
Spero che Motorvalley sia un’esplosione per gli occhi, ma anche per il cuore. Un progetto reso