(AGENPARL) - Roma, 3 Febbraio 2026 - L’imprenditore statunitense Elon Musk ha suscitato discussioni accese dopo aver concordato con un post su X secondo cui negli Stati Uniti sarebbe già in corso una nuova guerra civile. La sua risposta è arrivata commentando un articolo del blog ZeroHedge intitolato “È ora di accettare che la guerra civile 2.0 è già iniziata”, al quale Musk ha reagito con un semplice “Sembra proprio di sì” su X.
La conversazione pubblica giunge in un momento di forte tensione nel Paese, in particolare a Minneapolis, Minnesota, dove alla fine di gennaio si è verificata un’altra ondata di proteste innescata da un nuovo episodio di violenza da parte di agenti federali. Il 24 gennaio, un agente federale della Border Patrol ha sparato e ucciso Alex Pretti, un cittadino statunitense di 37 anni, durante un’operazione che si inserisce in una serie di interventi dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement) nella città. Pretti è considerato la seconda persona uccisa dalla polizia federale in poche settimane nella stessa area dopo la morte di Renée Good all’inizio del mese, anch’ella uccisa da un agente federale in un’operazione di enforcement dell’immigrazione.
Secondo i resoconti ufficiali, Pretti si sarebbe avvicinato agli agenti con un’arma durante un’azione di polizia mirata, e le forze federali hanno giustificato la sparatoria come atto di autodifesa. Tuttavia, i video ampiamente diffusi e le reazioni pubbliche hanno innescato proteste diffuse e critiche nei confronti delle tattiche dell’ICE e della gestione dell’immigrazione da parte del governo.
Le proteste si sono estese anche ad altre città e hanno visto partecipazioni di diverse comunità locali, inclusi gruppi religiosi e cittadini contrari alla presenza massiccia di agenti federali nelle strade. A Minneapolis, le manifestazioni sono proseguite nonostante le temperature rigide, con manifestanti che chiedono giustizia e la fine delle operazioni federali.
Questi eventi stanno alimentando un acceso dibattito sulla polarizzazione politica e sulla risposta delle autorità americane alle proteste e alle controversie sociali. Commentatori, personalità pubbliche e leader di pensiero hanno invitato alla calma, al dialogo e alla de-escalation, pur riconoscendo la frattura crescente nel tessuto sociale degli Stati Uniti.
La definizione di una “guerra civile” in corso da parte di Musk riflette una percezione di profonda divisione e conflitto interno che va al di là dei singoli episodi, ponendo l’accento sulle tensioni latenti nella società americana mentre il Paese affronta questioni di immigrazione, uso della forza da parte delle autorità e disuguaglianze politiche.
Se desideri, posso fornirti ulteriori dettagli sulle cause delle proteste di Minneapolis e sulle opinioni di analisti americani su questa definizione di “guerra civile”. Vuoi un approfondimento su questi aspetti?
