(AGENPARL) - Roma, 21 Gennaio 2026(AGENPARL) – Wed 21 January 2026 Oggetto: comunicato stampa
Una pietra dinciampo per Francesco Grasselli, albinetano che rifiutò di
combattere per la Repubblica Sociale di Mussolini e morì in un ospedale da
campo di Berlino
Lappuntamento alle ore 9.15 allincrocio tra via Oliveto e via Filippo Re,
di fronte alla strada che porta alla casa in cui aveva vissuto
ALBINEA (21 gennaio 2026) Si chiamava Francesco Grasselli, era nato a
Montericco di Albinea nel 1910 e, dopo essere stato arrestato dai soldati
tedeschi ed essersi rifiutato di tornare in Italia e combattere per la
Repubblica Sociale Italiana (Repubblica di Salò), morì in un ospedale da
campo a Berlino l1 gennaio del 1944, alletà di 34 anni. Oggi la sua tomba
si trova nel Cimitero italiano donore nella foresta di Zehlendorf, a
Berlino.
Grasselli era quindi quello che oggi viene chiamato un IMI: Internati
militari italiani.
Martedì 27 gennaio, alle ore 9.15, grazie alla collaborazione tra Comune,
Anpi Albinea, scuola secondaria di primo grado Ludovico Ariosto di Albinea
e Borzano e Istoreco, verrà deposta una pietra dinciampo in sua memoria,
allincrocio tra via Oliveto e via Filippo Re, cioè di fronte alla strada
che porta alla casa in cui aveva vissuto.
Alla posa sono invitati tutti i cittadini e saranno presenti, oltre alla
sindaca Roberta Ibattici, agi rappresentati di Anpi e Istoreco, anche due
classi due classi che hanno effettuato un percorso preparatorio con gli
storici dellistituto storico.
Oltre alla pietra sarà installato un leggio con la biografia di Francesco
Grasselli e la sua tragica storia.
Le pietre dinciampo sono piccole targhe in ottone a scopo commemorativo
poste su un sanpietrino, che viene posato alla memoria delle vittime della
deportazione. Con linstallazione di ormai oltre 100.000 Pietre in centinaia
di Comuni, le Pietre dInciampo sono il più vasto monumento antifascista in
tutta lEuropa.
Alla fine delle nuove pose nel 2026 in provincia di Reggio le Pietre saranno
149 in 27 Comuni.
Ma chi era Francesco Grasselli?
Francesco Grasselli nasce il 1° settembre 1910 a Montericco. È il
primogenito di Giacomo Grasselli e Teresa Valenti. La sua è una famiglia
contadina. Il padre lavora come bracciante nel podere Palazzina, che oggi si
trova in via Filippo Re.
Pur avendo famiglia, Giacomo Grasselli viene arruolato nella Prima guerra
mondiale e impiegato nelle operazioni nella zona del monte Sabotino. Parte
lasciando a casa la moglie e quattro figli: Francesco; Ezio, nato nel 1910;
Giuseppina, nata nel 1913; Guerrino, nato nel 1915, che muore alletà di
otto anni. Giacomo rientra dalla guerra e successivamente ha altri due
figli: Alberta, nata nel 1919, e Guerrino, nato nel 1925.
Nel 1941 Francesco sposa Silvia Rinaldi, dalla quale ha un figlio, Franco.
Con linizio della Seconda guerra mondiale viene chiamato a svolgere il
servizio militare. Il 15 settembre 1943, alletà di 33 anni, viene catturato
a Fiume (oggi Rijeka, in Croazia).
Successivamente viene caricato su una tradotta, più simile a un carro
bestiame che a un treno passeggeri, e deportato a Berlino, in Germania.
Durante il viaggio, che allepoca può durare diversi giorni, il treno fa una
sosta a Conegliano il 21 settembre. In quelloccasione Francesco riesce a
consegnare a una donna, recatasi in stazione per offrire cibo ai deportati,
un biglietto con lindirizzo della sua famiglia, chiedendole di avvisare i
suoi parenti del suo arresto. La famiglia viene così a conoscenza della sua
sorte.
Come molti soldati italiani, Francesco viene detenuto in un campo di
prigionia perché rifiuta di tornare in Italia a combattere per la Repubblica
Sociale Italiana. Le condizioni di vita nei campi sono molto dure e
Francesco si ammala di polmonite. Muore il 1° gennaio 1944 nellospedale da
campo 119 di Berlino. Il funerale si tiene il 20 gennaio ed è celebrato da
don Vittorio Gloniani. Il corpo viene sepolto nel cimitero militare di
DoberitzElsgrund.
Alla sua morte lascia i genitori, la moglie Silvia e il figlio Franco, di un
anno e mezzo, oltre a due fratelli e due sorelle: Ezio, soldato disperso in
Grecia, che riesce a tornare a casa alla fine della guerra ma muore poco
dopo i quarantanni; Guerrino, soldato di leva, che riesce a sfuggire alla
cattura dei tedeschi nel Veronese e a rientrare a casa camminando di notte e
nascondendosi di giorno; Giuseppina e Alberta. Lascia anche il cognato
Silvio Benassi, marito di Alberta, fatto prigioniero dagli americani in
Sicilia, poi deportato in Algeria e rientrato a casa nel settembre 1945, e i
nipoti Savino, figlio di Ezio, e Remo, figlio di Alberta.
Tra il 1955 e il 1957 viene creato il Cimitero italiano donore nella
foresta di Zehlendorf, a Berlino, in seguito ad accordi tra Italia e
Germania e su iniziativa di don Luigi Fraccari, sacerdote italiano in
missione in Germania. Il cimitero viene inaugurato il 21 dicembre 1958 e
successivamente sistemato nel 1995 e nel 2009. Si tratta di unarea di 6.540
metri quadrati, nella quale sono sepolti più di 1.000 soldati italiani
provenienti da oltre settanta cimiteri.
Anche i resti di Francesco Grasselli, esumati dal cimitero di Doberitz, sono
oggi sepolti nel cimitero di Zehlendorf.
Il 22 aprile 2023 una delegazione di Albinea, composta tra gli altri
dallallora sindaco Nico Giberti e dal presidente della Pro Loco Corrado
Ferrari, depone una corona di fiori sulla lapide di Francesco Grasselli nel
cimitero di Zehlendorf.
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Marco Barbieri
