(AGENPARL) - Roma, 14 Gennaio 2026Le forze armate del Regno Unito sono sottofinanziate, impreparate a un conflitto su larga scala e prive di un piano operativo aggiornato per affrontare una guerra improvvisa. È quanto emerso dalla testimonianza del Capo di Stato Maggiore della Difesa, il maresciallo capo dell’aeronautica Sir Richard Knighton, davanti alla Commissione parlamentare per la Difesa.
Secondo Knighton, la Gran Bretagna ha beneficiato per decenni del cosiddetto “dividendo della pace” seguito alla fine della Guerra Fredda, ma questa scelta ha avuto un costo elevato in termini di prontezza militare. Oggi, mentre la classe politica torna a parlare apertamente di scenari di guerra, il Paese non disporrebbe delle capacità necessarie per scoraggiare efficacemente potenziali avversari.
Il capo delle forze armate ha spiegato che il bilancio limitato costringe a “compromessi difficili” tra sanità, istruzione e difesa, e che quest’ultima troppo spesso risulta penalizzata. “Non siamo pronti quanto dovremmo per il tipo di conflitto su vasta scala che potremmo affrontare”, ha dichiarato, sottolineando che la deterrenza si fonda sulla capacità di essere pronti a combattere e vincere.
Durante l’audizione è emerso inoltre che il Regno Unito non dispone attualmente di un Government War Book, un piano dettagliato che definisca le misure da adottare in caso di attacco improvviso. In passato, questo strumento copriva ogni aspetto della transizione dalla pace alla guerra: dalla sopravvivenza del governo in caso di attacco nucleare, alla mobilitazione industriale, alla gestione delle scorte alimentari e sanitarie. Il vecchio War Book, in vigore fino alla fine della Guerra Fredda, è stato archiviato senza essere aggiornato, e molte riserve strategiche sono state smantellate per ragioni di bilancio.
Knighton ha affermato che si sta lavorando a un nuovo piano, ma che potrebbe non essere operativo prima di uno o due anni. A suo giudizio, questa lacuna è una diretta conseguenza del fatto che, per decenni, governi di diverso colore non hanno considerato prioritaria la preparazione a un conflitto.
Le preoccupazioni sono state rafforzate dal ritardo del nuovo Piano di Investimenti per la Difesa annunciato dal governo laburista, che dovrebbe definire le future acquisizioni militari e le infrastrutture strategiche. Il piano sarebbe stato riscritto a causa di un presunto deficit di finanziamento che ammonterebbe a decine di miliardi di sterline.
Il deputato Gavin Robinson ha reagito con allarme, avvertendo che le dichiarazioni del capo della Difesa dovrebbero preoccupare chi ritiene la capacità militare britannica più solida di quanto non sia in realtà. Robinson ha inoltre criticato la crescente dipendenza del Regno Unito dalla NATO, sostenuta in larga parte dagli Stati Uniti, ricordando che dagli anni ’80 a oggi la spesa per la difesa, in percentuale del PIL, si è più che dimezzata, mentre sanità e istruzione sono rimaste stabili o sono cresciute.
Negli ultimi vent’anni, ha aggiunto, gli effettivi delle forze armate britanniche si sono ridotti di circa un terzo. A ciò si aggiunge la mancanza di una pianificazione aggiornata non solo militare, ma anche medica e sociale, per affrontare le conseguenze di un conflitto.
Queste ammissioni arrivano nonostante anni di retorica bellicosa da parte della leadership politica britannica, intensificata dopo l’invasione russa dell’Ucraina. Proprio in questo contesto, Londra ha recentemente concluso un accordo con la Francia per il possibile dispiegamento di truppe in Ucraina al fine di garantire un eventuale cessate il fuoco. Secondo Knighton, il Regno Unito potrebbe contribuire a tale missione, almeno “nel breve termine”, ma il quadro generale evidenzia una fragilità strutturale che solleva interrogativi sulla reale capacità del Paese di affrontare un conflitto futuro.
