(AGENPARL) - Roma, 13 Gennaio 2026(AGENPARL) – Tue 13 January 2026 Intervento di Antonino Ruggiano, Sindaco di Todi
A distanza di 15 mesi dall’insediamento della nuova Giunta regionale, anche alcuni dei sostenitori più entusiasti della Presidente iniziano a confrontarsi con la realtà dei fatti.
Le promesse solenni che avevano accompagnato la campagna elettorale si stanno rivelando, nei risultati concreti, prive di riscontro. È un dato che emerge con sempre maggiore evidenza e che oggi appare chiaro anche a chi aveva contribuito a costruire un racconto ottimistico e semplificato della sanità umbra.
Dopo quindici mesi di nuova gestione, la situazione della sanità locale è esattamente quella che si temeva. La sinistra, soprattutto nella sua versione eterogenea e contraddittoria del cosiddetto “campo largo”, dimostra di non avere né una visione organica né strumenti adeguati per affrontare problemi complessi come quelli della sanità pubblica.
L’ospedale della Media Valle del Tevere continua a vivacchiare, senza un vero rilancio; anzi, sotto molti profili, la condizione è peggiorata. È stata rallentata anche l’integrazione con il Silvestrini, che rappresenta l’unica prospettiva seria di rafforzamento del presidio ospedaliero. Un percorso che appare ostacolato più per ragioni ideologiche che per valutazioni tecniche, evidentemente perché concepito e avviato dal centrodestra e quindi da contrastare a prescindere.
Sul fronte delle liste di attesa la situazione ha ormai assunto contorni paradossali, mentre continuano ad aggravarsi, ben più di prima, i fenomeni di pendolarismo sanitario: troppi cittadini sono costretti a spostarsi in altre parti della Regione anche per esami di routine, con disagi crescenti e costi sociali evidenti.
Sul territorio, invece, si sta portando avanti un lavoro serio e responsabile, fondato sulla collaborazione istituzionale. La Casa della Comunità di Todi si inserisce in un percorso guidato dal Distretto sanitario, sotto la direzione della dottoressa Vescarelli, cui spetta il coordinamento complessivo dell’organizzazione sanitaria e dei servizi. In questo quadro, il Comune di Todi sta svolgendo un ruolo attivo e costruttivo di raccordo territoriale, affiancando il Distretto e favorendo l’integrazione tra ambito sanitario, sociale e comunità locale.
La Casa della Comunità risulta attivata sotto il profilo formale; è ora necessario completare il percorso previsto dalla normativa nazionale e regionale. Sono pertanto attesi ad horas i controlli dell’ingegnere indipendente e, successivamente, quelli della Regione e di Agenas, finalizzati alla verifica del rispetto dei requisiti strutturali, organizzativi e funzionali previsti.
Tra gli elementi qualificanti vi è la coprogettazione con il Terzo Settore. Su questo aspetto, il Comune, in raccordo con il Distretto e con i Servizi Sociali, ha promosso incontri organizzativi finalizzati alla definizione di un protocollo di intesa tra Azienda Sanitaria, Comune e Consulta delle Associazioni. La Casa della Comunità, coerentemente con la propria missione, dovrà infatti essere anche uno spazio aperto alla partecipazione del Terzo Settore. In questa prospettiva, la sala riunioni multimediale della struttura sarà messa a disposizione delle associazioni, dal lunedì al venerdì, dalle ore 9 alle ore 18, su prenotazione, per lo svolgimento di riunioni e incontri. La sottoscrizione del protocollo di intesa è prevista per la prossima settimana.
Nello stesso percorso di integrazione sociosanitaria, è stata affrontata anche la necessità di garantire la presenza di un assistente sociale presso il Punto Unico di Accesso, quale elemento essenziale per una presa in carico efficace delle persone. L’ipotesi attualmente in fase di definizione prevede, in una prima fase, una presenza di tre ore al giorno, dal lunedì al venerdì (ad eccezione del mercoledì), nella fascia oraria compresa tra le ore 10 e le ore 13.
Parallelamente, la prossima settimana verrà consegnata alla Casa della Comunità di Todi una dotazione strumentale significativa: una piattaforma ecografica su trolley con monitor da 15 pollici; un elettrocardiografo; un pulsossimetro; uno sfigmomanometro digitale; una bilancia digitale; un kit completo glucometro con bluetooth; un modulo automatico per la misurazione della pressione; è inoltre prevista a breve anche la consegna dello spirometro.
Per quanto riguarda il personale, infine, tra martedì e giovedì è previsto l’arrivo di tre infermieri interinali, che garantiranno la continuità del servizio fino all’attivazione dei posti per infermieri previsti dal concorso concluso nel dicembre 2025.
Questo lavoro si colloca all’interno di una visione strategica chiara: la medicina territoriale rappresenta l’asse portante del futuro della sanità locale e italiana. È il modello che consente di spostare il baricentro dell’assistenza dall’ospedale al territorio e al domicilio, di governare le cronicità e l’invecchiamento della popolazione, di integrare servizi sanitari e sociali e di utilizzare in modo appropriato le nuove tecnologie, a partire dalla telemedicina.
Solo attraverso una rete territoriale forte, coordinata e guidata dalle strutture sanitarie distrettuali è possibile garantire continuità assistenziale, ridurre gli accessi impropri agli ospedali e rendere il Servizio Sanitario Nazionale più equo, vicino ai cittadini e sostenibile nel tempo.
È questa la strada che va seguita: una Regione chiamata a fare finalmente chiarezza e scelte strutturali, e territori che, nel rispetto dei ruoli, lavorano insieme per dare risposte concrete alle persone.