(AGENPARL) - Roma, 6 Gennaio 2026 - (AGENPARL) – Tue 06 January 2026 Gemona, 6 gen – “Nel cinquantesimo anniversario del terremoto
del Friuli Gemona rinnova un patto profondo di unit? che nasce
dalla sua storia pi? dolorosa e pi? luminosa insieme: questa
Messa, cos? sentita dalla comunit? gemonese e da tutto il Friuli,
ci richiama allo spirito che seppe animare nell’immediatezza
dell’emergenza e poi nella ricostruzione: coesione, solidariet?,
aiuto reciproco, responsabilit? condivisa. ? un’eredit? viva che
va custodita e riempita di contenuti, soprattutto oggi, in una
societ? che rischia derive di solitudine ed egoismo”.
Lo ha affermato l’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli
partecipando alla tradizionale Messa del Tallero nel Duomo di
Gemona del Friuli, celebrata dall’arcivescovo di Udine mons.
Riccardo Lamba e concelebrata dall’arciprete don Valentino
Costante, in un anno dal forte valore simbolico che segna il
cinquantesimo anniversario del sisma del 1976, il cui epicentro
fu proprio Gemona.
“Come accadde all’indomani del terremoto del 1976, quando vi fu
uno spirito di comunit?, di coesione, di solidariet? e di aiuto
reciproco nell’immediatezza e anche successivamente nella
ricostruzione – ha auspicato Zilli – ci auguriamo che questo
patto torni a essere quotidiano, ad essere partecipi della
comunit? e a ravvivarla nelle tante preziose espressioni dello
stare assieme: nelle relazioni semplici, nello sport, nella
cultura, nello studio, nei luoghi di incontro, nel volontariato,
a partire dai giovani, perch? solo comunit? unite possono
costruire futuro”.
Rito unico nel suo genere nel panorama liturgico occidentale, la
Messa del Tallero non rappresenta un atto di vassallaggio tra
autorit? civile e religiosa, ma un solenne gesto di lode della
comunit?, riconosciuta nella sua indivisibilit?, al Signore della
pace. Dopo la cerimonia civile che ha aperto sotto la loggia del
Municipio il corteo fino al Duomo, guidato dal sindaco Roberto
Revelant e dalle autorit?, la celebrazione si ? aperta con
l’ingresso solenne dell’arcivescovo mons. Riccardo Lamba e il
tradizionale rito dell’aspersione, seguiti dall’ingresso dei Re
Magi, figure centrali della liturgia odierna e simbolo secolare
scolpito nella pietra del Duomo.
Dopo l’omelia, ? stato recitato il Credo secondo l’antica
tradizione di Aquileia, privilegio condiviso solo con le pi?
antiche sedi apostoliche, e si ? svolta la consegna del Tallero,
dono solenne del sindaco all’arcivescovo. La celebrazione ?
proseguita con la “Berakh?”, una delle pi? antiche benedizioni
bibliche, e con l’incensazione, che riserva al sindaco un gesto
unico nella liturgia occidentale, di origine bizantina.
A suggellare il rito, il bacio della pace con il prezioso
gioiello gotico del Lionello, la litania di origine antiochea e,
dopo la benedizione pontificale, il canto dell’antifona Tu es
Sacerdos Magnus.
“Un segno di gratitudine e affetto per l’arcivescovo Lamba che,
come ricordato da mons. Costante ad inizio celebrazione, si ?
fermato a Gemona in preghiera per le vittime del sisma, in una
celebrazione che continua a parlare al presente attraverso la
memoria, la fede e l’unit? di una comunit?”, ha commentato Zilli.
ARC/EP/pph
061251 GEN 26
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