(AGENPARL) - Roma, 11 Novembre 2025(AGENPARL) – Tue 11 November 2025 Continua inesorabile l’incremento di lucani che si trasferiscono all’estero
Oggetto: Sempre più in crescita gli iscritti lucani all’Aire
[image: image.png][image: LOGO CIM BUONO.JPG]
IL PRESIDENTE – Luigi Scaglione
Continua inesorabile l’incremento di lucani che si trasferiscono all’estero
“Continua inesorabile l’incremento di lucani che si trasferiscono
all’estero: i dati ufficiali dicono che nell’arco di due anni, gli iscritti
all’AIRE, l’anagrafe degli italiani residenti all’estero della Basilicata,
sono cresciuti di oltre 11 mila unità e nell’ultimo anno superato, come
ampiamente da noi previsto, la soglia delle 150 mila unità toccando per la
precisione quota 152.363. Su 529.897 residenti al 1 gennaio di quest’anno”.
Lo ha evidenziato Luigi Scaglione, Presidente del Centro Studi Lucani nel
Mondo e della Confederazione Italiani nel Mondo di Basilicata.
“Un dato inesorabile, che fa salire al secondo posto la Basilicata per
incidenza percentuale tra iscritti Aire e popolazione residente, pari al
28,8% secondi solo al Molise ed in presenza di altre aree geografiche,
anche del Sud, che registrano invece un se pur lieve decremento”.
L’altro elemento statistico, che è emerso dalla presentazione ufficiale dei
dati della Fondazione Migrantes, questa mattina a Roma, è relativo alle
fasce di età di questi spostamenti o migrazioni che interessano ormai in
maniera proporzionale, tutte le fasce di età e non solo quelle post diploma
o di genitori-nonni che seguono i figli, ma in maniera orizzontale tutte le
fasce analizzate.
“Manca quindi l’idea di prospettiva futura – ha aggiunto Scaglione – che
favorisca la tenuta sociale di una regione, incentivata dalla mobilità
anche di chi un lavoro ce l’ha ma deve spostarsi per contingenti fattori,
fuori regione o fuori dal Paese. E qui non bastano le politiche attrattive
in materia di turismo e di ritorno alle radici, su cui pure si lavora
alacremente anche a livello nazionale, a dare la scossa ed ad invertire la
tendenza”.
I fatti ci dicono anche che restano in termini assoluti in materia di
iscrizioni all’Aire di residenti nelle città di Potenza, di Lauria, di
Marsico Nuovo e Matera superiori alle 3000 unità insieme a San Fele, come
pure quelli in termini percentuali tra residenti e popolazione estera di
Castelgrande (pari al 194,9%), di Montemurro (pari al 183,5%), di Sasso di
Castalda con il 162,5% ed in termini assoluti appunto di San Fele con 3.141
cittadini, di Marsico Nuovo con 3.654 unità, Trecchina, Satriano, Grumento
Nova e Tramutola, superiore ai 2000 iscritti all’Aire. E nelle nazioni di
riferimento, restano in testa Argentina, Svizzera, Germania, Brasile,
Uruguay. Sono 27 i lucani residenti in Israele, 156 a San Marino.
Ultimo elemento numerico è quello relativo alle province di provenienza dei
nostri “migranti” che conferma il primato di quella,potentina rispetto a
quella materana. Anche qui doppia velocità.
“La narrazione del sistema migratorio italiano e lucano, è emerso, va
quindi cambiata perché a partire in maggioranza, in questi ultimi due anni
sono stati i giovani diplomati e non più quelli chiamati impropriamente
“cervelli in fuga”.
Segnali positivi invece emergono nell’analisi della mobilità interregionale
-ha proseguito Scaglione – che secondo i dati e le ricerche non solo
numeriche a cui abbiamo contribuito, fanno emergere la voglia di ritorno
alla natura e quindi di insediamenti lavorativi nella riscoperta di fattori
produttivi che vanno motivati e sostenuti e per le quali le politiche
regionali, in tutti i luoghi, devono per forza adeguarsi in futuro per
trattenere i giovani”.
“Il 26% di chi è partito, ha fatto rientro. È un dato significativo – è
stato spiegato in un’altra analisi sui rientri giovanili – perché dimostra
che la mobilità giovanile non è più sinonimo di fuga, ma rappresenta un
percorso di formazione e crescita personale. I giovani partono per
imparare, per confrontarsi con il mondo, ma sempre più spesso tornano con
nuove competenze e con la volontà di contribuire allo sviluppo del Paese”.
E Solo il 26% di chi parte lo fa perché non trova lavoro in Italia; la
maggioranza sceglie di emigrare per fare
esperienza e arricchire il proprio curriculum.
Anche l’immagine data con i progetti sul turismo delle radici e delle
origini, va dunque rivista e riorganizzata perché in termini di rientri non
ci sono indicazioni positive.
“Il vulnus resta la legge sul riconoscimento della cittadinanza italiana
che limita quella degli italodiscendenti e per la quale ora la componente
di ex immigrati (quelli che cioè l’hanno ottenuta entrando nel nostro Paese
ed in Basilicata gli esempi non mancano) sono una parte importante di chi
lascia i nostri territori recandosi all’estero facendoci diventare
territori di transito che non ottiene benefici anche in termini di nuovi
cittadini.
L’Italia delle mobilità che non cresce ed espelle, la regione delle
occasioni perdute.
E infine – ha concluso il Presidente del Centro Lucani nel Mondo – da qui
deve partire un’attenzione da rinnovare verso le nostre comunità
associative costituite, per non rompere definitivamente il filo che le
unisce alla nostra regione e motivarne l’azione verso contesti di mobilità,
seppur temporaneee, a cui i Comuni in primis devono destinare attenzioni
sempre più forti come il rinnovare i gemellaggi e le occasioni di confronto
ed incontro con le realtà estere ed italiane extraregionali”.
*IL PRESIDENTE – Luigi Scaglione*
Roma – Potenza 11 Novembre 2025
[image: image0.jpeg][image: image1.png][image: image2.jpeg]