
(AGENPARL) – Fri 25 July 2025 Lombardia, partita raccolta pomodoro:
+ 15% superfici nell’ultimo anno
E’ scattata in Lombardia la raccolta di pomodoro da destinare a pelati, polpe, passate, concentrato e sughi, con la superficie destinata alla coltivazione dell’oro rosso nel suo complesso che in regione nell’ultimo anno è cresciuta del 15%, arrivando a circa diecimila ettari.
Lo rende noto la Coldiretti regionale in occasione dell’entrata nel vivo delle operazioni nei territori vocati, a cominciare dalle province di Cremona e Mantova, nel sottolineare come le macchine raccoglitrici in diverse zone abbiano acceso i motori circa una settimana prima rispetto allo scorso anno, sulla spinta dell’ondata di caldo che ha investito la Lombardia a cavallo tra giugno e luglio.
Secondo un primo monitoraggio sui territori – precisa la Coldiretti regionale – ci si attende una stagione migliore rispetto a quella dello scorso anno, quando nubifragi e trombe d’aria avevano compromesso le rese finali. Resta però da valutare l’impatto del caldo estremo portato dall’anticiclone Pluto nella parte finale del mese di giugno: le alte temperature prolungate, infatti, in alcune aree potrebbero aver influito negativamente sulla fase di allegagione delle varietà di pomodoro più tardive, con conseguente riduzione dei frutti maturati. Per avere indicazioni più precise – puntualizza la Coldiretti Lombardia – bisognerà però attendere la fine delle operazioni in campo, quando si potrà valutare anche l’evoluzione del meteo nelle settimane di raccolta.
Oltre a rappresentare un ingrediente fondamentale della dieta Mediterranea e della vera cucina italiana candidata all’Unesco, il pomodoro Made in Italy è un comparto chiave dell’agroalimentare italiano: un settore che a livello lombardo – precisa la Coldiretti regionale – vede i circa 10mila ettari di terreni coltivati concentrati per oltre il 70% tra le province di Mantova e Cremona. A livello nazionale, secondo l’analisi di Coldiretti, il comparto ha generato 5 miliardi di euro di fatturato lo scorso anno: la filiera coinvolge circa 7.000 aziende agricole, oltre 100 imprese di trasformazione e 10.000 addetti, distribuiti su circa 70.000 ettari coltivati.
Secondo l’analisi di Coldiretti su stime del Wptc (World processing tomato council) quest’anno si prevede un raccolto in Italia pari a 5,6 milioni di tonnellate, ma tutto dipende dall’andamento climatico dei prossimi mesi, considerate le sempre più ricorrenti anomali climatiche, tra caldo record e violenti rovesci. E intanto si registra un aumento dei costi di produzione che sta mettendo in difficoltà molte aziende.
Sul fronte dei consumi si inserisce il fenomeno dell’import di derivati del pomodoro dalla Cina che interessa ormai tutta l’Europa. Secondo Coldiretti la crescita della produzione di pomodoro da industria di Pechino con consumi interni che rimangono molto bassi (attorno ad 1kg pro-capite all’anno) pesa come un macigno sui mercati internazionali.
Per tutelare le imprese agricole italiane già colpite dagli effetti dei cambiamenti climatici occorre garantire una piena valorizzazione del prodotto nazionale attraverso le leve della distintività, del legame con il territorio, della qualità. Ciò sarà possibile solo attraverso un sistema di etichettatura di origine obbligatorio a livello Ue e la garanzia del principio di reciprocità delle regole sanitarie e sociali, a tutela di imprese e consumatori. Una battaglia che Coldiretti sta portando avanti attraverso una proposta di legge di iniziativa popolare lanciata lo scorso anno al Brennero.
E’ possibile sottoscrivere la proposta di legge in tutti i mercati contadini di Campagna Amica e in tutte le sedi territoriali di Coldiretti, ma anche sul web. Basta collegarsi al sito https://eci.ec.europa.eu/049/public/#/screen/home e selezionare il proprio Paese di cittadinanza nel menu a tendina in giallo a sinistra. Si potrà quindi scegliere se compilare il modulo inserendo i propri dati con numero della carta d’identità o del passaporto oppure accedere direttamente con lo spid.
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