(AGENPARL) - Roma, 3 Marzo 2025 - Il senatore repubblicano Ted Cruz (R-TX) ha commentato aspramente le richieste del presidente ucraino Volodymyr Zelensky durante l’ultimo episodio del podcast The Verdict, soffermandosi sullo scontro tra Zelensky, il presidente Donald Trump e il vicepresidente JD Vance avvenuto venerdì.
“L’America prima di tutto”
“Il mio punto di vista è l’America prima di tutto, il che significa che voglio che i nostri alleati siano forti e che i nostri nemici siano deboli”, ha affermato Cruz. Ha poi aggiunto di aver esortato Trump a mantenere la promessa elettorale di porre fine alla guerra in Europa e di smettere di inviare denaro all’Ucraina, puntando però a un esito che rappresenti una chiara sconfitta per la Russia. “Putin è il nostro nemico e non vogliamo che il nostro nemico diventi più forte”, ha dichiarato il senatore.
Secondo Cruz, Zelensky avrebbe avuto una “performance pessima, scandalosa ed esasperante” durante l’incontro con Trump, aumentando così le possibilità di un risultato favorevole a Putin. “Questo è un male per l’Ucraina, un male per l’America e un male per il mondo”, ha aggiunto. Ha inoltre criticato le continue richieste di “garanzie di sicurezza” da parte di Zelensky, sostenendo che ciò implicherebbe il dispiegamento di truppe statunitensi sul terreno.
Il ruolo dell’Europa e le spese americane
Cruz ha poi sottolineato che, se l’Europa volesse intensificare il proprio impegno nella guerra, sarebbe libera di farlo. “Sarebbe fantastico se l’Europa volesse farsi avanti e finanziare la guerra per un altro anno. Datevi da fare, ragazzi, come se il nostro libretto degli assegni fosse finito”, ha affermato. Ha inoltre ironizzato sulla decisione di Zelensky di recarsi immediatamente nel Regno Unito e in Francia dopo l’incontro con Trump, sottolineando l’apparente disperazione del leader ucraino.
Il senatore ha anche criticato il continuo flusso di denaro degli Stati Uniti verso l’Ucraina, affermando che il Paese non può essere “il fornitore di assistenza sociale per il mondo”. “Perché stiamo prendendo in prestito denaro dalla Cina per darlo ad altri paesi quando abbiamo 36 trilioni di dollari di debito?”, ha chiesto retoricamente.
Il fallimento dell’accordo sui minerali
Cruz ha poi parlato dell’accordo sui minerali che Zelensky avrebbe dovuto firmare alla Casa Bianca, descrivendo l’evento come un’occasione mancata. “Penso che la Casa Bianca pensasse che Zelensky si sarebbe presentato, avrebbe firmato l’accordo e se ne sarebbe andato. Non l’ha fatto. Invece, ha messo in scena questa performance”, ha affermato Cruz.
La reazione di Trump e la rottura dei negoziati
Il presidente Trump ha criticato aspramente Zelensky per le sue dichiarazioni, affermando che l’America non tollererà ancora a lungo la sua posizione. “Questa è la peggiore dichiarazione che Zelensky potesse fare”, ha detto Trump, sottolineando che l’Ucraina dipende totalmente dal sostegno americano ed europeo. Ha poi aggiunto che, durante l’incontro con Zelensky, il leader ucraino ha ammesso di non poter continuare la guerra senza gli Stati Uniti, una dichiarazione che, secondo Trump, dimostra la debolezza della sua posizione contro la Russia.
Venerdì, dopo lo scontro con Trump e Vance, Zelensky è stato allontanato dallo Studio Ovale. Il consigliere per la sicurezza nazionale di Trump, Mike Waltz, ha dichiarato che Zelensky si è comportato in modo “offensivo e polemico” con il presidente statunitense, mettendo così fine ai negoziati. “Abbiamo chiarito che la negoziazione era finita e che ora era il momento di andare”, ha concluso Waltz.
Conclusione
L’incontro tra Zelensky e i leader statunitensi ha evidenziato le crescenti tensioni tra Washington e Kiev, con una Casa Bianca sempre più restia a fornire ulteriore supporto militare e finanziario all’Ucraina. Con l’Europa chiamata a intensificare il proprio impegno e Trump deciso a non cedere ulteriormente, il futuro della guerra resta incerto.