(AGENPARL) - Roma, 22 Febbraio 2025 - (AGENPARL) – sab 22 febbraio 2025 **Aumenti rette Rsa convenzionate. Giani e Spinelli “Fatto grave, fuori
dalle regole del sistema”**
/Scritto da Redazione, sabato 22 febbraio 2025 alle 16:36/
Aumenti delle rette nelle Rsa private convenzionate fatto gravissimo, fuori
dalle regole del sistema regionale. Richiesta ad Aziende sanitarie,
società della salute, zone distretto e conferenze dei sindaci di vigilare.
Pronta la replica, attraverso le parole del presidente Eugenio Giani e
dell’assessora al sociale Serena Spinelli, rispetto alla notizia, data oggi
con grande evidenza sui quotidiani, delle lettere indirizzate alle famiglie
con richiesta di aumento delle quote sociali da parte dei gestori delle Rsa
convenzionate.
“Apprendo dalla stampa – ha detto il presidente Giani – che i gestori
delle Rsa private avrebbero inviato o stanno per inviare lettere alle
famiglie con richieste di aumento di quota sociale. Lo ritengo un fatto
gravissimo al di fuori delle regole del sistema regionale. Chiederemo
formalmente alle Aziende sanitarie, alle società della salute, alle zone
distretto e alle conferenze dei sindaci di vigilare sulla questione”.
Alle dichiarazioni del presidente si accompagnano quelle dell’assessora
Spinelli. “Se le Rsa private – ha detto – intendono lavorare fuori dal
sistema regionale, senza attingere alla quota sanitaria regionale, possono
farlo. Ma se intendono stare nel sistema, non possono ignorarne le regole.
Le strutture convenzionate devono essere autorizzate dal Comune in cui
svolgono l’attività, accreditate dalla Regione e devono sottoscrivere un
accordo con Asl e Società della salute e zona distretto in cui si riporta
la quota sanitaria riconosciuta dalla Regione e si definisce la quota
sociale. Aumenti di quota sociale devono essere concordati con tutti questi
soggetti ed adeguatamente motivati”.
Ai gestori, a tutela delle famiglie, non è concesso di autodeterminare la
quota sociale. Chi dovesse ricevere richieste di aumento è tenuto a
verificare sul portale dedicato alle Rsa
che la quota richiesta corrisponda a quella dichiarata e a segnalare
eventuali differenze. “La Regione Toscana – commentano congiuntamente
presidente e assessora – come ribadito in occasione della sottoscrizione
del Patto per il welfare, a cui alcune Rsa private hanno deciso di non
aderire, ha già aumentato la quota sanitaria di 5,10 euro al giorno, e
avvierà un confronto con le conferenze dei sindaci e Anci Toscana per
adeguare la quota sociale a carico dei Comuni per gli ospiti esenti (totali
o parziali) dal suo pagamento. Nel Patto abbiamo ribadito l’importanza di
tenere uniti la qualità del servizio con la qualità del lavoro e del
giusto riconoscimento contrattuale ai lavoratori. Cooperative, Rsa
pubbliche e Diaconia valdese, che rappresentano un totale di circa 7500
posti letto hanno sottoscritto l’accordo che porta a riconoscere al sistema
complessivamente ulteriori 56 milioni, in un contesto di tagli generali di
risorse da parte del governo nazionale”.
Giani e Spinelli concludono affermando che “è legittimo non riconoscersi
in questo orizzonte ampio di diritti, ma non venir meno alle regole. In
questo quadro, crediamo sia necessario avviare un’attenta ricognizione
delle quote sociali applicate dalle diverse strutture, insieme alle
conferenze dei sindaci alle Asl e alle società della salute e zone
distretto prima di procedere a qualsiasi eventuale riconoscimento di
aumenti di quote sociali, in particolar modo laddove queste superino quanto
stabilito dal DPCM del 2017 che, definendo i livelli essenziali di
assistenza, ripartisce la tariffa al 50% per la quota sanitaria e per il
restante 50% per la quota sociale”.