(AGENPARL) - Roma, 28 Gennaio 2025 - (AGENPARL) – mar 28 gennaio 2025 28 gennaio 2025
La ricchezza dei settori istituzionali in Italia
2005 | 2023
PRINCIPALI RISULTATI
Le stime sulla ricchezza elaborate dall’Istat e dalla Banca d’Italia che qui si rendono disponibili
consentono una lettura integrata delle attività patrimoniali detenute dai settori istituzionali e della loro
evoluzione nel tempo, anche nel confronto con altre economie avanzate1.
Figura 1. Ricchezza dei settori istituzionali italiani (a) (miliardi di euro; 2023)
12.000
4.000
10.000
3.000
2.000
8.000
1.000
6.000
4.000
-1.000
-2.000
2.000
-3.000
-4.000
-2.000
-5.000
Societ à non finanziarie
Fam iglie
8.000
2.000
6.000
1.000
4.000
2.000
-1.000
-2.000
-2.000
-4.000
-3.000
-6.000
-8.000
-4.000
Societ à finanziarie
At t ivit à non finanziarie
Am m inist razioni pubbliche
At t ivit à finanziarie
Passivit à finanziarie
Ricchezza net t a
(a) Le passività finanziarie sono riportate con il segno negativo.
Fonte: Istat e Banca d’Italia
I paesi considerati per il confronto internazionale sono il Canada, la Francia, la Germania, il Regno Unito, la Spagna e gli
Stati Uniti. Maggiori dettagli sono disponibili nella sezione “Nota metodologica”.
LA RICCHEZZA DEI SETTORI ISTITUZIONALI IN ITALIA
Alla fine del 2023 la ricchezza netta delle famiglie italiane è stata pari a 11.286 miliardi di euro.
Rispetto al 2022 è aumentata del 4,5% a prezzi correnti, collocandosi sui livelli più elevati dal 2005,
primo anno a partire dal quale sono disponibili i dati. Tuttavia, valutata a prezzi costanti, la ricchezza
netta è ancora inferiore a quella del 2021 di oltre sette punti percentuali a causa della forte inflazione
osservata nel 2022. L’aumento delle attività non finanziarie nel 2023 rispetto all’anno precedente
(+1,6% a prezzi correnti) è stato trainato dalla componente delle abitazioni, che è cresciuta in misura
significativa per il secondo anno consecutivo. Il valore delle attività finanziarie è aumentato del 7,1%,
principalmente per effetto dell’andamento positivo dei prezzi di azioni, quote di fondi comuni e riserve
assicurative, più che compensando le perdite in conto capitale osservate nel 2022. Sono inoltre
aumentate le detenzioni di titoli, soprattutto pubblici, in cui le famiglie hanno investito ampiamente
nel corso del 2023, mentre i depositi hanno registrato la diminuzione più marcata dal 2005 (-3,2%).
Le passività finanziarie sono rimaste stabili, con una modesta riduzione dei prestiti bilanciata
dall’aumento degli altri conti passivi. Nel confronto internazionale, il rapporto tra la ricchezza netta e
il reddito lordo disponibile delle famiglie è rimasto stabile nel 2023 in Italia, Canada e Germania,
mentre è fortemente diminuito per il secondo anno consecutivo in Francia e Regno Unito.
Tra le attività reali delle società non finanziarie, che costituiscono il 56,8% della loro ricchezza lorda,
nel 2023 ha continuato a crescere il valore degli impianti e macchinari. Dal lato finanziario, è
sensibilmente aumentato il valore di mercato delle azioni in portafoglio mentre, per la prima volta dal
2012, i depositi si sono ridotti. La ricchezza netta è rimasta pressoché stabile rispetto al 2022 poiché
alla complessiva crescita delle attività, reali e finanziarie, è corrisposta quella, di simile importo, delle
passività, principalmente per effetto dell’aumento del valore delle azioni che ha più che compensato
il calo dei prestiti. Il livello di indebitamento è calato, come è avvenuto anche per le imprese
tedesche, mentre è salito per quelle francesi.
La contrazione dei bilanci delle società finanziarie, in atto dal 2022, è proseguita anche nel 2023,
con una riduzione pari a circa il 3% sia della ricchezza lorda sia delle passività. La diminuzione delle
consistenze all’attivo ha interessato principalmente i depositi e i prestiti, mentre, al passivo, la
significativa contrazione della raccolta di depositi è stata parzialmente controbilanciata dalla crescita
del valore delle azioni, sospinta dall’andamento dei prezzi.
Alla fine del 2023 la ricchezza netta delle amministrazioni pubbliche è risultata negativa per 1.432
miliardi di euro, in peggioramento rispetto al 2022 soprattutto per effetto di una forte crescita delle
passività (+8,8%) che ha più che controbilanciato quella, lieve, delle attività (+0,9%). Nel confronto
internazionale, la dinamica del rapporto tra la ricchezza netta delle amministrazioni pubbliche e il Pil
in Italia è stata simile negli ultimi anni a quella nel Regno Unito, seppure con un calo più accentuato
nel 2023, anno in cui si è osservata una forte riduzione del rapporto anche in Francia.
La ricchezza, al netto delle passività finanziarie, esprime il valore di tutte le attività
patrimoniali, reali e finanziarie, che garantiscono ai soggetti che ne sono proprietari un
beneficio economico, rappresentato dal flusso dei redditi che esse generano oppure dai
proventi derivanti dalla loro cessione o liquidazione.
Obiettivo della nota è presentare il quadro completo dello stock della ricchezza, netta e lorda,
dei settori istituzionali dell’economia: le famiglie, nella loro duplice funzione di consumatori e
di produttori di beni e servizi, le società non finanziarie, le società finanziarie e le
amministrazioni pubbliche.
La valutazione dello stock di attività e passività finanziarie, effettuata dalla Banca d’Italia, è
esaustiva. Quella degli stock delle attività non finanziarie, elaborata dall’Istat, come in altri
paesi dell’Unione europea non è ancora completa per la non disponibilità di dati su alcune
attività patrimoniali di più complessa misurazione, quali i monumenti, gli oggetti di valore e
talune attività non finanziarie non prodotte (ad esempio, risorse naturali diverse dai terreni).
Questa incompletezza non compromette la capacità informativa dei conti.
LA RICCHEZZA DEI SETTORI ISTITUZIONALI IN ITALIA
L’EVOLUZIONE DELLA RICCHEZZA
Cresce la ricchezza netta delle famiglie
Alla fine del 2023 la ricchezza netta delle famiglie italiane2, misurata come somma delle attività non
finanziarie (abitazioni, terreni, ecc.) e delle attività finanziarie (depositi, titoli, azioni, ecc.) 3 al netto
delle passività (prestiti a breve termine, a medio e lungo termine, ecc.), è stata pari a 11.286 miliardi
di euro (191 mila euro pro capite; Figura 2a e Tavola 1). Rispetto al 2022, la ricchezza netta a prezzi
correnti è aumentata del 4,5% e ha raggiunto il valore più elevato dal 2005. Tuttavia, a causa della
forte inflazione osservata nel 2022, la ricchezza netta a prezzi costanti4 è ancora inferiore a quella
del 2021 di oltre sette punti percentuali. In rapporto al reddito lordo disponibile, la ricchezza netta è
rimasta stabile rispetto al 2022 (8,2), ma inferiore alla media del periodo considerato (8,6).
Le attività non finanziarie (6.629 miliardi di euro) sono aumentate dell’1,6% a prezzi correnti (+106
miliardi), trainate dalla componente delle abitazioni, il cui valore5 è salito a 5.547 miliardi. La crescita
delle abitazioni (+2,4% nel 2022 e +1,9% nel 2023) è stata generata principalmente dall’andamento
positivo dei prezzi. Nonostante l’aumento dell’ultimo biennio, il valore delle abitazioni risulta inferiore
ancora di circa 3 punti percentuali rispetto al massimo raggiunto nel 2011 (5.701 miliardi). Il valore
degli immobili non residenziali, invece, è rimasto sostanzialmente stabile. Le attività finanziarie
(5.692 miliardi) sono cresciute di 377 miliardi (+7,1%), trainate dal forte aumento delle detenzioni di
titoli di debito (+168 miliardi, principalmente acquisti netti di titoli pubblici), azioni (+152 miliardi) e
altri conti attivi (prevalentemente per effetto dei crediti fiscali, +23 miliardi). I depositi, in particolare
per la componente a vista, hanno invece registrato la diminuzione più marcata dal 2005 (-3,2%, -53
miliardi), riflettendo l’incremento del costo opportunità di detenere attività liquide. Le passività
finanziarie, nel complesso stabili, hanno registrato una modesta riduzione dei prestiti (-7 miliardi),
bilanciata dall’aumento degli altri conti passivi (soprattutto debiti commerciali).
La crescita del valore della ricchezza finanziaria netta nel 2023 è riconducibile in larga misura
all’andamento positivo dei mercati finanziari, che ha determinato oltre 300 miliardi di guadagni in
conto capitale principalmente su azioni, quote di fondi comuni e riserve assicurative, più che
compensando le perdite osservate nel 2022. I nuovi flussi di risparmio finanziario (61 miliardi) hanno
contribuito all’aumento del valore della ricchezza finanziaria, seppure in maniera più contenuta
rispetto al periodo pandemico.
È stabile la ricchezza netta delle società
Alla fine del 2023 la ricchezza netta delle società non finanziarie (1.058 miliardi di euro; Figura 2b e
Tavola 2) è rimasta sui livelli del 2022 per effetto di un aumento analogo della ricchezza lorda (+162
miliardi) e delle passività (+168 miliardi). Tra le attività non finanziarie, pari a 3.334 miliardi, è
aumentato soprattutto il valore degli impianti e macchinari; tra le attività finanziarie, pari a 2.531
miliardi, sono cresciute le detenzioni di azioni (+105 miliardi), titoli (+23 miliardi) e altri conti attivi
(+15 miliardi, soprattutto crediti fiscali), mentre i depositi, per la prima volta dal 2012, sono diminuiti
(-1,6%, -8 miliardi). Dal lato delle passività, pari a 4.807 miliardi, l’aumento delle consistenze è stato
guidato dalle azioni (+8,3%, +199 miliardi), mentre i prestiti sono diminuiti (-3,7%, -43 miliardi). La
I dati delle famiglie si riferiscono alle “Famiglie” e alle “Istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie” (cfr.
Glossario).
3 Nel testo generalmente i depositi fanno riferimento al totale “Biglietti e depositi”, le azioni al totale “Azioni e altre
partecipazioni” e le riserve assicurative al totale “Riserve assicurative e garanzie standard”; queste ultime includono anche
i fondi pensione. Cfr. Glossario.
4 Per il calcolo della ricchezza netta a valori reali è stato utilizzato l’indice armonizzato dei prezzi al consumo (Ipca), con
base 2015 (numeri indici mensili di dicembre).
5 Nel testo, l’espressione “valore” indica l’importo di un aggregato a prezzi di mercato .
LA RICCHEZZA DEI SETTORI ISTITUZIONALI IN ITALIA
crescita delle azioni, sia all’attivo sia al passivo delle società non finanziarie, è stata dovuta
principalmente all’aumento dei prezzi di mercato nel 2023.
Anche la ricchezza netta delle società finanziarie è rimasta sostanzialmente stabile tra il 2022 e il
2023 (530 miliardi di euro; Figura 2c e Tavola 3), pur in presenza di riduzioni significative della
ricchezza lorda e delle passività, prevalentemente riconducibili a operazioni di politica monetaria6.
In particolare, la riduzione della ricchezza lorda (-234 miliardi, -3%) è stata guidata dalla contrazione
dei depositi attivi e dei prestiti. La diminuzione di analoga entità delle passività (pari a -3,2%) è
riconducibile principalmente ai depositi passivi, che hanno registrato la contrazione più marcata nel
periodo di analisi (-10,2%), mentre il valore di mercato delle azioni è cresciuto (+19,9%) sospinto
dall’andamento dei prezzi.
Cala la ricchezza netta delle amministrazioni pubbliche
La ricchezza netta delle amministrazioni pubbliche alla fine del 2023 è risultata negativa per 1.432
miliardi di euro (Figura 2d e Tavola 4), da -1.184 miliardi nel 2022; il peggioramento riflette la forte
crescita delle passività (+8,8%), che ha più che compensato quella, lieve, della ricchezza lorda
(+0,9%). Tra le attività non finanziarie, è aumentato il valore degli impianti e macchinari mentre è
diminuito quello delle opere del genio civile; dal lato finanziario, è cresciuto il valore dei titoli in
portafoglio (+11,7%). La crescita delle passività è stata guidata dai titoli pubblici, il cui valore
complessivo è aumentato di 209 miliardi (+9,5%), per circa metà riconducibili all’andamento dei
prezzi di mercato e per la parte restante alle emissioni nette; vi si è aggiunto l’aumento dei prestiti
(+26 miliardi) e degli altri conti passivi (+52 miliardi), tra i quali sono registrate le passività legate ai
bonus edilizi.
Per maggiori dettagli, cfr. il capitolo 3 nella Relazione annuale sul 2023 della Banca d’Italia.
LA RICCHEZZA DEI SETTORI ISTITUZIONALI IN ITALIA
Figura 2. Ricchezza dei settori istituzionali e sue componenti (miliardi di euro; 2005-2023)
(a) Famiglie
( a ) Fa m ig lie
14.000
14.000
12.000
12.000
10.000
10.000
8.000
8.000
6.000
6.000
4.000
4.000
2.000
2.000
-2.000
-2.000
At t ivit à non finanziarie
( b ) Socie t à non fina nzia rie
At t ivit à finanziarie
Passivit à finanziarie
Abit azioni
Ricchezza net t a
(b) Società non finanziarie
6.000
6.000
4.000
4.000
2.000
2.000
-2.000
-2.000
-4.000
-4.000
-6.000
-6.000
At t ivit à non finanziarie
( c) Socie t à fina nzia rie
At t ivit à finanziarie
Passivit à finanziarie
Tot ale im m obili
Ricchezza net t a
(c) Società finanziarie
10.000
10.000
8.000
8.000
6.000
6.000
4.000
4.000
2.000
2.000
-2.000
-2.000
-4.000
-4.000
-6.000
-6.000
-8.000
-8.000
At t ivit à non finanziarie
( d ) Am m inist ra zioni p ub b liche
At t ivit à finanziarie
Passivit à finanziarie
Tot ale im m obili
Ricchezza net t a
(d) Amministrazioni pubbliche
3.000
3.000
2.000
2.000
1.000
1.000
-1.000
-1.000
-2.000
-2.000
-3.000
-3.000
-4.000
-4.000
At t ivit à non finanziarie
At t ivit à finanziarie
Passivit à finanziarie
Tot ale im m obili
Ricchezza net t a
Fonte: Istat e Banca d’Italia.
LA RICCHEZZA DEI SETTORI ISTITUZIONALI IN ITALIA
LA COMPOSIZIONE DELLA RICCHEZZA LORDA
Diminuisce il peso delle attività non finanziarie sulla ricchezza lorda sia per le famiglie…
Alla fine del 2023 poco più della metà della ricchezza lorda delle famiglie italiane era composta da
attività non finanziarie (53,8%, Figura 3a e Tavola 1) e in particolare da abitazioni (45%) e immobili
non residenziali (5,5%). Tra i principali strumenti finanziari, il risparmio gestito7 pesava per il 14,7%,
seguito da azioni (13,4%) e depositi (12,8%). Rispetto al 2022, l’incidenza delle attività reali è
diminuita di poco più di un punto percentuale; dal lato finanziario, l’aumento del peso dei titoli (dal
2,2% al 3,5%) e delle azioni (dal 12,7% al 13,4%) è stato solo parzialmente controbilanciato dalla
riduzione di quello dei depositi (dal 13,8% al 12,8%). In un’ottica di più lungo periodo, la quota delle
attività reali sulla ricchezza lorda, dopo aver raggiunto un picco nel 2011 (65%), è diminuita di circa
11 punti percentuali, a vantaggio principalmente del risparmio gestito.
… sia per le società non finanziarie
La ricchezza lorda delle società non finanziarie alla fine del 2023 era costituita per il 56,8% da attività
reali (Figura 3b e Tavola 2), in calo di un punto percentuale rispetto al 2022. Tra le attività non
finanziarie, le componenti più rilevanti sono risultate gli immobili non residenziali (18,2%) e gli
impianti e macchinari (12,6%), seguiti dalle scorte (7,8%). Dal lato finanziario, invece, hanno
prevalso le azioni (15,4%; pesavano il 14% nel 2022), gli altri conti attivi (14,2%) e i depositi (8,8%).
Come registrato per le famiglie, anche per le società non finanziarie il peso delle attività reali è
diminuito nel confronto con il 2005 (quasi 8 punti percentuali). Il calo è imputabile quasi
esclusivamente alla diminuzione del peso degli immobili, residenziali e non, a favore principalmente
dell’aumento dei depositi e delle azioni.
Diminuisce la quota dei depositi attivi sulla ricchezza lorda delle società finanziarie
Alla fine del 2023, le società finanziarie detenevano il 98% della propria ricchezza lorda in attività
finanziarie (Figura 3c e Tavola 3). Rispetto al 2022, il calo del peso dei depositi (dal 20% al 16,5%)
è stato controbilanciato principalmente dall’aumento di quello dei titoli (dal 28,9% al 30,8%). Il peso
dei prestiti sulla ricchezza lorda è rimasto sostanzialmente stabile.
La composizione della ricchezza lorda delle amministrazioni pubbliche resta stabile
La ricchezza lorda delle amministrazioni pubbliche alla fine del 2023 era costituita per quasi due
terzi da attività non finanziarie, principalmente immobili, residenziali e non (21,3%), e altre opere del
genio civile (33,7%, Figura 3d e Tavola 4). Il peso delle attività finanziarie è leggermente aumentato
rispetto all’anno precedente (dal 35,6% al 36,3%), guidato da una lieve crescita del peso di titoli e
azioni.
Il risparmio gestito include le quote di fondi comuni e le riserve assicurative (che comprendono anche i fondi pensione).
LA RICCHEZZA DEI SETTORI ISTITUZIONALI IN ITALIA
Figura 3. Attività dei settori istituzionali (b) (composizioni percentuali; 2005 e 2023)
(a) Famiglie
Famiglie
20,0%
20,6%
45,0%
46,3%
11,9%
13,4%
10,1%
12,8%
Abit azioni
Alt re at t ivit à non finanziarie
Im m obili non residenziali
Bigliet t i e deposit i
Azioni e alt re part ecipazioni
Alt re at t ivit à finanziarie
(b) Società non finanziarie
(b) Società non finanziarie
13,5%
13,4%
18,2%
14,2%
22,3%
14,7%
12,6%
15,4%
13,2%
19,3%
Abit azioni
20,0%
Im m obili non residenziali
Im piant i e m acchinari
Alt re at t ivit à non finanz.
Azioni e alt re part ecipazioni
Alt ri cont i at t ivi
Alt re at t ivit à finanz.
(c) Società finanziarie
Società finanziarie
12,1%
15,3%
12,7%
16,5%
10,2%
22,8%
30,8%
28,6%
39,1%
At t ivit à non finanziarie
Deposit i
Tit oli
Prest it i
Azioni e alt re part ecipazioni
Alt re at t ivit à finanziarie
(d) Amministrazioni pubbliche
(d) Amministrazioni pubbliche
15,5%
20,9%
18,9%
11,0%
12,6%
Im m obili non residenziali
34,3%
33,7%
11,0%
Alt re opere
Alt re at t ivit à non finanziarie
Deposit i
Prest it i
Azioni e alt re part ecipazioni
Alt re at t ivit à finanziarie
(b) Le composizioni percentuali sono arrotondate automaticamente alla prima cifra decimale. Il totale dei valori percentuali così calcolati
può risultare non uguale a 100.
Fonte: Istat e Banca d’Italia.
LA RICCHEZZA DEI SETTORI ISTITUZIONALI IN ITALIA
IL CONFRONTO INTERNAZIONALE
La comparabilità internazionale dei conti patrimoniali è ancora imperfetta, ma con alcune cautele è
possibile confrontare la situazione italiana con quella di altre economie avanzate: Canada, Francia,
Germania, Regno Unito, Spagna e Stati Uniti8.
Stabile la ricchezza netta delle famiglie in rapporto al reddito lordo disponibile in Italia
Tra il 2022 e il 2023, la ricchezza netta delle famiglie in rapporto al reddito lordo disponibile è rimasta
pressoché stabile in Italia, Canada e Germania, mentre è fortemente diminuita per il secondo anno
consecutivo in Francia e nel Regno Unito (Figura 4; per la Spagna e gli Stati Uniti, l’ultimo dato
disponibile è relativo al 2022). In Francia il calo ha riflesso la forte contrazione delle attività non
finanziarie. Nel Regno Unito, dove il rapporto tra ricchezza netta e reddito lordo disponibile ha
registrato il valore più basso dal 2009, la flessione è stata determinata dal deciso calo delle attività,
sia finanziarie sia reali, e dalla contemporanea espansione delle passività.
nettanetta
delle delle
famiglie
nel confronto
internazionale
FiguraRicchezza
4. Ricchezza
famiglie
nel confronto
internazionale (c) (in rapporto al reddito lordo
(in rapporto
al reddito
lordo disponibile delle famiglie; 2005-2022)
disponibile
delle famiglie;
2005-2023)
Italia
Canada
Francia
Germania
Regno Unito
Spagna
Stati Uniti
(c) Per consentire una maggiore comparabilità internazionale, il totale delle attività non finanziarie è calcolato come somma di capitale
fisso e terreni; sono dunque escluse le scorte, il cui valore non è disponibile per alcuni paesi. Per tale ragione alcuni indicatori, quali ad
esempio il rapporto tra ricchezza netta delle famiglie e reddito lordo disponibile, possono differire da quanto riportato in altre sezioni della
pubblicazione.
Fonte: Istat e Banca d’Italia per l’Italia; Eurostat per Francia, Germania e Spagna; OCSE per il Canada e gli Stati Uniti; ONS per il Regno
Unito. Per la Spagna i dati sulle attività non finanziarie sono disponibili dal 2012 al 2022, mentre per gli Stati Uniti manca il dato del 2023.
Misurata in rapporto alla popolazione, alla fine del 2023 la ricchezza netta delle famiglie in Italia era
pari a 191 mila euro (escluse le scorte), tra i valori più bassi nel confronto internazionale, insieme a
Regno Unito e Spagna, per la quale però l’ultimo dato disponibile si riferisce al 2022 (Figura 5).
Tuttavia, in Italia, il valore è cresciuto rispetto al 2022 del 4,5%, in linea con quanto osservato in
Germania, mentre per gli altri paesi si è registrata una diminuzione.
Maggiori dettagli sono disponibili nella sezione “Nota metodologica”.
LA RICCHEZZA DEI SETTORI ISTITUZIONALI IN ITALIA
Figura 5. Ricchezza netta pro capite delle famiglie nel confronto internazionale (d) (migliaia di euro;
Figura 5. Ricchezza netta pro capite delle famiglie nel confronto internazionale
2005-2023)
(valori in migliaia di euro)
Italia
Canada
Francia
Germania
Regno Unito
Spagna
Stati Uniti
(d) Per consentire una maggiore comparabilità internazionale, il totale delle attività non finanziarie è calcolato come somma di capitale
fisso e terreni; sono dunque escluse le scorte, il cui valore non è disponibile per alcuni paesi. Per tale ragione alcuni indicatori possono
differire da quanto riportato in altre sezioni della pubblicazione. Valori a prezzi e cambi correnti.
Fonte: Istat e Banca d’Italia per l’Italia; Eurostat per Francia, Germania e Spagna; OCSE per il Canada e gli Stati Uniti; ONS per il Regno
Unito. Per la Spagna i dati sulle attività non finanziarie sono disponibili dal 2012 al 2022, mentre per gli Stati Uniti manca il dato del 2023.
Nel 2023 il peso delle attività non finanziarie sulle attività complessive delle famiglie italiane (circa il
54%) è stato inferiore a quello osservato per la Spagna (relativo al 2022), la Francia e la Germania
e superiore a quello degli altri paesi (Figura 6). Tale rapporto è stato simile per le famiglie italiane e
francesi tra il 2009 e il 2018, ma in seguito è calato in modo più marcato per le prime.
Figura 6. Le attività non finanziarie delle famiglie nel confronto internazionale
Figura 6. Le attività non finanziarie delle famiglie nel confronto internazionale (e) (in rapporto alla ricchezza
(in rapporto alla ricchezza lorda; valori percentuali)
lorda; valori percentuali; 2005-2023)
Italia
Canada
Francia
Germania
Regno Unito
Spagna
Stati Uniti
(e) Per consentire una maggiore comparabilità internazionale, il totale delle attività non finanziarie è calcolato come somma di capitale
fisso e terreni; sono dunque escluse le scorte, il cui valore non è disponibile per alcuni paesi. Per tale ragione alcuni indicatori possono
differire da quanto riportato in altre sezioni della pubblicazione.
Fonte: Istat e Banca d’Italia per l’Italia; Eurostat per Francia, Germania e Spagna; OCSE per il Canada e gli Stati Uniti; ONS per il Regno
Unito. Per la Spagna i dati sulle attività non finanziarie sono disponibili dal 2012 al 2022, mentre per gli Stati Uniti manca il dato del 2023.
LA RICCHEZZA DEI SETTORI ISTITUZIONALI IN ITALIA
In leggero calo l’indebitamento per le imprese italiane e tedesche mentre sale per quelle
francesi
Alla fine del 2023 l’indebitamento delle società non finanziarie italiane è stato pari al 45% delle attività
reali (Figura 7). In Italia, come nel Regno Unito, il livello di indebitamento delle imprese è
relativamente contenuto e sensibilmente inferiore a quello di Germania, Francia e Canada. Rispetto
al 2022, si è registrata una riduzione solo in Italia e in Germania; al contrario, l’indebitamento è
aumentato in Francia di quasi 5 punti percentuali.
Figura 7. Indebitamento delle società non finanziarie nel confronto internazionale
Figura 7. Indebitamento delle società non finanziarie nel confronto internazionale (f) (debiti finanziari in
(debiti finanziari in rapporto al totale delle attività non finanziarie; valori percentuali)
rapporto al totale delle attività non finanziarie; valori percentuali; 2005-2023)
Italia
Canada
Francia
Germania
Regno Unito
(f) Per consentire una maggiore comparabilità internazionale, il totale delle attività non finanziarie è calcolato come somma di capitale
fisso e terreni; sono dunque escluse le scorte, il cui valore non è disponibile per alcuni paesi. Per tale ragione alcuni indicatori possono
differire da quanto riportato in altre sezioni della pubblicazione. I debiti finanziari sono dati dalla somma di prestiti e titoli al passivo delle
società non finanziarie.
Fonte: Istat e Banca d’Italia per l’Italia; Eurostat per Francia e Germania; OCSE per il Canada; ONS per il Regno Unito.
LA RICCHEZZA DEI SETTORI ISTITUZIONALI IN ITALIA
La ricchezza netta delle amministrazioni pubbliche in rapporto al Pil è calata principalmente
in Italia e in Francia
Alla fine del 2023 le attività non finanziarie costituivano il 64% della ricchezza lorda detenuta dalle
amministrazioni pubbliche italiane, sostanzialmente in linea con quelle francesi e tedesche (Figura
8). Rispetto al 2022, si è registrata una variazione significativa della quota di attività reali sul totale
della ricchezza lorda solo per la Francia, con un calo superiore a un punto percentuale.
Figura
8. Le8.
attività
non finanziarie
delle delle
amministrazioni
pubbliche
nel confronto
internazionale
Figura
Le attività
non finanziarie
amministrazioni
pubbliche
nel confronto
internazionale
(in rapporto
alla ricchezza
lorda;lorda;
valorivalori
percentuali;
2005-2023)
(in rapporto
alla ricchezza
percentuali)
Italia
Canada
Francia
Germania
Regno Unito
(g) Per consentire una maggiore comparabilità internazionale, il totale delle attività non finanziarie è calcolato come somma di capitale
fisso e terreni; sono dunque escluse le scorte, il cui valore non è disponibile per alcuni paesi. Per tale ragione alcuni indicatori possono
differire da quanto riportato in altre sezioni della pubblicazione.
Fonte: Istat e Banca d’Italia per l’Italia; Eurostat per Francia e Germania; OCSE per il Canada; ONS per il Regno Unito.
Tra il 2005 e il 2023 la ricchezza netta delle amministrazioni pubbliche italiane è sempre stata
negativa (Figura 9)9. Dopo la contrazione osservata nel 2020 a seguito della crisi pandemica e il
successivo recupero nel biennio 2021-2022, il rapporto tra la ricchezza netta delle amministrazioni
pubbliche e il Pil in Italia ha registrato nuovamente un peggioramento nel 2023. La dinamica italiana
è stata simile a quella britannica, seppure il calo del 2023 sia stato più accentuato in Italia che nel
Regno Unito. In Francia e Germania, invece, la contrazione del 2020 è stata molto più lieve perché
il forte aumento delle passività è stato controbilanciato da una crescita significativa delle attività, sia
reali sia finanziarie. Nel 2023, in Francia si è osservata una forte riduzione del rapporto tra ricchezza
netta e Pil (-13 punti percentuali) dovuta a una diminuzione delle attività reali insieme a un aumento
delle passività.
Il confronto internazionale può risentire di una sottostima del valore del patrimonio storico e artistico che penalizza
particolarmente paesi come l’Italia. La maggior parte dei paesi utilizza il metodo dell’inventario permanente per la stima
del valore delle costruzioni che, in base agli standard internazionali SNA 2008 e ESA 2010, includono i monumenti. Tale
metodo, che calcola il valore dello stock in base al flusso degli investimenti passati, può comportare una sottostima
sistematica delle costruzioni a più elevato valore storico e artistico, cogliendone parzialmente il valore attraverso i
miglioramenti derivanti dagli interventi di manutenzione straordinaria apportati su tali monumenti storici. Per maggiori
informazioni sul metodo dell’inventario permanente si veda il manuale di riferimento Measuring Capital, OECD Manual,
Second edition, Paris, 2009.
LA RICCHEZZA DEI SETTORI ISTITUZIONALI IN ITALIA
netta
delle
amministrazioni
pubbliche
nelnel
confronto
internazionale
FiguraRicchezza
9. Ricchezza
netta
delle
amministrazioni
pubbliche
confronto
internazionale (h) (in rapporto
al prodotto
interno lordo;
valoriinterno
percentuali;
(in rapporto
al prodotto
lordo;2005-2023)
valori percentuali; 2005-2022)
Italia
Canada
Francia
Germania
Regno Unito
(h) Per consentire una maggiore comparabilità internazionale, il totale delle attività non finanziarie è calcolato come somma di capitale
fisso e terreni; sono dunque escluse le scorte, il cui valore non è disponibile per alcuni paesi. Per tale ragione alcuni indicatori, quali la
ricchezza netta delle amministrazioni pubbliche in rapporto al prodotto interno lordo, possono differire da quanto riportato in altre sezioni
della pubblicazione.
Fonte: Istat e Banca d’Italia per l’Italia; Eurostat per Francia e Germania; OCSE per il Canada; ONS per il Regno Unito.
LA RICCHEZZA DEI SETTORI ISTITUZIONALI IN ITALIA
Tavola 1. Ricchezza delle famiglie (milioni di euro)
Attività/Passività
Abitazioni
Immobili non residenziali
Altre opere
597.341
753.733
714.690
684.805
677.165
678.301
Miglioramenti dei terreni
35.402
38.982
34.861
29.642
31.889
30.172
Impianti e macchinari e armamenti (1)
85.039
91.248
81.399
75.388
81.988
84.323
16.559
17.436
14.004
15.831
17.487
19.156
6.744
5.437
4.958
4.688
4.380
4.273
61.737
68.375
62.438
54.870
60.121
60.895
Risorse biologiche coltivate
4.119
4.997
4.665
4.285
4.701
4.747
Prodotti di proprietà intellettuale
6.673
7.190
6.982
7.001
7.103
7.144
Mezzi di trasporto
Apparecchiature ICT
Altri impianti e macchinari e armamenti (1)
di cui: Ricerca e sviluppo
di cui: Software e basi di dati
Scorte
Terreni coltivati
Totale attività non finanziarie (a)
Oro monetario e DSP
1.276
1.554
1.669
1.713
2.965
3.248
2.885
2.565
2.695
2.851
33.527
33.332
26.531
18.816
16.451
16.166
251.276
259.550
249.517
253.283
258.908
261.324
Biglietti e depositi
924.133
Titoli
736.403
733.285
484.257
263.465
262.585
430.186
12.572
13.954
12.568
9.555
9.347
9.176
768.398
1.396
1.323
7.537
8.728
Quote di fondi comuni
411.840
327.860
578.609
684.286
681.742
721.330
Riserve assicurative e garanzie standard
612.782
701.371
885.086
Prestiti
Azioni e altre partecipazioni
Derivati
Altri conti attivi
103.486
106.771
128.460
136.364
176.767
199.432
Totale attività finanziarie (b)
Ricchezza lorda (a+b)
Oro monetario e DSP
Biglietti e depositi
Titoli
491.650
700.255
692.487
748.900
798.704
791.268
Azioni e altre partecipazioni
Derivati
Prestiti
Quote di fondi comuni
32.414
34.160
35.561
37.705
38.798
39.396
Altri conti passivi
150.656
173.940
174.257
182.801
195.238
204.485
Totale passività finanziarie (c)
674.720
908.444
902.373
969.433
Riserve assicurative e garanzie standard
Ricchezza netta (a+b-c)
Per memoria
Beni di consumo durevoli (2)
Reddito lordo disponibile delle famiglie
Popolazione
Indice armonizzato dei prezzi al consumo (3)
493.750
564.295
536.935
561.042
604.550
641.027
100,6
103,5
121,1
121,7
(1) La componente degli Armamenti è relativa solo al settore delle amministrazioni pubbliche.
(2) I consumi durevoli non rientrano nel totale delle attività non finanziarie.
(3) Ipca con base 2015, numeri indici mensili di dicembre.
LA RICCHEZZA DEI SETTORI ISTITUZIONALI IN ITALIA
Tavola 2. Ricchezza delle società non finanziarie (milioni di euro)
Attività/Passività
Abitazioni
405.805
503.836
421.814
362.624
358.810
355.774
Immobili non residenziali
937.732
Altre opere
387.644
436.558
456.616
455.906
526.293
515.455
15.172
16.707
14.940
12.704
13.667
12.931
554.154
638.037
615.150
626.863
708.424
740.752
114.165
127.924
110.445
125.425
140.739
154.615
Miglioramenti dei terreni
Impianti e macchinari e armamenti (1)
Mezzi di trasporto
Apparecchiature ICT
30.115
30.032
31.771
36.190
39.072
40.426
409.873
480.081
472.934
465.248
528.614
545.711
1.132
1.357
1.298
1.155
1.249
1.270
Prodotti di proprietà intellettuale
92.181
102.537
119.152
143.774
152.808
159.508
di cui: Ricerca e sviluppo
44.260
52.914
63.363
81.144
87.392
91.324
di cui: Software e basi di dati
40.744
41.517
47.444
55.753
58.275
61.234
295.755
340.251
346.053
371.417
456.524
459.678
19.264
22.058
21.043
21.820
22.334
22.561
Altri impianti e macchinari e armamenti (1)
Risorse biologiche coltivate
Scorte
Terreni coltivati
Totale attività non finanziarie (a)
Oro monetario e DSP
191.242
240.052
297.422
476.972
527.079
518.777
Titoli
36.745
73.048
69.496
66.466
61.315
83.895
Prestiti
46.879
70.585
67.429
92.988
104.925
107.966
616.847
496.705
578.237
708.528
800.627
905.941
9.361
12.375
15.425
15.143
33.654
16.927
Quote di fondi comuni
13.969
10.354
19.252
29.364
40.024
41.908
Riserve assicurative e garanzie standard
19.170
18.011
16.896
15.945
17.376
21.590
Biglietti e depositi
Azioni e altre partecipazioni
Derivati
Altri conti attivi
563.643
630.337
585.402
571.717
819.132
834.480
Totale attività finanziarie (b)
Ricchezza lorda (a+b)
Oro monetario e DSP
Biglietti e depositi
28.264
34.979
61.035
73.608
70.056
Titoli
Prestiti
Azioni e altre partecipazioni
Derivati
Quote di fondi comuni
64.963
98.852
149.752
152.064
155.717
184.999
904.569
10.541
9.531
14.407
15.559
24.945
13.164
Riserve assicurative e garanzie standard
103.687
100.003
86.691
89.781
92.999
95.673
Altri conti passivi
514.163
578.412
555.536
541.082
744.706
739.332
880.199
Totale passività finanziarie (c)
Ricchezza netta (a+b-c)
(1) La componente degli Armamenti è relativa solo al settore delle amministrazioni pubbliche.
LA RICCHEZZA DEI SETTORI ISTITUZIONALI IN ITALIA
Tavola 3. Ricchezza delle società finanziarie (milioni di euro)
Attività/Passività
Abitazioni
7.499
7.510
9.851
10.031
10.718
11.232
50.046
77.922
87.686
108.871
120.594
123.407
Altre opere
Miglioramenti dei terreni
3.696
4.010
4.202
4.516
5.246
5.474
Apparecchiature ICT
1.747
1.688
1.911
2.238
2.503
2.552
Altri impianti e macchinari e armamenti (1)
1.583
1.936
1.913
1.753
2.158
2.246
5.353
5.777
5.113
6.251
7.032
7.674
di cui: Ricerca e sviluppo
2.297
2.638
1.884
1.886
2.082
2.226
di cui: Software e basi di dati
3.056
3.139
3.229
4.365
4.950
5.448
Scorte
Terreni coltivati
66.670
95.293
106.920
129.737
143.663
147.861
Immobili non residenziali
Impianti e macchinari e armamenti (1)
Mezzi di trasporto
Risorse biologiche coltivate
Prodotti di proprietà intellettuale
Totale attività non finanziarie (a)
Oro monetario e DSP
34.473
90.388
84.543
128.560
161.074
173.576
Biglietti e depositi
656.188
Titoli
981.028
Azioni e altre partecipazioni
545.287
472.579
508.070
642.561
745.887
768.492
Derivati
121.368
171.319
187.638
157.213
160.192
117.869
Quote di fondi comuni
193.004
178.558
261.419
433.753
420.301
444.402
10.670
19.261
28.553
48.975
61.202
64.025
Prestiti
Riserve assicurative e garanzie standard
Altri conti attivi
7.480
4.625
21.180
22.419
81.875
112.538
Totale attività finanziarie (b)
Ricchezza lorda (a+b)
8.370
7.751
26.311
25.593
Titoli
645.066
838.552
530.108
514.937
554.386
Prestiti
282.166
493.642
394.895
363.797
387.789
369.917
Azioni e altre partecipazioni
738.241
325.791
492.734
516.035
641.200
768.839
Derivati
113.740
187.072
203.198
186.338
156.802
123.747
Quote di fondi comuni
394.020
224.639
286.249
345.608
358.451
392.452
Riserve assicurative e garanzie standard
486.124
579.983
775.551
931.195
982.788
2.314
1.961
5.847
11.532
14.036
15.093
-94.364
448.931
472.765
718.564
534.374
530.111
Oro monetario e DSP
Biglietti e depositi
Altri conti passivi
Totale passività finanziarie (c)
Ricchezza netta (a+b-c)
(1) La componente degli Armamenti è relativa solo al settore delle amministrazioni pubbliche.
LA RICCHEZZA DEI SETTORI ISTITUZIONALI IN ITALIA
Tavola 4. Ricchezza delle amministrazioni pubbliche (milioni di euro)
Attività/Passività
Abitazioni
49.073
50.170
44.618
42.143
42.791
43.444
Immobili non residenziali
263.457
326.530
330.775
314.880
348.872
349.432
Altre opere
433.399
559.383
568.745
550.116
631.124
623.148
61.737
76.537
72.656
78.369
83.759
88.180
Mezzi di trasporto
6.741
9.126
8.927
8.318
9.544
10.833
Apparecchiature ICT
2.999
3.884
2.870
3.232
4.141
4.494
51.996
63.527
60.859
66.819
70.075
72.853
37.643
44.161
42.789
45.654
48.981
51.721
30.635
36.530
35.254
35.941
38.199
39.810
7.008
7.631
7.535
8.582
9.657
10.821
Scorte
1.397
1.814
2.292
5.595
9.402
8.189
Terreni coltivati
9.351
10.756
11.251
11.963
12.264
12.400
856.057
Miglioramenti dei terreni
Impianti e macchinari e armamenti (1)
Altri impianti e macchinari e armamenti (1)
Risorse biologiche coltivate
Prodotti di proprietà intellettuale
di cui: Ricerca e sviluppo
di cui: Software e basi di dati
Totale attività non finanziarie (a)
Oro monetario e DSP
Biglietti e depositi
76.755
103.978
76.860
101.971
99.551
100.517
Titoli
14.151
28.285
36.777
39.714
90.968
101.627
Prestiti
74.559
67.591
138.301
138.806
129.547
125.847
139.166
122.252
132.959
148.939
148.975
156.858
5.246
1.877
Quote di fondi comuni
4.229
4.229
14.751
36.568
42.563
47.147
Riserve assicurative e garanzie standard
1.543
1.450
1.278
1.106
1.022
1.199
Azioni e altre partecipazioni
Derivati
Altri conti attivi
Totale attività finanziarie (b)
Ricchezza lorda (a+b)
Oro monetario e DSP
Biglietti e depositi
Titoli
Prestiti
Azioni e altre partecipazioni
Derivati
Quote di fondi comuni
Riserve assicurative e garanzie standard
Altri conti passivi
Totale passività finanziarie (c)
Ricchezza netta (a+b-c)
95.689
110.520
121.117
127.840
134.125
134.785
406.092
438.305
522.044
594.945
651.997
669.858
239.301
232.918
248.594
237.859
232.278
209.727
155.367
178.561
231.011
240.748
297.916
323.621
4.552
4.560
4.560
22.864
18.660
31.899
29.730
1.028
1.052
1.599
11.714
19.917
21.597
74.513
82.071
75.574
104.882
252.627
304.488
-562.140
-553.846
Per memoria
Prodotto interno lordo (Pil)
(1) La componente degli Armamenti è relativa solo al settore delle amministrazioni pubbliche.
LA RICCHEZZA DEI SETTORI ISTITUZIONALI IN ITALIA
NOTA METODOLOGICA
I conti patrimoniali nel sistema dei Conti nazionali
Il sistema di contabilità nazionale, come definito dal regolamento SEC 2010, si articola in una serie
di conti collegati tra loro: la sequenza completa per le unità e per i settori istituzionali è composta dai
conti delle operazioni correnti, da quelli dell’accumulazione e dai conti patrimoniali. In questo modo
è possibile descrivere, in un quadro coerente e completo, non solo i flussi generati dall’attività
economica corrente ma anche il processo di accumulazione che vi ha luogo. Gli operatori economici
con il loro risparmio possono accumulare capitale, sotto forma di attività finanziarie e non finanziarie,
la cui consistenza a fine esercizio è riportata nel conto patrimoniale. Il conto patrimoniale presenta,
dunque, la ricchezza finanziaria e non finanziaria dei settori istituzionali e dell’economia nazionale a
un dato istante del tempo; il saldo ne esprime il patrimonio netto.
Prospetto 1. La sequenza dei Conti secondo il SEC 2010
Conto della produzione
Conti delle
operazioni
correnti
(Risparmio)
Conto della generazione
dei redditi
Conto della distribuzione
e dell’utilizzo dei redditi
Conto patrimoniale
di apertura
(Patrimonio netto
fine anno t-1)
Conto capitale
(acquisizioni, al netto delle
cessioni, di attività non
finanziarie)
Conti finanziari
(variazioni delle attività e
delle passività
finanziarie)
Conto di
rivalutazione delle
attività e delle
passività
(variazioni di
valore delle attività
e delle passività
dovute a variazioni
dei prezzi)
Conto delle altre
variazioni di
volume delle
attività e delle
passività
Conto patrimoniale
di chiusura
(Patrimonio netto
fine anno t)
Conti di accumulazione
Il Prospetto 1 presenta la sequenza dei conti. Da sinistra verso destra, a partire dal conto
patrimoniale di apertura, sono registrate le diverse variazioni delle attività e delle passività che si
verificano nel periodo contabile (un anno, nel prospetto). L’attività di generazione dei redditi e di
consumo determina il risparmio (il saldo del conto della distribuzione e dell’utilizzo dei redditi), che
si traduce nell’acquisizione di attività reali e finanziarie. Il conto del capitale e il conto finanziario
evidenziano le variazioni dovute a operazioni inerenti, rispettivamente, ad attività reali e ad attività e
passività finanziarie. In assenza di altri effetti, ciò permetterebbe il calcolo immediato della situazione
finale, aggiungendo alla situazione iniziale le variazioni intervenute. Tuttavia, al di fuori del ciclo
economico della produzione e del consumo possono verificarsi modifiche che influenzano i valori
delle attività e delle passività al momento della chiusura dei conti. Si tratta, in particolare, di variazioni
delle attività (e delle passività) dovute a cambiamenti del loro prezzo, che comportano guadagni e/o
perdite in conto capitale sulle consistenze di attività detenute. Tali variazioni sono registrate nei conti
della rivalutazione delle attività e delle passività. Inoltre, si devono considerare variazioni di volume
delle attività provocate da altri eventi che non sono la conseguenza di una operazione economica di
scambio o di trasferimento (ad esempio distruzioni di beni dovute a catastrofi) e che, quindi, devono
essere registrate nel conto delle altre variazioni di volume delle attività e delle passività. Gli effetti
LA RICCHEZZA DEI SETTORI ISTITUZIONALI IN ITALIA
dei vari flussi intervenuti nel periodo considerato sui valori delle consistenze di attività e di passività
sono, infine, rappresentati nel conto patrimoniale di chiusura.
I conti patrimoniali registrano le consistenze di attività finanziarie e non finanziarie detenute da
ciascun settore istituzionale e le passività finanziarie attraverso cui ogni settore si finanzia. Il totale
delle attività, finanziarie e non finanziarie, è anche definito ricchezza lorda: sottraendo a
quest’ultima le passività finanziarie si ottiene la ricchezza netta.
Il Prospetto 2 riporta in maniera schematica le attività e le passività dei settori contenute nella
presente pubblicazione.
Prospetto 2. Piano di aggregazione della ricchezza netta
ATTIVITÀ
PASSIVITÀ
Abitazioni
Immobili non residenziali
Altre opere
Miglioramenti dei terreni
Impianti e macchinari e armamenti
Mezzi di trasporto
A. ATTIVITÀ NON
FINANZIARIE.
Apparecchiature ICT
Altri impianti e macchinari e armamenti
Risorse biologiche coltivate
Prodotti di proprietà intellettuale
di cui: Ricerca e sviluppo
di cui: Software e basi di dati
Scorte
Terreni coltivati
Oro monetario e DSP
Oro monetario e DSP
Biglietti e depositi
Biglietti e depositi
Titoli
Titoli
Prestiti
B. ATTIVITÀ
FINANZIARIE
Azioni e altre partecipazioni
Prestiti
C. PASSIVITÀ
FINANZIARIE
Azioni e altre partecipazioni
Derivati
Derivati
Quote di fondi comuni
Quote di fondi comuni
Riserve assicurative e garanzie standard
Riserve assicurative e garanzie standard
Altri conti attivi
Altri conti attivi
RICCHEZZA NETTA
(A+B-C)
A complemento dell’informazione sulla ricchezza non finanziaria viene fornito il valore dello stock di
beni di consumo durevoli delle famiglie; si tratta di beni assimilabili, in termini economici, a beni
capitali in quanto utilizzati dalle famiglie ripetutamente per periodi di tempo superiori a un anno (ad
esempio, l’automobile) ma classificati come consumi finali negli schemi della contabilità nazionale.
LA RICCHEZZA DEI SETTORI ISTITUZIONALI IN ITALIA
Le attività non finanziarie
Le informazioni sul valore delle componenti reali della ricchezza sono tratte dalle statistiche relative
allo stock di attività non finanziarie per settore istituzionale, diffuse annualmente dall’Istat a
gennaio10. L’aggiornamento delle stime è coerente con la politica di revisione dei Conti nazionali e
dei conti economici annuali per settore istituzionale11.
Le attività non finanziare definite e riportate nella presente pubblicazione non sono tutte quelle
previste dal SEC 2010: mancano a oggi dalla misurazione della ricchezza reale alcuni beni, in
particolare i monumenti, gli oggetti di valore, le risorse naturali diverse dai terreni e altre attività non
prodotte. Inoltre, il valore degli immobili, residenziali e non residenziali, include il valore dei terreni
sottostanti, diversamente dalla classificazione delle attività del SEC 2010 (si veda anche il paragrafo
I confronti internazionali).
La produzione delle stime beneficia della collaborazione dell’Osservatorio del mercato immobiliare
(OMI) dell’Agenzia delle Entrate e del Dipartimento del Tesoro del Ministero dell’economia e delle
finanze.
Le attività non finanziarie sono valutate ai prezzi correnti, sulla base dei prezzi osservati sul mercato
(in particolare, le abitazioni, alcune tipologie di immobili non residenziali e terreni coltivati) oppure
attraverso metodi di stima indiretti (in particolare, alcune tipologie di immobili non residenziali e gli
altri beni di capitale fisso; per quest’ultimi il valore a fine anno è calcolato con il metodo dell’inventario
permanente).
Ulteriori dettagli sulla metodologia di stima adottata e sulle principali fonti statistiche utilizzate per la
valorizzazione dello stock di attività non finanziarie per settore istituzionale sono disponibili nella nota
metodologica della Statistica Report La ricchezza non finanziaria in Italia, anni 2005-2019,
pubblicata dall’Istat il 19 luglio 2021.
In occasione della revisione generale dei Conti nazionali (settembre 2024), concordata in sede
europea a cadenza quinquennale, il processo di stima ha visto l’introduzione di innovazioni e
miglioramenti di metodi e fonti. Le serie del valore degli stock non finanziari di proprietà dei settori
istituzionali incluse nella presente nota sono dunque state prodotte a seguito di tale processo di
revisione, in coerenza con le nuove serie dei Conti nazionali pubblicate a settembre 2024.
Tra i principali fattori che hanno determinato cambiamenti nella misura del valore delle attività reali
(totali e per settore), si segnalano:
l’utilizzo delle informazioni diffuse dall’Istat relative al numero di abitazioni presenti in Italia al
Censimento permanente del 2021 e alle superfici agricole provenienti dal 7° Censimento
Generale dell’Agricoltura, anno 2020;
le nuove stime degli investimenti fissi lordi e dei consumi delle famiglie elaborate in occasione
della revisione generale dei Conti nazionali (settembre 2024), input principali del metodo
dell’inventario permanente utilizzato per il calcolo degli stock di capitale fisso e dei beni di
consumo durevoli;
la revisione delle vite utili utilizzate nel calcolo dello stock di capitale, per diverse tipologie di
bene, a seguito delle raccomandazioni espresse dalla Task Force Eurostat on fixed assets
and estimation of consumption of fixed capital under European System of Accounts 2010
(documentazione tecnica e risultati dell’Indagine sulle imprese industriali e dei servizi INVIND
svolta nel 2024 dalla Banca d’Italia; in tale ambito, è stata predisposta in collaborazione con
l’Istat una sezione specifica per la raccolta di informazioni sulla vita utile di macchine e
attrezzature industriali, mobili, hardware e apparati per le comunicazioni acquistati e prodotti
dalle imprese). Le principali innovazioni hanno riguardato l’introduzione di vite utili variabili in
Il set completo di serie è diffuso tramite data warehouse I.Stat alla sezione “Conti nazionali/Conti non finanziari annuali
per settore istituzionale/Stock di attività non finanziarie” nonché nella banca dati IstatData.
11 I conti annuali dei settori istituzionali sono pubblicati due volte l’anno, in aprile e ottobre. Nel report sono presentate le
stime delle misure della ricchezza coerenti con le serie di contabilità nazionale diffuse il 23 settembre 2024.
LA RICCHEZZA DEI SETTORI ISTITUZIONALI IN ITALIA
serie storica per alcuni asset nonché la modifica della lunghezza della vita utile per gli asset
con vita utile fissa per l’intera serie storica;
la stima relativa al valore degli immobili delle amministrazioni pubbliche per l’anno 2019,
prodotta dal Dipartimento del Tesoro del Ministero dell’Economia e delle Finanze, in
collaborazione con l’area modelli di previsione e analisi statistiche di Sogei sulla base dei
risultati del “Censimento dei beni immobili pubblici”, condotto ai sensi dell’art. 2, comma 222,
della legge 191/2009.
Le attività e le passività finanziarie
Dalle statistiche relative ai conti finanziari sono tratte le informazioni sulle consistenze delle
componenti finanziarie necessarie per la compilazione dei conti patrimoniali. Per ogni settore
istituzionale, nei conti finanziari è possibile misurare la ricchezza finanziaria e la tipologia di
strumento finanziario in cui è investita (attività) e quali strumenti sono utilizzati come mezzo di
finanziamento (passività). Le consistenze degli strumenti negoziabili sono valutate ai prezzi di
mercato correnti alla fine del periodo di riferimento.
Gli strumenti finanziari definiti nel SEC 2010 e riportati nella presente pubblicazione sono: oro
monetario e diritti speciali di prelievo (DSP); biglietti e depositi; titoli; prestiti; azioni e altre
partecipazioni; derivati; quote di fondi comuni; riserve assicurative e garanzie standard; altri conti
attivi. Nei conti finanziari sono disponibili informazioni di maggior dettaglio per alcuni di questi
strumenti (ad esempio, la ripartizione dei titoli in base alla loro scadenza originaria e al soggetto
emittente). Le Tavole 1-5 della pubblicazione riportano in modo omogeneo tutti gli strumenti attivi e
passivi, anche quando le voci non sono valorizzate. Ad esempio, i fondi comuni possono essere
detenuti dalle famiglie ma non possono essere emessi da tale settore: pertanto risultano valorizzati
tra le attività ma non tra le passività.
Le statistiche dei conti finanziari pubblicate dalla Banca d’Italia non sono consolidate all’interno dei
settori: sono cioè riportate per ogni settore posizioni attive e passive per lo stesso strumento. Ad
esempio, i titoli emessi da una società non finanziaria e detenuti da un’altra società non finanziaria
sono presenti sia all’attivo che al passivo del settore. Chiaramente ciò non influisce sull’ammontare
della ricchezza netta.
Le serie storiche dei conti finanziari utilizzate in questa pubblicazione incorporano le modifiche
apportate nell’ambito della revisione quinquennale generale (“benchmark”) dei Conti nazionali
effettuata a ottobre 2024. Tali revisioni riflettono diverse innovazioni e affinamenti sia delle fonti sia
delle metodologie di compilazione. Le modifiche, seppure significative per alcuni settori e strumenti,
non hanno cambiato le principali tendenze osservate nei dati. Maggiori dettagli sulle revisioni
effettuate sono contenuti nella nota metodologica Revisione di benchmark delle statistiche dei Conti
finanziari (ottobre 2024).
Informazioni sui singoli strumenti o sui settori istituzionali sono presenti nella sezione Glossario.
Ulteriori dettagli sulla metodologia e sulle principali fonti statistiche utilizzate nei conti finanziari sono
contenuti nel manuale I conti finanziari dell’Italia: struttura e innovazione nei conti, Banca d’Italia,
Statistiche, Metodi e fonti: manuali, 12 giugno 2018.
I confronti internazionali
Le principali linee guida in tema di contabilità nazionale sono contenute nel SEC 2010 a livello
europeo e nel Sistema dei Conti nazionali 2008 (SNA) a livello mondiale12. La disponibilità di concetti
e di definizioni uniformi tra paesi è un presupposto necessario ma non sufficiente per la comparabilità
delle stime. La compilazione delle attività e delle passività finanziarie è consolidata a livello
internazionale e gli aggregati pubblicati sono considerati sufficientemente armonizzati e comparabili.
System of National Accounts 2008 (United Nations Statistical Commission-UNSC).
LA RICCHEZZA DEI SETTORI ISTITUZIONALI IN ITALIA
La misurazione delle attività non finanziarie è più recente e il processo di armonizzazione delle stime
è ancora in corso, a causa della scarsità delle fonti informative.
In questa nota, i confronti internazionali utilizzano principalmente le statistiche delle attività non
finanziarie raccolte dall’Eurostat13 e dall’OCSE14. Al fine di disporre di dati aggiornati al 2021, per il
Regno Unito sono stati usati i dati provenienti dalla pubblicazione “The UK national balance sheet
estimates” prodotta da Office for National Statistics15. Per alcuni paesi, le statistiche pubblicate
risultano incomplete in termini di attività stimate, periodo di riferimento dei dati, dettaglio dei settori
istituzionali. Solo pochi paesi riportano un quadro completo delle attività non finanziarie. Inoltre, nelle
tavole internazionali diffuse dall’OCSE le attività prodotte16 sono presentate separatamente da quelle
non prodotte17, in accordo con le linee guida internazionali (SEC 2010 e SNA 2008); pertanto la voce
relativa alle costruzioni18 non contiene il valore dei terreni sottostanti, che confluisce invece tra le
attività non prodotte19. Alcuni paesi, tra cui l’Italia, diffondono a livello nazionale le stime del valore
degli immobili senza questa distinzione tra fabbricati e terreni sottostanti, ritenendo l’informazione di
più facile comprensione per l’utente. I terreni coltivati sono presentati come un’attività non finanziaria
separata.
La non omogenea disponibilità dell’informazione condiziona il confronto internazionale e limita
l’analisi alle principali economie avanzate per le quali sono diffuse stime comparabili con quelle per
l’Italia. Il valore della ricchezza non finanziaria è calcolato come somma di capitale fisso e terreni; è
escluso il valore delle scorte, assente per alcune economie avanzate (ad esempio, la Germania).
L’assenza del dato relativo ai terreni delle società non finanziarie e delle amministrazioni pubbliche
degli Stati Uniti e della Spagna ha implicato l’esclusione dei due Paesi dal confronto internazionale
per tali settori (Figure 7-9). La ricchezza pro capite delle famiglie (Figura 5) è stata calcolata come
rapporto tra la ricchezza netta e la popolazione di riferimento.
Fonte: Eurostat, https://ec.europa.eu/eurostat/data/database (data di consultazione: 3 gennaio 2025)
Fonte: OECD.Stat, https://stats.oecd.org/ (data di consultazione: 3 gennaio 2025).
15 Fonte: Office for National Statistics, “The UK national balance sheet estimates”, Publication date: 11 December 2024.
16 “AN1 – Produced non financial assets”.
17 “AN2 – Non produced non financial assets”.
18 “AN111 – Dwellings”, “AN1121 – Non-residential buildings”, “AN1122 – Other structures”, “AN1123 – Land
improvements”.
19 Il valore dei terreni sottostanti alle costruzioni è da includere nella voce “AN211 – Land”, insieme ad altre tipologie di
terreni, come i terreni coltivati.
LA RICCHEZZA DEI SETTORI ISTITUZIONALI IN ITALIA
GLOSSARIO
Abitazioni
Fabbricati utilizzati interamente o principalmente come abitazioni, comprese le costruzioni annesse, come i
garage, e tutti gli impianti permanenti usualmente installati nelle abitazioni. Il valore delle abitazioni è
presentato al lordo del valore dei terreni sottostanti. Sono inoltre inclusi i costi di trasferimento proprietà.
Altre opere
Opere diverse da immobili residenziali e non residenziali. Esempi: autostrade, vie, strade, ferrovie, piste di
campi di aviazione, ponti, autostrade sopraelevate, gallerie e sottopassaggi, idrovie, porti, dighe e altre opere
idrauliche, condotte per grandi distanze, linee di comunicazione ed elettriche, condotti e cavi urbani e relativi
lavori, costruzioni per attività estrattive e manifatturiere, impianti sportivi e ricreativi. Non è incluso il valore dei
terreni sottostanti.
Altri conti attivi e passivi
La voce è costituita da strumenti caratterizzati dalla presenza di uno sfasamento tra il momento in cui avviene
una transazione e quello del regolamento. Vi rientrano ad esempio i crediti e i debiti commerciali e i crediti e i
debiti relativi al pagamento di tasse e imposte.
Altri impianti e macchinari e armamenti
Impianti e macchinari non classificati altrove. Ne sono un esempio i prodotti, esclusi i servizi di installazione,
di riparazione e manutenzione e le parti di cui alla divisione 26 («Prodotti informatici, elettronici ed ottici»)
(esclusi i gruppi 261 e 262), alla divisione 27 («Apparecchiature elettriche»), alla divisione 28 («Macchine ed
apparecchi meccanici n.c.a.»), alla divisione 31 («Mobilio») e alla divisione 32 («Altri manufatti») della CPA
2008. Gli armamenti sono veicoli e altri apparecchi quali navi da guerra, sottomarini, velivoli militari, carri
armati, portamissili, lanciamissili, ecc. Le armi monouso da essi trasportate sono registrate per la maggior
parte come scorte militari, mentre altre, quali i missili balistici ad alto potenziale distruttivo, che si considerano
mezzi di deterrenza, sono classificate come capitale fisso.
Amministrazioni pubbliche
Comprende tutte le unità istituzionali la cui funzione principale consiste nel produrre per la collettività beni e
servizi non destinabili alla vendita e/o nell’operare una redistribuzione del reddito e della ricchezza del paese.
Le principali risorse sono costituite da versamenti obbligatori effettuati direttamente o indirettamente da unità
appartenenti ad altri settori. Le amministrazioni pubbliche sono suddivise in tre sottosettori: le amministrazioni
centrali, le amministrazioni locali e gli enti di previdenza.
Apparecchiature ICT
Apparecchiature per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT): dispositivi di controllo
elettronico e componenti elettronici per tali dispositivi. Ne sono un esempio i prodotti compresi nei gruppi 261
(“Componenti e schede elettronici”) e 262 (“Elaboratori elettronici e unità periferiche”) della CPA 2008.
Attività e passività finanziarie
Le attività finanziarie rappresentano delle riserve di valore che attribuiscono un beneficio economico al
detentore e permettono di trasferire valore da un periodo a un altro. Le passività sorgono quando un debitore
risulta obbligato a fornire un pagamento o una serie di pagamenti a un creditore. Le attività e le passività
finanziarie possono essere distinte in diversi strumenti finanziari: oro monetario, diritti speciali di prelievo,
biglietti e depositi, titoli, prestiti, azioni e altre partecipazioni, derivati, quote di fondi comuni, riserve
assicurative, fondi pensione e garanzie standard, altri conti attivi e passivi.
Attività non finanziarie
Attività non finanziarie sulle quali le unità istituzionali esercitano, individualmente o collettivamente, diritti di
proprietà e il cui possesso, il cui utilizzo o la cui concessione a terzi (perché siano usate per un certo periodo
di tempo) permettono ai rispettivi proprietari di conseguire benefici economici. Le attività non finanziarie sono
ripartite in attività non finanziarie prodotte e attività non finanziarie non prodotte.
LA RICCHEZZA DEI SETTORI ISTITUZIONALI IN ITALIA
Attività non finanziarie non prodotte
Attività economiche che non rappresentano il risultato dei processi di produzione, ma sono ottenute con altre
modalità. Esse comprendono: risorse naturali, contratti, locazioni, licenze, permessi, avviamento commerciale
e risorse di marketing.
Attività non finanziarie prodotte
Attività non finanziarie ottenute mediante processi di produzione. Sono costituite da capitale fisso, scorte e
oggetti di valore.
Azioni e altre partecipazioni
Nella voce azioni e altre partecipazioni sono comprese: le azioni e le quote di partecipazione emesse da
società di capitali; le partecipazioni emesse dalle quasi-società, ossia società di persone con almeno 5 addetti
(vedi: Società non finanziarie). La valutazione a prezzi di mercato delle azioni delle società quotate è effettuata
attraverso la capitalizzazione di borsa; per i metodi di valutazione delle azioni non quotate e delle
partecipazioni si rimanda al manuale I conti finanziari dell’Italia: struttura e innovazioni dei conti, Banca d’Italia,
Statistiche, Metodi e fonti: manuali, 12 giugno 2018.
Beni di consumo durevoli
Beni durevoli utilizzati ripetutamente dalle famiglie a fini di consumi finali per periodi di tempo superiori a un
anno. Essi sono inclusi nei conti patrimoniali come voci per memoria. Sono esclusi dal conto patrimoniale
standard perché sono registrati come impieghi nel conto di utilizzazione del reddito del settore delle famiglie
come interamente consumati nel periodo contabile e non gradualmente. Le consistenze di beni di consumo
durevoli detenuti dalle famiglie nella funzione di consumatori finali – mezzi di trasporto e altri impianti e
macchinari – sono valutati ai prezzi di mercato nella voce per memoria, al netto del valore cumulato degli
ammortamenti. I beni durevoli, come i veicoli, sono classificati come capitale fisso o come beni di consumo
durevoli in funzione della classificazione settoriale del proprietario e dell’uso a cui essi sono destinati.
Biglietti e depositi
La voce comprende: biglietti e monete; depositi trasferibili; altri depositi. Per biglietti e monete si intendono
tutte le banconote e le monete in circolazione emesse dalle autorità monetarie; le monete sono emesse in
Italia dalla Zecca dello Stato ma per convenzione sono attribuite alla Banca centrale, che ha come contropartita
un credito verso le Amministrazioni centrali. I depositi trasferibili sono depositi immediatamente convertibili in
moneta, utilizzabili come mezzo di pagamento (assegni, bonifici,…), quali ad esempio i conti correnti. Gli altri
depositi sono depositi che non sono convertibili immediatamente in moneta se non dietro il pagamento di
penali o con specifiche limitazioni: in questo strumento rientrano i depositi con durata prestabilita, i depositi a
risparmio, i libretti di risparmio, i pronti contro termine di breve periodo.
Capitale fisso
Attività non finanziarie prodotte, utilizzate ripetutamente o continuamente nell’attività di produzione per più di
un anno.
Capitale lordo
Valore dei beni capitali ancora in uso nel sistema economico valutati come se fossero beni capitali nuovi,
senza tener conto della loro età e del loro stato (ovvero del deprezzamento che essi subiscono nel corso del
tempo).
Capitale netto
Valore dei beni capitali ancora in uso nel sistema economico valutati allo stesso prezzo dei beni capitali nuovi
dello stesso tipo, meno il valore cumulato del deprezzamento maturato fino all’anno per il quale si vuole
calcolare lo stock.
Conti finanziari
Registrano, nelle tavole delle consistenze, le voci finanziarie degli stati patrimoniali dei settori istituzionali,
ossia l’ammontare delle attività e delle passività finanziarie dei settori a una certa data; nelle tavole dei flussi,
le transazioni finanziarie che intervengono fra unità istituzionali in un dato intervallo di tempo. Una transazione
finanziaria è una negoziazione tra due unità istituzionali che implica la creazione di un’attività finanziaria e,
simultaneamente, di una passività finanziaria, oppure la liquidazione o il cambiamento di proprietà di un’attività
finanziaria. Il conto finanziario di un settore istituzionale mostra le transazioni finanziarie nette, in ciascuna
categoria di strumenti finanziari, all’attivo e al passivo del settore.
LA RICCHEZZA DEI SETTORI ISTITUZIONALI IN ITALIA
Conti patrimoniali
Un conto patrimoniale è un documento, redatto in un particolare momento, che evidenzia il valore delle attività
di cui un’unità istituzionale o un insieme di unità hanno la proprietà economica e delle passività assunte da
tale unità o insieme di unità. Il saldo contabile di un conto patrimoniale è il patrimonio netto. Le consistenze
delle attività e delle passività registrate nel conto patrimoniale sono valutate di norma ai prezzi di mercato
correnti alla data cui il conto patrimoniale si riferisce o, per alcune categorie di attività e passività, ai valori
nominali. I Conti patrimoniali sono compilati per i settori istituzionali residenti, per il totale dell’economia
nazionale e per il resto del mondo. Il conto patrimoniale completa la sequenza dei conti, presentando l’effetto
finale sulle consistenze di ricchezza di un’economia delle registrazioni nei conti della produzione, della
distribuzione e di utilizzazione del reddito, nonché dell’accumulazione.
Derivati
I derivati sono attività finanziarie il cui valore dipende dall’andamento dei prezzi di uno strumento sottostante,
che può essere un’altra attività finanziaria così come un indice o un bene. Sono esempi di derivati le opzioni,
i contratti a termine, gli swap, i forward rate agreements. I derivati nei conti finanziari sono registrati al fair
value, ossia al valore corrente netto dei futuri pagamenti e le commissioni previsti. Rientrano nella voce anche
le stock option di dipendenti.
Famiglie
Il settore comprende le famiglie consumatrici (individui o gruppi di individui nella loro qualità di consumatori) e
le famiglie produttrici (imprese individuali, società semplici e di fatto, produttrici di beni e servizi non finanziari
destinabili alla vendita, che impiegano fino a 5 addetti; unità produttrici di servizi ausiliari dell’intermediazione
finanziaria senza addetti dipendenti). In generale, è allocata alle famiglie produttrici qualsiasi attività che le
famiglie svolgono per il mercato, quindi anche l’attività di locazione di immobili, residenziali e non residenziali,
di proprietà dei singoli individui. Nella presente pubblicazione le famiglie includono anche le istituzioni senza
scopo di lucro al servizio delle famiglie (ISP, vedi).
Fair value
Vedi: Valore di mercato.
Fondi propri
Sono ottenuti come differenza tra il totale delle attività e i debiti; a loro volta, i debiti sono pari alle passività
finanziarie meno le azioni e partecipazioni.
Immobili non residenziali
Immobili diversi dalle abitazioni. Esempi di immobili non residenziali: uffici, depositi e fabbricati industriali,
fabbricati commerciali, sale di spettacoli, alberghi, ristoranti, edifici a indirizzo didattico-culturale, strutture
sanitarie. Il valore degli immobili non residenziali è presentato al lordo del valore dei terreni sottostanti. Sono
inclusi i costi di trasferimento proprietà.
Impianti e macchinari e armamenti
Mezzi di trasporto, apparecchiature per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT) e altri
impianti e macchinari, diversi da quelli acquistati dalle famiglie per consumi finali. Gli impianti e macchinari
quali veicoli, mobili, elettrodomestici, computer, apparecchi per telecomunicazioni, ecc. acquistati dalle
famiglie per consumi finali non sono considerati una attività, bensì sono inclusi nella voce per memoria «Beni
di consumo durevoli» del conto patrimoniale delle famiglie. Gli armamenti sono veicoli e altri apparecchi quali
navi da guerra, sottomarini, velivoli militari, carri armati, portamissili, lanciamissili, ecc. Le armi monouso da
essi trasportate sono registrate per la maggior parte come scorte militari, mentre altre, quali i missili balistici
ad alto potenziale distruttivo, considerate mezzi di deterrenza sono classificate come capitale fisso.
LA RICCHEZZA DEI SETTORI ISTITUZIONALI IN ITALIA
Investimenti fissi lordi
Sono costituti dalle acquisizioni (al netto delle cessioni) di capitale fisso effettuate dai produttori residenti a cui
si aggiungono gli incrementi di valore dei beni non prodotti.
Istituzioni senza scopo di lucro al servizio delle famiglie (ISP)
Organismi senza scopo di lucro, dotati di personalità giuridica, che sono produttori privati di beni e servizi non
destinabili alla vendita in favore delle famiglie quali associazioni culturali, sportive, fondazioni, partiti politici,
sindacati ed enti religiosi. Nella presente pubblicazione sono accorpati al settore delle famiglie.
Mezzi di trasporto
Mezzi per il trasporto di persone e cose. Esempi: mezzi di trasporto, escluse le parti, di cui alla divisione 29
(“Autoveicoli, rimorchi e semirimorchi”) e alla divisione 30 (“Altri mezzi di trasporto”) della Classificazione dei
prodotti associata alle attività 2008 (CPA 2008).
Miglioramenti dei terreni
Valore delle operazioni che comportano grandi miglioramenti della quantità, della qualità o della produttività
dei terreni o ne impediscono il depauperamento. Ne sono un esempio l’aumento di valore dell’attività per effetto
di operazioni di diboscamento, di sistemazione dei terreni, di scavo di pozzi, ecc.
Oro monetario e diritti speciali di prelievo (DSP)
L’oro monetario è quello detenuto come attività di riserva dalla Banca centrale; i diritti speciali di prelievo (DSP)
sono attività di riserva internazionali create dal Fondo monetario internazionale e assegnate ai suoi membri
come integrazione delle attività di riserva esistenti. La voce riguarda esclusivamente i settori Società finanziarie
e Resto del mondo.
Prestiti
Un prestito è un’operazione finanziaria che prevede la concessione di una somma di danaro da parte di un
“mutuante” a un “mutuatario”. Tale operazione ha le seguenti caratteristiche: l’iniziativa è presa dal mutuatario
che richiede il prestito; il debito deve essere rimborsato entro una certa scadenza; le condizioni di concessione
sono fissate da chi lo concede o pattuite tra le parti; non può essere negoziato su un mercato organizzato.
Prodotti di proprietà intellettuale
Capitale fisso – costituito da risultati di ricerca e sviluppo, da prospezione e valutazione mineraria, da software
e basi di dati, da originali di opere artistiche, letterarie o di intrattenimento e da altri prodotti di proprietà
intellettuale – che si intende utilizzare per più di un anno.
Quote di fondi comuni
Si tratta di quote emesse da specifiche società finanziarie, ossia i fondi comuni di investimento, il cui scopo è
investire sui mercati finanziari. Le consistenze sono registrate al valore corrente di rimborso.
Reddito lordo disponibile delle famiglie
Il reddito lordo disponibile delle famiglie è pari alla somma dei redditi da lavoro dipendente e indipendente, dei
redditi da proprietà (al lordo degli ammortamenti), delle prestazioni sociali e del saldo dei trasferimenti, al netto
delle imposte correnti su reddito e patrimonio e dei contributi sociali. Rappresenta l’ammontare di risorse
correnti degli operatori destinato agli impieghi finali (consumo e risparmio).
Resto del mondo
Raggruppa tutte le unità non residenti relativamente ai loro rapporti con quelle residenti.
Ricchezza lorda
È pari alla somma delle attività finanziarie e non finanziarie.
Ricchezza netta
È data dalla differenza tra la ricchezza lorda (attività finanziarie e non finanziarie) e le passività finanziarie.
LA RICCHEZZA DEI SETTORI ISTITUZIONALI IN ITALIA
Ricerca e sviluppo
Valore delle spese per attività creative esercitate in via sistematica al fine di aumentare l’insieme di
conoscenze, compresa la conoscenza dell’uomo, della cultura e della società, e di utilizzare tali conoscenze
allo scopo di concepire nuove applicazioni.
Riserve assicurative e garanzie standard
La voce riguarda le somme accantonate a fronte di futuri pagamenti di diritti finanziari e si articola in: Riserve
ramo vita e fondi pensione e Altre riserve. Nel primo gruppo rientrano le polizze vita, le quote di fondi pensione,
i fondi quiescenza. Tra le Altre riserve sono comprese le riserve assicurative del ramo danni e quelle per
escussioni di garanzie standard (quali ad esempio le garanzie di credito all’esportazione e quelle per prestiti a
studenti).
Risorse biologiche coltivate
Risorse animali che generano ripetutamente nuovi prodotti quali bestiame da riproduzione, da latte, da tiro,
ecc., nonché alberi, raccolti e risorse vegetali che generano ripetutamente nuovi prodotti, quali vigneti, frutteti
e altre piantagioni permanenti. Le risorse biologiche coltivate sono gestiti o controllati direttamente da unità
istituzionali.
Scorte
Beni e servizi ottenuti nel periodo corrente o in un periodo precedente e detenuti per la vendita, per l’impiego
nella produzione o per altri usi in un momento successivo. Consistono in materie prime e prodotti intermedi,
prodotti in corso di lavorazione, prodotti finiti e beni per la rivendita.
SEC – Sistema europeo dei conti
Sistema armonizzato dei conti adottato nel 1970 dall’Istituto statistico delle Comunità europee (Eurostat). Nel
2014, tale sistema è stato modificato, coerentemente con il nuovo sistema dei Conti nazionali SNA 2008,
redatto dall’ONU e da altre istituzioni internazionali, tra cui lo stesso Eurostat. Il SEC 2010, approvato come
regolamento comunitario (regolamento UE n. 549 del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 maggio
2013), permette una descrizione quantitativa completa e comparabile dell’economia dei paesi membri
dell’attuale Unione europea, attraverso un sistema integrato di conti di flussi e di conti patrimoniali definiti per
l’intera economia e per raggruppamenti di operatori economici (settori istituzionali).
Settori istituzionali
Raggruppamenti di unità istituzionali che manifestano autonomia e capacità di decisione in campo
economico-finanziario e che, fatta eccezione per le famiglie, tengono scritture contabili separate. Il Sistema
europeo dei conti (SEC 2010) classifica le unità istituzionali in base alla funzione principale e alla tipologia del
produttore.
Nella contabilità nazionale l’articolazione in settori istituzionali è la seguente:
1) Società non finanziarie (vedi);
2) Società finanziarie (vedi);
3) Amministrazioni pubbliche (vedi);
4) Famiglie (vedi) e Istituzioni sociali private senza scopo di lucro al servizio delle famiglie (ISP; vedi).
5) Resto del mondo (vedi).
Società finanziarie
Comprende la Banca centrale, le banche che effettuano raccolta a breve e a lungo termine e le unità impegnate
nelle attività finanziarie regolamentate dal Testo Unico delle leggi in materia bancaria e creditizia in vigore dal
1° gennaio 1994 (unità che svolgono attività di assunzione di partecipazioni, concessione di finanziamenti,
prestazione di servizi di pagamento o di intermediazione in cambi, società di leasing e di factoring, Sim, società
di credito al consumo). Rientrano nel settore anche gli ausiliari finanziari impegnati nell’esercizio di attività
strettamente connesse all’attività finanziaria diverse dall’intermediazione finanziaria e che impiegano almeno
un addetto dipendente (altrimenti resterebbero inclusi nel settore famiglie). Si considerano ausiliari finanziari
le società di gestione dei fondi comuni, i brokers, i promotori finanziari e gli agenti delle assicurazioni. Infine,
nel settore rientrano le imprese di assicurazione, i fondi pensione e le istituzioni non-profit che forniscono
servizi d’intermediazione finanziaria o esercitano attività finanziarie ausiliarie, o che sono al servizio di società
finanziarie o svolgono funzioni di controllo e vigilanza (quali ad esempio la Consob e l’IVASS).
LA RICCHEZZA DEI SETTORI ISTITUZIONALI IN ITALIA
Società non finanziarie
Comprende società e quasi-società private e pubbliche: tra queste ultime figurano le aziende autonome, le
Ferrovie dello Stato, le aziende municipalizzate e consortili, le imprese a partecipazione statale, le altre
imprese pubbliche. Per quasi-società si intendono quelle unità che, pur essendo prive di personalità giuridica,
dispongono di contabilità completa e hanno un comportamento economico separabile da quello dei proprietari;
esse comprendono le società in nome collettivo e in accomandita semplice, nonché le società semplici e di
fatto e le imprese individuali con più di cinque addetti. Il settore include anche le istituzioni non profit che
producono beni e servizi destinabili alla vendita che possono essere oggetto di scambio sul mercato oppure
esclusivamente destinati ad altre società non finanziarie (quali ad esempio Confindustria, Confcommercio).
Software e basi di dati
Programmi informatici, descrizioni del programma e supporti per software di sistema e per software applicativo.
File di dati organizzati in modo da permettere l’accesso a tali dati e il loro uso efficiente in termini di risorse.
Terreni coltivati
Terreni sui quali viene svolta, a fini commerciali o di sussistenza, una attività di produzione agricola o orticola,
compresi, in linea di principio, i terreni a frutteto, a vigneto e altre coltivazioni.
Titoli
I titoli sono strumenti finanziari che certificano l’esistenza di un debito dell’emittente verso il sottoscrittore. Sono
caratterizzati da una data di emissione e una di rimborso, da un tasso di interesse riconosciuto al sottoscrittore,
da una denominazione (valuta nazionale o estera). Nei conti finanziari vengono distinti in base alla durata
originaria (inferiore o superiore all’anno) e per soggetto emittente.
Valore di mercato
È il corrispettivo al quale un’attività (passività) può essere scambiata (estinta) in una libera transazione tra
parti consapevoli e disponibili. È detto anche fair value.
Per chiarimenti tecnici e metodologici
Michela Eugenia Pasetto
Paola Santoro
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