
(AGENPARL) – mer 08 gennaio 2025 COMUNICATO STAMPA n. 1/25
Lussemburgo, 8 gennaio 2025
Sentenza del Tribunale nella causa T-354/22 | Bindl/Commissione
Il Tribunale condanna la Commissione a risarcire i danni a un visitatore del
suo sito Internet della Conferenza sul futuro dell’Europa a causa del
trasferimento di dati personali negli Stati Uniti
Attraverso il collegamento ipertestuale «connettersi con Facebook», visualizzato sulla pagina Internet di EU
Login, la Commissione ha creato le condizioni che consentono di trasmettere l’indirizzo IP dell’interessato
all’impresa americana Meta Platforms
Un cittadino residente in Germania lamenta la violazione da parte della Commissione del diritto alla protezione dei
suoi dati personali in occasione della consultazione da parte sua, nel 2021 e nel 2022, del sito internet della
Conferenza sul futuro dell’Europa 1, gestito dalla Commissione. Più precisamente, egli si era registrato tramite
questo sito per l’evento «GoGreen», utilizzando il servizio di autenticazione EU Login della Commissione e
scegliendo l’opzione offerta di accedere utilizzando il suo account Facebook.
L’interessato ritiene che, in occasione delle sue consultazioni di tale sito Internet, taluni dati personali ad esso
appartenenti sarebbero stati trasferiti verso destinatari stabiliti negli Stati Uniti, in particolare il suo indirizzo IP
nonché informazioni sul suo browser e sul suo terminale.
In effetti, da un lato, questi dati sarebbero stati trasferiti alla società americana Amazon Web Services, in qualità di
gestore della rete di diffusione di contenuti denominata Amazon CloudFront, che sarebbe utilizzata dal sito Internet
in questione. Dall’altro lato, quando si è registrato all’evento «GoGreen» utilizzando il suo account Facebook, questi
dati sarebbero stati trasferiti alla società americana Meta Platforms, Inc.
Orbene, secondo l’interessato, gli Stati Uniti non hanno un livello di protezione adeguato. Tali trasferimenti
avrebbero dato luogo ad un rischio di accesso ai suoi dati da parte dei servizi americani di sicurezza e di intelligence.
La Commissione non avrebbe menzionato alcuna delle garanzie adeguate idonee a giustificare tali trasferimenti 2.
Egli chiede, a tale titolo, il versamento di 400 euro come risarcimento del danno morale che avrebbe subito a causa
dei trasferimenti controversi.
Egli chiede altresì l’annullamento dei trasferimenti dei suoi dati personali, di constatare che la Commissione si è
illegittimamente astenuta dal prendere posizione su una richiesta di informazioni e di condannare la Commissione a
versargli un importo di 800 euro a titolo di risarcimento del danno morale che egli avrebbe subito a causa della
violazione del suo diritto di accesso alle informazioni.
Il Tribunale respinge la domanda di annullamento in quanto irricevibile e decide che non vi è più luogo a statuire
sulla domanda per carenza. Il Tribunale respinge altresì la domanda di risarcimento fondata sulla violazione del
diritto di accesso alle informazioni, ritenendo che manchi il danno morale lamentato.
Per quanto riguarda la domanda di risarcimento fondata sui trasferimenti di dati controversi, il Tribunale respinge
Direzione della Comunicazione
Unità Stampa e informazione curia.europa.eu
tale domanda quanto ai trasferimenti di dati attraverso Amazon CloudFront.
In effetti, il Tribunale ha concluso che, durante una delle connessioni contestate, i dati non sono stati trasferiti negli
Stati Uniti ma, in base al principio di prossimità 3, a un server 4 situato a Monaco, in Germania. In base al contratto
stipulato tra la Commissione e il gestore di Amazon CloudFront, la società lussemburghese Amazon Web Services,
quest’ultima doveva garantire che i dati rimanessero a riposo e in transito in Europa.
Per quanto riguarda un’altra connessione, è stato l’interessato stesso a far sì che venisse inviata, tramite il
meccanismo di instradamento di Amazon CloudFront, verso server negli Stati Uniti. Infatti, a causa di un
aggiustamento tecnico, questi era apparentemente localizzato negli Stati Uniti.
Per contro, per quanto riguarda l’iscrizione dell’interessato all’evento «GoGreen», il Tribunale ritiene che la
Commissione abbia creato, attraverso il collegamento ipertestuale «connettersi con Facebook» visualizzato sulla
pagina Internet di EU Login, le condizioni che consentono di trasmettere l’indirizzo IP dell’interessato a Facebook.
Tale indirizzo IP costituisce un dato personale che, tramite detto collegamento ipertestuale, è stato trasmesso a
Meta Platforms, impresa con sede negli Stati Uniti. Tale trasferimento deve essere imputato alla Commissione.
Orbene, al momento del trasferimento, vale a dire il 30 marzo 2022, non esisteva alcuna decisione della
Commissione che constatasse che gli Stati Uniti garantivano un livello adeguato di protezione dei dati personali dei
cittadini dell’UE. Inoltre, la Commissione non ha dimostrato, o anche solo dedotto, l’esistenza di una garanzia
adeguata, in particolare di una clausola standard di protezione dei dati o di una clausola contrattuale 5. La