
(AGENPARL) – mer 20 novembre 2024 “È notizia di queste ore la proposta della *UISP di Alba-Bra, *gestore
della *Piscina* *Comunale di Ciriè (TO)*, che in ottica di rinnovo della
convenzione vorrebbe destinare parte dell’orario di apertura alla
frequentazione di sole donne, per *’creare quel se sono di complicità
femminile tipico degli Hammam’,* come scritto nella proposta stessa. Un
progetto che ci auguriamo il Consiglio Comunale rigetterà senza remore”,
così *Claudio Desirò*, *Segretario di Italia Liberale e Popolare,* commenta
la polemica scaturita dalla proposta.
“L’*integrazione* dei cittadini stranieri residenti nel nostro Paese deve
passare da un processo di *inclusione* che non può piegarsi ai *precetti
religiosi* di una fede oscurantista che vede la *donna come essere umano di
serie B*. La nostra società civile non può da un lato proseguire sul
percorso di uguaglianza, lotta al patriarcato, vero o presunto che sia, e
contrasto al fenomeno della violenza sulle donne e dei femminicidi, ed al
contempo genuflettersi ai dogmi di *segregazione* della donna tipici
dell’Islam”, prosegue *Desirò*.
“Un *impianto sportivo*, a maggior ragione pubblico, come la piscina
comunale di Ciriè, deve accogliere tutte le persone che vogliono fare
attività sportiva, senza distinzione di sesso, etnia o religione
professata: questa è inclusione e l’integrazione di coloro che sono ancora
legati a retaggi di un trapassato remoto ed oscurantista, deve passare
attraverso l’accettazione di questa *uguaglianza trasversale*” aggiunge
*Desirò*.
“L’*Unione Italiana Sport per Tutti*, in uno stato di delirio ideologico
che ha già portato a proposte simili in altri comuni, vorrebbe creare negli
impianti pubblici da lei gestiti delle sacche in cui si possano
seguire dei *precetti
religiosi* lontani dal buon senso, distanti dal concetto di società aperta
ed inclusiva e contrastanti con la stessa Costituzione del nostro
Paese. Il *processo
di islamizzazione* che la UISP vorrebbe fare nei nostri impianti sportivi
deve essere fermato: l’inclusione non passa dal rendersi supini alla
segregazione della donna voluto dai mussulmani”, conclude *Desirò*.