
(AGENPARL) – gio 14 novembre 2024 Blackface e scarsa presenza di donne di colore in TV
Il manager Nicola Paparusso lancia un appello per una maggiore integrazione
In teatro, nel cinema e in televisione si sente spesso parlare di blackface
ovvero dipingersi il viso per imitare, in modo spesso caricaturale e
offensivo, persone di colore. Questa è una delle tante azioni
discriminatorie che, un tempo ma anche oggi, si insinuano nel settore
artistico del nostro Paese. Contrariamente a quanto succede negli Stati
Uniti dove Oprah Winfrey è definita la “Regina di tutti i media” ed è
considerata una delle donne più potenti al mondo o in Gran Bretagna dove
Bridgerton, la serie TV di Netflix, celebra il blind-color casting che onora
valori come la diversità e l?inclusività, in Italia chi non ha un fenotipo
bianco raramente ha un ruolo da protagonista nei palinsesti televisivi, nei
film e sul palcoscenico. In questo contesto l?universo femminile è ancora
meno rappresentato di quello maschile, soprattutto nella televisione
pubblica e in quella privata dove sono praticamente assenti conduttrici,
inviate e opinioniste di colore. Come se la cultura e l?informazione non
fosse nel loro DNA. Non è un caso quindi che su Instagram sia stata lanciata
la campagna #CambieRai per denunciare il razzismo e il sessismo presenti
nella TV di Stato.
Ad evidenziare questo spazio vuoto è Nicola Paparusso, produttore
cinematografico e manager di alcune celebrità tra le quali il TikToker Khaby
Lame, inserito da Forbes tra i Top Creators mondiali del 2024. Vanta inoltre
collaborazioni con star del cinema come Will Smith, Ryan Gosling, Kevin Hart
ed è amico di Robert Redford. Proprio in base alla sua esperienza
all?estero, Paparusso si chiede: ?In Italia alcune fiction, film o
pubblicità così come la moda hanno rappresentanze black, mentre le
trasmissioni televisive no. Per quale ragione le donne afrodiscendenti non
possono avere un ruolo da protagoniste nei palinsesti TV? ?.
D?altronde il monitoraggio sulla rappresentazione della figura femminile
nella programmazione Rai è realizzato in ottemperanza a quanto previsto dal
Contratto di Servizio 2018-2022, ancora vigente nel 2024, che obbliga
l?Azienda ad assicurare nell?ambito dell?offerta complessiva, diffusa su
qualsiasi piattaforma e con qualunque sistema di trasmissione, la più
completa e plurale rappresentazione dei ruoli che le donne svolgono nella
società, nonché la realizzazione di contenuti volti alla prevenzione e al
contrasto della violenza in qualsiasi forma nei confronti delle donne.
Questo Contratto di Servizio richiede altresì alla Concessionaria di
realizzare un monitoraggio che consenta di verificare sia la
rappresentazione non stereotipata del ruolo della donna e della figura
femminile nei diversi ambiti della società, sia di verificare il rispetto
della parità di genere nella programmazione complessiva.
Allora perché le donne di colore non hanno un ruolo nei palinsesti
televisivi italiani? ?Perché? ? evidenzia Paparusso ? ?La TV nel nostro
Paese è il riflesso di una parte preponderante della società. Per capire
meglio il problema basta guardare i programmi francesi o inglesi. In quei
paesi l?inclusione ha una storicità rilevante e le persone di colore coprono
ruoli di primaria importanza sia nella società sia in televisione?. Secondo
il manager internazionale, infine, ?Permettere agli afrodiscendenti di
assumere un ruolo di primo piano nell’industria italiana dei media significa
sia acquisire nuovi talenti con una visione più aperta del presente sia
offrire al pubblico l’opportunità di immedesimarsi con persone che hanno
background simili?.
Nicola Paparusso
Nato a Lecce, consegue la Laurea in Scienze Politiche e la Laurea Magistrale
in Scienze dell?Amministrazione alla Federico II di Napoli. Cavaliere
dell?Ordine al Merito della Repubblica Italiana e Donato di Devozione del
Sovrano Militare Ordine di Malta, durante la XV Legislatura è Consigliere
Legislativo del Presidente della Commissione Difesa del Senato e, nella
successiva, del Presidente della Delegazione Italiana presso l?Assemblea
Parlamentare della NATO. È autore dei romanzi L?infiltrato e Caffè Corretto
e nel 2008 vince il Premio Letterario ?Approdi d?Autore?. Nel 2014, con il
saggio di sociologia Angeli Assassini, accede alla rassegna letteraria
?Libri nel borgo antico? insieme ai più grandi autori del panorama italiano.
È inoltre fondatore di African Fashion Gate, che ha come Presidente Onorario
Makaziwe Mandela figlia del Premio Nobel per la Pace Nelson Mandela, e
ideatore del Premio La Moda Veste la Pace che negli anni è stato assegnato
agli stilisti Valentino Garavani, Giorgio Armani, Vivienne Westwood, alla
band Simple Minds, alla fashion icon Naomi Campbell e ad altri illustri
personaggi.
Produttore e regista, è stato socio del celebre Gian Carlo Nicotra con il
quale ha scritto e prodotto diversi programmi televisivi di alto livello.