(AGENPARL) - Roma, 23 Ottobre 2024 - (AGENPARL) – mer 23 ottobre 2024 Arno, tappa finale per la cassa d’espansione Pizziconi, Giani e Monni:
“Opera straordinaria”
Scritto da Lorenza Berengo, mercoledì 23 ottobre 2024 alle 15:58
I tre monoliti di cemento armato spinti sotto l’Autostrada A1 Milano –
Napoli segnano di fatto la chiusura della fase cruciale del cantiere che
realizza la cassa di espansione Pizziconi, i cui lavori sono cominciati a
marzo del 2021 e che saranno definitivamente conclusi entro il primo
trimestre del 2025.
Il sistema di laminazione di Figline, uno dei principali a difesa dal
rischio alluvioni per la città di Firenze, fa dunque un passo avanti
fondamentale e questa mattina il presidente Eugenio Giani e l’assessore
alla Protezione civile e difesa del suolo Monia Monni hanno fatto un
sopralluogo per constatarne gli sviluppi e le tappe finali. Con loro anche
il sindaco di Figline e Incisa Valerio Pianigiani.
La realizzazione del lotto 2 (l’importo dell’intervento è di 13milioni e
300mila euro), oggetto del sopralluogo, permetterà l’entrata delle acque
di piena dell’Arno nei due moduli e quindi la messa in funzione della cassa
realizzata con il lotto 1.
“Questo – ha detto Giani- è l’esempio che ci spiega che nel tratto
dell’Arno fra Pontassieva e Firenze, se dovesse succedere qualcosa, abbiamo
3 milioni e 100 mila metri cubi in più di acqua che invece di uscire fuori
dal fiume, vengono canalizzati in una vasca di espansione.Tutto questo è
stato reso possibile grazie al lavoro di grande ingegneria dell’opera che
vediamo oggi, che consente all’acqua di trovare sfogo nella campagna di
Pizziconi. È la prima delle aree di laminazione ma è importantissima. Se
ci fosse un’emergenza l’Arno può già essere controllato. E’ un intervento
da oltre 13milioni di euro che consente di dare una risposta concreta e
stamani ufficialmente possiamo far vedere ai nostri cittadini come i lavori
sono andati avanti”. Giani ha poi sottolineato come il lavoro fatto sotto
l’autostrada dove sono stati spinti i tre monoliti favorisca l’allargamento
della A1 “Ci sono già le assi per poter sostenere una terzia corsia – ha
spiegato-. La Società autostrade che la svilupperà da Incisa, dove sono
già in corso i cantieri, a lValdarno e poi verso Roma, qui troverà già
un vantaggio”
Per invasare i 3,8 milioni di metri cubi che è la totale capacità della
cassa Pizziconi, manca un ultimo tassello, il ‘terzo modulo’ già a gara
(l’importo è di 3milioni 200mila euro fondi Fsc) che verrà realizzato a
monte di quello già realizzato. Si tratta di un nuovo argine parallelo
alla linea ferroviaria Alta Velocità, opera di connessione fra il modulo
due e il modulo tre e dell’elettrificazione delle paratoie del reticolo
minore e dell’opera di presa della cassa di espansione.
“Oggi verifichiamo lo stato di avanzamento dell’intervento. Sono lavori
assai complessi, – ha proseguito l’assessora Monni- di un’ opera di
ingegneria straordinaria. Stiamo sostanzialmente realizzando il rubinetto
della cassa di espansione di Pizziconi che è già collaudata e in
funzione, ma con questo sistema, fatto da sei monoliti in cemento armato di
16 metri per 5, l’ingresso nella cassa potrà essere regolato a seconda del
bisogno fino 3 milioni e 100 metri cubi di acqua. La Cassa di di Pizziconi
è parte di un complesso di opere a difesa dell’abitato fiorentino, che
comprende altre 4 casse di espansione nella zona del Valdarno fiorentino,
il rialzo della Diga di Levane, gli argini provvisori lungo il tratto
dell’Arno nel centro storico fiorentino, aggiungendosi già a Bilancino che
oltre a fornire l’acqua a tutta l’areametropolitana fiorentina, svolge
un’attività di laminazione potendo invasare fino 25milioni di metri cubi.
Come diciamo da sempre – ha aggiunto Monni- e con più forza dal 2 novembre
scorso, le opere sono fondamentali ma non bastano più a difendere la
popolazione. La crisi ambientale in corso determina una condizione
meteorologica estrema, ma non più rara. Accanto alle opere dunque è
necessario il coinvolgere i territori e i cittadini. In nuova visione della
gestione del territorio, ci devono stare i piani urbanistici, il sistema
fognario, per rendere sempre di più le città resilienti a questi nuovi
fenomeni”.
E sulla tempestività degli interventi Monni sottolinea la necessità di
mettere mano al sistema normativo della realizzazione delle opere
idrauliche, soprattutto nei territori particolarmente fragili e quelli
colpiti dalle alluvioni.“In questo paese – ribadisce- sono troppo lunghi
i tempi di autorizzazione delle opere, ad esempio il sopralzo della diga di
Levane è ancora fermo al Mase per la sua autorizzazione pur essendo
un’opera strategica fondamentale per la nostra regione. Non è possibile
che in questo paese per realizzare un’opera di difesa di una comunità e di
un territorio si debba sottostare alla stessa burocrazia che si usa per
fare una lotizzazione”.
L’obiettivo del complesso progetto di ingegneria civile è stato, prima di
tutto, quello di aver ridotto al minimo se non annullare i periodi di
chiusura dell’autostrada direttamente coinvolta nella costruzione dei tre
scatolari di sotto attraversamento per il collegamento del Fiume Arno con
le aree della cassa di espansione. Con la tecnica dello spingitubo sono
stati costruiti sul posto tre monoliti in cemento armato delle dimensioni
di 15 metri per 6, che sono stati inseriti all’interno della piattaforma
autostradale per mezzo di appositi martinetti idraulici. L’ingresso delle
acque di piena dell’Arno verrà regolato da tre paratie metalliche che
potranno essere gestite da remoto attraverso un sistema di telecontrollo.
“Quello di oggi- ha concluso Valerio Pianigiani-, è un momento importante
in cui possiamo finalmente intravedere la conclusione di un’opera
strategica per la sicurezza idraulica non solo del nostro comune, ma
dell’intera area fiorentina. Tuttavia, dobbiamo anche considerare che i
lavori in corso stanno limitando significativamente l’utilizzo di ampie
porzioni del nostro territorio. Finché il sistema non entrerà
completamente in funzione, rimangono aree dove non è possibile sviluppare
attività o pianificare investimenti. Questo ha chiaramente generato
aspettative tra i nostri cittadini che sperano di vedere al più presto il
ritorno alla normalità, con la possibilità di tornare ad essere una zona
attrattiva per gli investimenti, per nuove iniziative imprenditoriali e per
le aziende agricole. Ora più che mai, è essenziale mantenere alta
l’attenzione affinché i lavori possano concludersi rispettando le scadenze
previste e restituendo la piena operatività al nostro territorio. Solo
così potremo tornare a valorizzarne al meglio le potenzialità garantendo
sicurezza e nuove opportunità di sviluppo.”
La cassa di Pizziconi è un intervento previsto dal Piano stralcio relativo
alla riduzione del rischio idraulico del bacino del fiume Arno (D.P.C.M.
01/12/2022) per la riduzione del rischio idraulico lungo il fiume Arno. Il
soggetto gestore è la Regione Toscana, attraverso il Genio Civile
Valdarno.
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