
(AGENPARL) – gio 03 ottobre 2024 COMPARTO BUFALINO, COLDIRETTI LAZIO: ASSESSORE CONVOCHI SUBITO
TAVOLO DI CRISI CON LA PRESENZA DEL CONSORZIO DI TUTELA MOZZARELLA
DOP
Granieri: “Servono subito 15 milioni per salvare le aziende e polverizzare il latte congelato”
Prezzo in discesa rapida per il latte bufalino e contratti disdetti, stanno mettendo in seria difficoltà le
aziende che operano nel comparto. “Un settore in forte crisi – spiega il presidente di Coldiretti Lazio,
David Granieri – servono subito 15 milioni di euro da destinare agli allevatori e per la polverizzazione
del latte congelato. Citeremo in giudizio, utilizzando la legge sulle pratiche sleali, come è accaduto per
il gruppo Lactalis, le aziende che hanno disdetto unilateralmente i contratti di fornitura”.
Un settore, quello bufalino, tra i più strategici del Lazio, che in Italia è la seconda regione, dopo la
Campania, per numero di aziende, con oltre 600 allevamenti e più di 91 mila capi di bestiame.
“E’ fondamentale procedere ad una maggiore valorizzazione della mozzarella di bufala Dop prodotta
nel Lazio – prosegue Granieri – e dei sottoprodotti. Bisogna fare attenzione anche agli allevamenti di
bufala mediterranea, cioè quelle che in realtà non sono nate in Italia e il loro latte non può essere
destinato alla realizzazione della mozzarella Dop. La genetica rappresenta un elemento di valore e va
preservata”.
Tutti questi fattori contribuiscono a determinare un abbassamento del prezzo del latte alla stalla,
mettendo a rischio il futuro delle aziende che operano in questo settore.
Proprio la scorsa settimana la Coldiretti Lazio aveva lanciato l’sos alla Regione Lazio scrivendo
all’assessore all’Agricoltura e al Bilancio, Giancarlo Righini, per chiedere una maggiore valorizzazione
della mozzarella di bufala campana Dop, il ripristino della qualità del prodotto, vietando tecniche che
prevedono l’utilizzo del fusore, definire il prezzo del latte alla stalla, ripristinando la stagionalità e dare
attenzione ai prodotti sottocosto proposti dalle Grande Distribuzione Organizzata.
“Non possiamo permetterci di mettere a rischio i nostri allevamenti – conclude Granieri – e i loro
prodotti di eccellenza. Ed è quello che accadrà se la Regione non interverrà con urgenza a sostegno di
un settore già fortemente compromesso da una serie di problematiche, che rendono necessario definire
il prezzo del latte alla stalla e il ripristino della qualità del prodotto, vietando tecniche come l’utilizzo
del fusore. Questo strumento, infatti, diminuisce la quantità di latte utile per la lavorazione,
restringendone i tempi, ma di conseguenza aumenta la quantità di latte congelato”.
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