
(AGENPARL) – sab 07 settembre 2024 *Comunicato Stampa*
*Rinnovo del CCNL UNEBA, prosegue anche a Padova la mobilitazione verso lo
sciopero nazionale*
*Martedì 10 settembre, alle 11.00, presidio di FP Cgil, Cisl FP, Fisascat
Cisl, Uil FPL e Uil TuCS davanti alla sede dell’OIC di via Toblino 53 a
Padova*
Nonostante una inconcludente e snervante trattativa che dura da mesi tra
sindacati e parti datoriali e a più di 4 anni dall’ultimo rinnovo – ovvero
dai tempi dell’esplosione della pandemia legata al Covid – le lavoratrici e
lavoratori delle Istituzioni dei settori socioassistenziale, sociosanitario
ed educativo UNEBA, sono ancora in attesa del rinnovo del loro Contratto
Collettivo Nazionale.
Una situazione insostenibile che si protrae da mesi e che ha portato FP
Cgil, Cisl FP, Fisascat Cisl, Uil FPL e Uil TuCS a proclamare una
mobilitazione nazionale, costituita da presidi e assemblee territoriali,
che porterà allo sciopero nazionale indetto per il prossimo 16 settembre.
Una mobilitazione che è passata anche per il Veneto, con presidi in quasi
tutte le sue province, e che *martedì 10 settembre, alle 11.00, sarà in
scena anche a Padova, con un presidio davanti all’OIC (Opera Immacolata
Concezione) di via Toblino 53.*
“La* trattativa per il rinnovo del CCNL Uneba – fanno sapere i sindacati –*
è giunta ad un vero e proprio stallo nonostante il Contratto sia scaduto da
ben 53 mesi. Le ragioni di questa impasse sono dovute principalmente agli
irricevibili aumenti contrattuali proposti dalle organizzazioni datoriali,
consistenti in 50 euro lordi (35 netti) a valere sulle annualità 2020,
2021, 2022, 2023, per di più riassorbibili da eventuali accordi
territoriali successivi. Una cifra assolutamente insufficiente a compensare
la perdita del potere di acquisto dei salari dovuta alla forte inflazione
degli ultimi anni. È giusto ricordare che si tratta di lavoratrici e
lavoratori che si occupano dei soggetti più fragili della società: anziani,
non autosufficienti, disabili. Non è accettabile che i loro stipendi, già
bassi, non consentano loro di vivere dignitosamente, inducendoli spesso a
dimettersi per cercare di trovare lavoro in strutture dove vengono
applicati contratti più remunerativi. Vogliamo un rinnovo che migliori le
loro condizioni, e finché non lo otterremo non smetteremo la mobilitazione!”
*Si allega la locandina della mobilitazione*