
(AGENPARL) – lun 26 agosto 2024 Mozione di Meloni (Pd)
(Acs) Perugia, 26 agosto 2024 – “La Regione intervenga quanto prima
nell’individuare le aree non idonee per gli impianti eolici industriali in
Umbria, al fine di evitare l’assalto in corso in questi mesi”. Così la
capogruppo del Pd in consiglio regionale, Simona Meloni, presentando una
mozione in relazione “al proliferare di progetti di eolico industriale che
prendono di mira i luoghi sensibili del nostro territorio, creando tensioni e
preoccupazioni tra le comunità e i cittadini”.
“La transizione da fonti rinnovabili – spiega Meloni – è sempre più
rilevante anche nelle politiche europee, a fronte di una crisi climatica
senza precedenti. In questo periodo di transitorietà della normativa
l’Umbria, come molte altre regioni italiane, è oggetto di presentazione di
sei progetti che porterebbero alla creazione di 60 pale eoliche di grande
taglia (180 – 200 metri) da installare anche in aree di pregio
paesaggistico e naturalistico. Il paesaggio umbro però – continua Meloni
– non solo è un patrimonio estetico ma costituisce un elemento
identitario, un volano economico per il turismo che è una delle risorse
principali della nostra regione. La realizzazione di impianti eolici
industriali di grandi dimensioni, come quelli previsti in Umbria,
comporterebbe l’alterazione significativa e irreversibile del territorio.
La costruzione di strade, piazzole di servizio e infrastrutture di
collegamento provocherebbe la perdita di biodiversità, frammentazione degli
ecosistemi e la deturpazione di paesaggi unici come i crinali montuosi
dell’Appennino umbro marchigiano”.
“C’è poi – prosegue Meloni – la variabile ‘usi civici’. Gran parte
di questi terreni sono interessati da questo fenomeno e la conseguente
variazione di destinazione d’uso della Regione, senza una generale
consultazione pubblica, sarebbe molto lesiva della trasparenza e dei diritti
delle comunità locali. Il pregiudicare l’ambiente di questi luoghi
potrebbe essere anche determinante nel loro sviluppo secondo un modello
identitario da più parti intrapreso. Per questo serve, da parte della
Regione, una moratoria temporanea sui nuovi progetti eolici e una garanzia di
partecipazione attiva delle comunità locali nei processi decisionali
attraverso incontri pubblici, consultazioni e inchieste pubbliche sia in
tutte le fasi autorizzative del processo, sia nella formazione della legge
regionale di pianificazione delle aree idonee e, soprattutto, di quelle non
idonee. Se in questo gioca un ruolo attivo il Ministero dell’Ambiente e
della Sicurezza energetica (Mase), è alla Regione che spetta, appunto, il
compito fondamentale, come previsto dal decreto legislativo 2021/199, e dal
recente decreto ministeriale 21 giugno 2024 (approvato con quasi tre anni di
ritardo), di identificare le aree in questione, contemperando tutti gli
interessi pubblici in gioco, compresi quelli della salvaguardia del
patrimonio paesaggistico e culturale e della biodiversità. Occorre anche un
piano che valorizzi le alternative energetiche con meno impatto ambientale, e
che in sede di burden sharing distribuisca su tutto il territorio regionale
l’apporto al conseguimento dell’obiettivo complessivo di potenza da
rinnovabili di 1.756 MW richiesto all’Umbria al 2030 dal decreto del 21
giugno 2024. La partita che si sta giocando è importante e va oltre i
confini regionali. Per questo – conclude – servirebbe un comitato
interregionale permanente tra Umbria e Marche, per monitorare e valutare gli
impatti dei progetti eolici industriali proposti”. RED/dmb
link alla notizia: http://consiglio.regione.umbria.it/node/79015