(AGENPARL) - Roma, 19 Settembre 2023 - (AGENPARL) – mar 19 settembre 2023 Domenica 24 settembre, giorno del patrono della città, musei aperti e gratuiti per un viaggio nella storia più antica di Pesaro. Nell’offerta di Pesaro 2024 anche due speciali visite guidate a Palazzo Mosca e al Museo Nazionale Rossini
SAN TERENZIO AI MUSEIDomenica 24 settembre si festeggia San Terenzio patrono di Pesaro.
In centro sono tante le ‘tracce’ del santo che fu il primo vescovo della città dove morì il 24 settembre 247. Iconografie di Terenzio si trovano ai Musei Civici di Palazzo Mosca, al Museo Diocesano, in Cattedrale, nella chiesa di sant’Agostino e al Santuario della Madonna delle Grazie. In particolare ai Musei Civici, è la sala Bellini ad ospitare ‘versioni’ diverse del santo: nella Pala dell’Incoronazione della Vergine, Terenzio compare alla base del pilastro destro; è poi presente nella tavola di Giovanni Antonio Bellinzoni da Pesaro che costituiva il coperchio del sarcofago del santo, in questo caso non più vestito da guerriero ma giovane in ricche vesti con un libro e la palma del martirio; è poi raffigurato nell’affresco che ritrae i santi Germano e Decenzio accanto a Terenzio.
Per l’occasione ingresso gratuito nelle sedi di Pesaro Musei (Palazzo Mosca-Musei Civici, Sonosfera®, Casa Rossini, area archeologica di via dell’Abbondanza, area archeologica e antiquarium di Colombarone, Museo Archeologico Oliveriano, Museo della Bicicletta, Centro Arti Visive Pescheria con la mostra di Lucio Dalla).
E poi due attività pomeridiane.
Domenica 24 settembre aperti al pubblico anche il Museo Diocesano e la chiesa del Nome di Dio con orario 9.30-12.30/16.00-19.00, ingresso gratuito. All’interno degli spazi suggestivi del museo di Palazzo Lazzarini, i visitatori potranno scoprire alcune testimonianze archeologiche, storiche e artistiche, collegate alla figura del patrono di Pesaro come l’urna ottocentesca che conserva le antiche vesti del santo. Rimosse e sostituite nel corso della ricognizione canonica del 1818 sotto il vescovo Andrea Mastai Ferretti, furono successivamente donate al patrizio pesarese Luigi Vatielli che fece realizzare la teca in legno di noce con decorazioni in lamina d’argento.
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