(AGENPARL) - Roma, 24 Luglio 2023 - (AGENPARL) – lun 24 luglio 2023 Comunicato Stampa
Un 2022 positivo per le imprese delle province di Pisa, Massa-Carrara
e Lucca. Le attese sul 2023 orientate ad un cauto ottimismo
Crescono fatturati e occupazione. Le attese per 2023 restano positive. Preoccupano inflazione,
fiacchezza della domanda, problemi di liquidità aziendale ma anche le difficoltà a reperire il
personale.
Viareggio, 24 luglio 2023. Nel 2022 quasi 6 imprese su 10 delle province di Lucca, Massa-Carrara
e Pisa segnalano un aumento di fatturato rispetto all’anno precedente mentre solo 2 su 10 hanno
subito una riduzione. La situazione è migliore nel settore industriale, con 7 imprese su 10 che
hanno avuto aumenti di fatturato e tra le artigiane (66%) mentre nei servizi non si va oltre il 52%.
Si tratta di una crescita favorita da una buona dinamica della domanda (nazionale e
internazionale) e, solo in parte, dal rialzo dei prezzi – fenomeno che ha riguardato circa il 50%
delle imprese. L’85% delle attività dell’area hanno subito rincari di costo imputabili al caro materie
prime e prodotti energetici. Meno netta, ma positiva, la dinamica occupazionale: 23 imprese su
100 hanno aumentato i propri organici a fronte di 13 che, invece, li hanno ridotti. A dirlo sono i
dati emersi da “ClimaImpresa 2023”, il primo sondaggio realizzato dalla Camera di Commercio
della Toscana Nord-Ovest, in collaborazione con l’Istituto di Studi e Ricerche, nel periodo 14-25
giugno 2023, presso 260 imprese delle province di Lucca, Massa-Carrara e Pisa per verificare
dinamiche e tendenze del sistema produttivo.
Le attese per il 2023 restano orientate all’ottimismo: il fatturato delle aziende delle tre province è
atteso in crescita nel 44% dei casi, risulta stabile per 1 impresa su 3 (era 1 su 5 nel 2022) mentre
un 25% si attende una contrazione. Chiamate a fornire indicazioni in merito all’evoluzione del
proprio mercato di riferimento le aziende si mostrano però molto meno ottimiste: a fronte di un
26% che prevede una crescita un altro 31% si aspetta invece un peggioramento. Le attese sono
condizionate dalla preoccupazione delle imprese per l’aumento dei costi di produzione (segnalato
da circa 2 imprese su 3), ma anche dall’indebolimento della domanda (segnalato dal 35% delle
aziende) e da possibili problemi di liquidità (segnalati dal 26%).
“I dati emersi dal sondaggio “ClimaImpresa 2023” – afferma il Presidente della Camera di
Commercio Toscana Nord-Ovest, Valter Tamburini – confermano il buon momento dell’economia
delle province di Lucca, Massa-Carrara e Pisa anche per il 2023. Tuttavia non dobbiamo
sottovalutare la preoccupazione espressa dalle imprese non solo per il continuo aumento dei costi
ma anche per l’indebolimento della domanda. E’ quindi necessario – prosegue Tamburini – attivare
tutte quelle iniziative che, pur all’interno di un quadro di finanza pubblica molto complesso,
puntino a stimolare la domanda interna e a ridurre la pressione sul fronte dei costi. La Camera di
Commercio della Toscana Nord-Ovest, per quanto di competenza, continua ad impegnarsi per
sostenere le imprese sul fronte della formazione, dei contributi ma anche con servizi di
accompagnamento che le aiutino a crescere sui mercati esteri.”
Camera di commercio della Toscana Nord-Ovest
www.tno.camcom.it
Di seguito i risultati dell’indagine per le province di Lucca, Massa-Carrara e Pisa.
Indagine “ClimaImpresa 2023” in provincia di Lucca
1
Buono l’andamento del fatturato delle imprese nel 2022
Nel 2022 il 59% delle imprese intervistate della provincia di Lucca ha registrato un aumento del
fatturato rispetto all’anno precedente, e più nello specifico quasi il 40% con variazioni a doppia
cifra percentuale, a fronte di un 18% che, invece, ha subito una riduzione ed un 22% per il quale il
giro d’affari è rimasto stabile. Il saldo aumenti-diminuzioni risulta quindi positivo e si assesta al
Andamento del fatturato nel 2022 delle imprese della provincia di Lucca rispetto all’anno
precedente
È importante sottolineare come questo aumento sia stato favorito da una buona dinamica della
domanda nazionale e internazionale, e solo in parte da un ritocco all’insù dei prezzi di vendita, a
causa dal caro materie prime ed energia. Sono infatti state molte di più le imprese che hanno
subito aumenti dei costi di produzione, rispetto a quelle che hanno ritoccato i listini. Sebbene
dall’indagine non sia possibile misurare il differenziale ricavi-costi è abbastanza pacifico ritenere
che in linea generale questo sia stato negativo, andando ad incidere sulle marginalità delle
aziende.
Se, come abbiamo visto, la dinamica del fatturato è stata molto positiva, dall’indagine emerge
invece come siano stati pochi i riflessi sull’occupazione: il 61% delle imprese ha evidenziato una
stazionarietà nel numero di occupati rispetto all’anno precedente. L’aumento occupazionale ha
riguardato invece il 25% delle attività, mentre per il 14% si è verificata una riduzione segnando un
saldo positivo per 11 punti percentuali.
Ampia la “forbice” costi di produzione-prezzi di vendita in provincia di Lucca
Riguardo ai costi, l’88% delle imprese lucchesi ha dovuto far fronte al loro aumento, mentre per
un 10% vi è stata una sostanziale stabilità rispetto all’anno precedente. Sul fronte dei listini, il 53%
delle imprese locali dichiara di averli aumentati mentre il 45% li ha mantenuti stabili.
Evoluzione dei costi di produzione e dei prezzi di vendita nel 2022 delle imprese della provincia
di Lucca rispetto all’anno precedente
2
Le attese delle imprese lucchesi sul 2023 orientate ad un cauto ottimismo
Il clima di fiducia sul 2023 sembra orientato al sereno. In linea generale, infatti, gli “ottimisti”
superano i “pessimisti”: il 46% degli operatori lucchesi prevede, infatti, per il 2023 un aumento del
fatturato della propria impresa, a fronte di un 23% che ne prevede, invece, una riduzione mentre
il restante 30% si attende di mantenere il livello del 2022. Il saldo aumenti-diminuzioni è positivo
per 23 punti percentuali.
Previsioni sull’andamento del fatturato nel 2023 delle imprese della provincia di Lucca rispetto
all’anno precedente
L’ottimismo sulle prospettive della propria azienda rispetto al 2023 cambia allorquando le
previsioni si estendono al proprio mercato di riferimento: il 35% delle imprese prevede un
peggioramento delle condizioni di mercato, contro un 20% che, invece, si attende un
miglioramento, portando il saldo miglioramento-peggioramento in terreno negativo (-15 punti
percentuali).
Previsioni sull’andamento del proprio mercato di riferimento nel 2023 delle imprese della
provincia di Lucca rispetto all’anno precedente
Le imprese della provincia di Lucca preoccupate per l’aumento dei costi, l’indebolimento della
domanda e le difficoltà di reperimento della manodopera
3
Tra le questioni che destano maggiore preoccupazione tra le imprese della provincia di Lucca,
l’indagine segnala al primo posto l’incremento dei costi e prezzi, avvertita come problematica dal
70% delle aziende. A seguire troviamo l’indebolimento della domanda nazionale e internazionale
(indicato dal 34% delle imprese) ed i problemi legati alla liquidità aziendale (indicato dal 22%).
Parallelamente a questo, però, si registra anche una diffusa difficoltà da parte delle imprese,
anche sul 2023, a trovare personale adeguato da immettere in azienda: criticità riscontrata da un
discreto 32% dei rispondenti della provincia.
Le preoccupazioni delle imprese della provincia di Lucca per il 2023
4
Indagine “ClimaImpresa 2023” in provincia di Massa-Carrara
Positiva l’evoluzione del fatturato delle imprese apuane nel 2022
Nel 2022 il 48% delle imprese intervistate della provincia di Massa-Carrara ha segnalato un
aumento del fatturato rispetto all’anno precedente con il 20% che ha registrato variazioni a
doppia cifra percentuale. Un 24%, invece, ha subito una riduzione del proprio giro d’affari mentre
per il restante 28% si registra una sostanziale stabilità. Il saldo aumenti-diminuzioni si attesta
quindi al 24%.
Andamento del fatturato nel 2022 delle imprese della provincia di Massa-Carrara rispetto
all’anno precedente
È importante sottolineare come la dinamica appena analizzata sia frutto di una crescita della
domanda (nazionale e internazionale), e solo in parte da un rialzo dei prezzi praticati. Infatti sono
state molte di più le imprese che hanno subito aumenti dei costi di produzione, rispetto a quelle
che hanno ritoccato i listini. Sebbene dall’indagine non sia possibile misurare il differenziale ricavi-
costi è plausibile ritenere che questo sia stato negativo, andando quindi ad intaccare i margini
delle imprese.
Se la dinamica del fatturato è stata positiva, dall’indagine emerge invece come siano stati più
contenuti i riflessi sull’occupazione: il 60% delle imprese ha infatti evidenziato una stazionarietà
nel numero di occupati rispetto all’anno precedente. L’aumento occupazionale ha riguardato
invece il 22% delle attività, mentre per il 18% si è verificata una contrazione, il saldo aumenti-
diminuzioni si mostra quindi solo leggermente positivo (+3 punti percentuali).
Le imprese della provincia di Massa-Carrara non riescono a scaricare gli aggravi di costo
Riguardo ai costi, il 91% delle imprese apuane ha dovuto far fronte al loro aumento mentre per
appena un 7% vi è stata una sostanziale stabilità rispetto all’anno precedente. Sul fronte dei listini
di vendita, il 57% delle imprese locali dichiara di averli aumentati mentre il 43% li ha mantenuti
stabili.
5
Evoluzione dei costi di produzione e dei prezzi di vendita nel 2022 delle imprese della provincia
di Massa-Carrara rispetto all’anno precedente
Perdono smalto le attese delle imprese apuane per il 2023
Anche se in peggioramento, il clima di fiducia sul 2023 si mantiene positivo. In linea generale,
infatti gli imprenditori apuani ottimisti superano i pessimisti: il 36% degli operatori prevede per il
2023 un aumento del fatturato della propria impresa a fronte di un 27% che ne prevede, invece,
una riduzione mentre un 37% si attende di mantenere il livello del 2022. Il combinato disposto di
queste evoluzioni porta il saldo, positivo, aumenti-diminuzioni a fermarsi a quota 9%.
Previsioni sull’andamento del fatturato nel 2023 delle imprese della provincia di Massa-Carrara
rispetto all’anno precedente
Il cauto ottimismo sui risultati della propria azienda scema ulteriormente allorquando le
prospettive riguardano l’evoluzione del proprio mercato di riferimento: il 37% delle imprese
prevede un peggioramento delle condizioni di mercato, a fronte di un 17% che, invece, si attende
un miglioramento, al punto che il saldo miglioramento-peggioramento risulta invece negativo per
ben 20 punti.
Previsioni sull’andamento del proprio mercato di riferimento nel 2023 delle imprese della
provincia di Massa-Carrara rispetto all’anno precedente
6
Le imprese apuane preoccupate per l’aumento dei costi, indebolimento della domanda e
problemi di liquidità
Le questioni che destano maggiore preoccupazione tra le imprese della provincia di Massa-
Carrara, l’indagine segnala al primo posto l’incremento dei costi e prezzi, sentita come
problematica dal 70% delle attività. A seguire troviamo l’indebolimento della domanda nazionale
e internazionale (indicato dal 38% delle imprese) ma anche i problemi legati alla liquidità
aziendale (indicato dal 26%). Contestualmente a questo, però, vi è un 18% di imprese locali che
dichiara di non riuscire a trovare personale adeguato da immettere in azienda.
Le preoccupazioni delle imprese della provincia di Massa-Carrara per il 2023
7
Indagine “ClimaImpresa 2023” in provincia di Pisa
Andamento del fatturato nel 2022
Nel 2022 il 61% delle imprese intervistate della provincia di Pisa ha registrato un aumento del
fatturato rispetto all’anno precedente, con 1/3 di imprese che ha segnato variazioni a doppia cifra
percentuale. Un ulteriore 20% ha invece subito una riduzione del proprio giro d’affari mentre per
un 19% si evidenzia stabilità. Il saldo aumenti-diminuzioni risulta quindi positivo assestandosi al
Andamento del fatturato nel 2022 delle imprese della provincia di Pisa rispetto all’anno
precedente
È importante sottolineare come questo aumento sia stato favorito dalla buona intonazione della
domanda nazionale e internazionale, e solo in parte dal ritocco dei listini, a loro volta sospinti dal
caro materie prime ed energia. Come vedremo, sono state molte di più le imprese che hanno
subito aumenti dei costi di produzione, rispetto a quelle che invece hanno ritoccato i listini.
Sebbene dall’indagine non sia possibile misurare il differenziale ricavi-costi è pacifico ritenere che
in linea generale questo sia stato negativo, andando quindi ad incidere sulla marginalità delle
aziende.
Se, come abbiamo visto, la dinamica del fatturato è stata molto positiva, dall’indagine emerge
invece come siano stati pochi i riflessi sull’occupazione: il 68% delle imprese ha evidenziato una
stazionarietà nel numero di occupati rispetto all’anno precedente. L’aumento occupazionale ha
riguardato invece il 22% delle attività, mentre per il 10% si è verificata una riduzione. In sintesi il
saldo percentuale (positivo) tra le imprese che hanno aumentato l’occupazione e quelle che
l’hanno ridotta si attesta a quota 11%.
Meno della metà delle imprese pisane è riuscita a ritoccare i propri listini
Riguardo ai costi, il 78% delle imprese pisane ha dovuto far fronte al loro aumento, per un 19% vi
è stata invece una sostanziale stabilità rispetto all’anno precedente. Sul fronte dei listini, solo il
42% delle imprese locali dichiara di averli aumentati, mentre il 55% li ha mantenuti stabili.
8
Evoluzione dei costi di produzione e dei prezzi di vendita nel 2022 delle imprese della provincia
di Pisa rispetto all’anno precedente
Buone le attese degli imprenditori pisani per il 2023
Il clima di fiducia sul 2023 è orientato al sereno. In linea generale, infatti gli ottimisti superano
abbondantemente i pessimisti. Il 45% degli operatori pisani prevede, per il 2023, un aumento del
fatturato a fronte di un 25% che ne prevede, invece, una riduzione e di un restante 30% che si
attende di mantenere il livello del 2022. Il saldo aumenti-diminuzioni tocca quindi il 20%.
Previsioni sull’andamento del fatturato nel 2023 delle imprese della provincia di Pisa rispetto
all’anno precedente
Questo ottimismo sui risultati della propria azienda è confermato anche per quanto riguarda il
proprio mercato di riferimento. Il 25% delle imprese prevede un peggioramento delle condizioni
di mercato, a fronte di un 36% che, invece, si attende un miglioramento, per cui il saldo
miglioramento-peggioramento resta positivo, ma per soli 11 punti.
Previsioni sull’andamento del proprio mercato di riferimento nel 2023 delle imprese della
provincia di Pisa rispetto all’anno precedente
9
Le imprese pisane preoccupate dalla dinamica dei costi, dalla domanda e problemi di liquidità
Per quanto concerne le questioni che destano maggiore preoccupazione tra le imprese locali,
l’indagine segnala al primo posto l’incremento dei costi e prezzi, questione sentita come
problematica dal 60% delle attività. A seguire troviamo l’indebolimento della domanda nazionale
e internazionale (indicato dal 35% delle imprese) ma anche i problemi legati alla liquidità
aziendale (indicato dal 30% dei rispondenti). Parallelamente a questo si registra tuttavia una
diffusa difficoltà da parte delle imprese a trovare personale adeguato da immettere in azienda:
una criticità riscontrata dal 26% dei rispondenti.
Le preoccupazioni delle imprese della provincia di Pisa per il 2023
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