
(AGENPARL) – ven 26 maggio 2023 E’ in corso da ieri pomeriggio a Colli del Tronto (Ascoli Piceno) il
*Congresso
Nazionale del Sindacato dell’Area radiologica SNR-Fassid.* Un evento che si
distingue per la grande partecipazione da tutta Italia e la voglia di
raccontarsi dei delegati, dei quadri sindacali, dei giovani Radiologi.
Medici, prima di tutto, che rivendicano il tempo di cura da dedicare ai
malati. Che chiedono alle istituzioni non maggiori risorse finanziarie,
(sono 6 volte che si sottoscrivono contratti ad invarianza di risorse), ma
tempo. Per il confronto coi colleghi, per le decisioni terapeutiche, per
interpretare un referto, cosa che non può fare una macchina, per quanto
intelligente sia. Tempo, diventato ancora più prezioso dopo la pandemia,
dopo la fuga dal sistema sanitario pubblico di chi doveva essere premiato
per aver combattuto, spesso a mani nude, e si è trovato invece a dover
rivendicare, o mendicare, di poter lavorare con ritmi adeguati, ora che la
paura è passata. E’ un po’ la storia di tutte le guerre e dei tanti fanti
dimenticati.
*Giulio Argalia (vice Segretario SNR e presidente del congresso) *apre i
lavori del Congresso *Il tempo delle scelte*. Titolo impegnativo, lo
definisce, perché le scelte in sanità sono state poche e spesso errate. “*Ora
siamo a Fort Alamo, il pessimismo dei camici bianchi è al massimo. Il 74%
vede il peggioramento del servizio sanitario nazionale. Tutti hanno molti
dubbi anche sul PNRR. Ma il tempo delle scelte è arrivato. La carenza di
personale, la questione dei pronto soccorso, l’imbuto formativo, sono
problemi reali. Si riuscirà a superare la divisione tra ospedalieri e
territoriali? Questione dibattuta da molti anni, cui il DM71 non ha certo
risposto. Perché è dall’integrazione tra la medicina del territorio e gli
ospedali che si possono affrontare molti problemi dei medici.* Medici
pubblici secondo Argalia, che cita Adam Smith “Lo stato quando si deve, il
mercato quando si può” chiudendo il suo intervento affermando che “*Il
futuro è una scelta, non una fatalità”.*
Gli fa eco il *Presidente della Giunta regionale delle Marche Dino Latini*,
che nel saluto inaugurale ribadisce “*Il profilo di un mondo migliore non
può prescindere dalla tutela della salute delle persone.** Solo un
approccio universale può sanare la battaglia tra aspetti umani del vostro
lavoro e il contenimento della spesa. L’impegno delle Marche in questo
senso è costante,a breve voteremo il nuovo piano sociosanitario. La sanità
futura va ridisegnata con l’aiuto di tutti i rappresentanti delle Regioni
di Italia*”.
*E’ una donna a porre l’accento sul tempo del confronto tra colleghi come
fondamentale: la Presidente dell’Ordine dei Medici di Ascoli Piceno,
Fiorella De Angelis ricorda che “**il board con i colleghi è tempo di cura.
Credo che i politici debbano cominciare a parlare con tutti noi. Basta dire
che non ci sono risorse. Il covid dovrebbe averci fatto capire quanto
siano importanti i professionisti della salute. Faccio appello affinché i
politici diano ascolto ai sindacati che fanno gli interessi dei pazienti*
*”.*
Lo stesso *Ministro della Salute, Orazio Schillaci**, *sottolinea nel suo
messaggio augurale*: “Siamo consapevoli di quanto sia rilevante la vostra
professione nel rispondere alle esigenze di cura e prevenzione di ogni
cittadino e della necessità di valorizzare le competenze dei professionisti
sanitari”.*
Ma è con l’appassionata relazione di *Gloria Addeo, rappresentante SNR
Giovani*, che il Congresso entra nel vivo. “*Chi lavora in ospedale oggi
lavora anche per chi se ne andato e per chi non è stato assunto**. La
pandemia è andata ad esasperare problemi già esistenti. Non è la carenza di
medici a preoccupare, ma la carenza di specialisti, dovuta all’imbuto
formativo in tempi di spending review. La formazione di uno specialista
costa all’erario 150.000 euro. Ma 20.000 se ne sono già andati, fuggendo
verso il privato per l’incremento insostenibile del 70% dei flussi di
lavoro. Un sanitario su due è in burn out*”.
I lavori del Congresso continuano mentre si susseguono le riunioni in Aran
per il rinnovo del Contratto dei medici (già scaduto) e le manifestazioni
di tutto il mondo della Sanità per fermare la deriva del nostro Servizio
Sanitario Pubblico, sempre più sofferente.
Il percorso lavorativo dei medici radiologi, reso complicato dal contesto
socio-economico del nostro Paese, è al centro della *relazione del
Segretario Nazionale Fabio Pinto*: “*Occorre costruire una barriera di
protezione **del Sistema Sanitario Nazionale, gravemente definanziato
rispetto agli altri paesi europei. In secondo luogo occorre porre un freno
alla fuga dei nostri medici verso il privato, con provvedimenti legislativi
che diano valore al capitale umano, anche attraverso l’uso della leva
fiscale.* *Come radiologi siamo la prima disciplina diventata interamente
digitale, ma il peso specifico della nostra attività professionale è ancora
troppo spesso misconosciuto e sottovalutato: se guardiamo la storia,
maestra di insegnamenti, vediamo che essa esalta le grandi infrastrutture
costruite in epoca romana e ne celebra gli imperatori che le
commissionarono mentre, dall’altra parte, il lavoro intellettuale e tecnico
degli architetti, maestri nel mettere a punto soluzioni che hanno prodotto
frutti durevoli per oltre duemila anni, ha raramente trovato riscontro in
episodi di encomio dei nominativi di questi grandi professionisti”.*
Il Congresso, che si concluderà sabato 27 maggio, ospita anche un
importante momento formativo per il mondo radiologico, dedicato ai temi del
PNRR, Intelligenza Artificiale e Radioprotezione. Temi specifici di un
sindacato che della specificità fa la propria bandiera, ma non si sottrae a
battaglie comuni in difesa della salute dei cittadini e del nostro sistema
sanitario.
Loredana Ulivi