Autore: Sabrina Panarello

Non è più solo gelo diplomatico, ora è tamburo di guerra. Dopo il boicottaggio ufficiale dei colloqui di Islamabad la crisi tra Teheran e Washington subisce un’ulteriore, pericolosa accelerazione. Il Comando Militare Centrale iraniano (Khatam ul-Anbiya) ha rotto il silenzio definendo il sequestro della nave Touska un “atto di pirateria armata” e promettendo una risposta immediata. Ritorsione imminente: l’ordine ai Pasdaran Le dichiarazioni raccolte nelle ultime ore non lasciano spazio a interpretazioni: i vertici militari della Repubblica Islamica hanno dichiarato di avere le “dita sul grilletto” (finger on the trigger) L’ordine di ritorsione sarebbe già passato alla catena di comando…

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Non solo il boicottaggio dei colloqui di Islamabad: l’Iran lancia una sfida frontale a Washington sul dossier nucleare. Il portavoce del Ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei, ha dichiarato ufficialmente che il trasferimento all’estero delle scorte di uranio arricchito è “fuori discussione”. La dichiarazione, battuta dall’agenzia Tasnim, colpisce al cuore uno dei punti cardine del piano di de-escalation che gli inviati di Donald Trump (Kushner e Witkoff) avrebbero dovuto discutere in Pakistan. Secondo Baghaei, l’Iran non accetterà condizioni che minino la propria sovranità tecnologica e nucleare, specialmente dopo quella che ha definito la “pirateria” statunitense nello Stretto di Hormuz con il…

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Non ci sono più dubbi: l’agenzia ufficiale iraniana Tasnim ha confermato le dichiarazioni del portavoce del Ministero degli Esteri, Esmaeil Baghaei. L’Iran non invierà alcuna delegazione al prossimo round di colloqui in Pakistan. La decisione è una reazione immediata alla condotta “incoerente” degli Stati Uniti, culminata nel sequestro della nave M/V Touska. Teheran ha ribadito che non ci saranno negoziati sotto la pressione del blocco navale e delle violazioni del cessate il fuoco. Gli inviati di Trump, Kushner e Witkoff, troveranno ad attenderli un tavolo vuoto. https://www.tasnimnews.ir/en/news/2026/04/20/3570272/iran-has-no-plan-yet-to-attend-next-round-of-talks-with-us-in-pakistan-spokesman

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La conferma ufficiale arriva dal portavoce del Ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei: la delegazione di Teheran non parteciperà ai colloqui programmati a Islamabad. Baghaei ha accusato gli Stati Uniti di aver violato sistematicamente il cessate il fuoco sin dal suo inizio, aggiungendo che l’Iran “non può dimenticare gli attacchi subiti durante i precedenti negoziati”. La mossa gela gli sforzi della Casa Bianca. Solo ieri, Donald Trump aveva annunciato l’invio dei suoi rappresentanti in Pakistan per avviare il dialogo. Secondo fonti di Al Jazeera, il piano prevedeva l’arrivo iniziale di Steven Witkoff e Jared Kushner, con l’eventuale partecipazione del Vicepresidente…

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Il Ministero degli Esteri iraniano ha dichiarato che non parteciperà al nuovo round di colloqui con gli Stati Uniti previsto a Islamabad (Pakistan). • La causa: La decisione è una risposta diretta al sequestro della nave cargo battente bandiera iraniana M/V Touska da parte della Marina USA nello Stretto di Hormuz. Teheran ha definito l’azione un atto di “pirateria” e una violazione del cessate il fuoco. • La situazione a Islamabad: Nonostante il rifiuto iraniano, il Pakistan ha blindato la capitale con 20.000 agenti di sicurezza in attesa della delegazione inviata da Donald Trump. • Reazioni: Il quartier generale militare…

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L’attacco subito dall’Iran e le tensioni nello Stretto di Hormuz non sono stati un evento isolato, ma l’inizio di un “terremoto economico” i cui effetti devastanti si vedranno nel secondo trimestre del 2026. L’analisi di Dan Steinbock evidenzia come il passaggio dalla crisi energetica allo shock economico permanente stia colpendo duramente soprattutto il “Sud Globale”. Il punto focale non è solo il petrolio (schizzato sopra i 110 dollari al barile), ma il GNL (Gas Naturale Liquefatto). Se il petrolio è sostituibile, il gas è il vero “vincolo vincolante” per l’Asia: il 20% del flusso globale transita per Hormuz e le…

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Nel pieno delle tensioni nello Stretto di Hormuz e dopo lo stallo dei colloqui USA-Iran, il Presidente cinese Xi Jinping ha presentato ufficialmente una proposta in quattro punti per promuovere la pace e la sicurezza in Medio Oriente. Il piano è stato illustrato durante l’incontro bilaterale a Pechino con lo sceicco Khaled bin Mohamed bin Zayed Al Nahyan, Principe ereditario di Abu Dhabi (EAU). La proposta di Pechino si articola su pilastri che mirano a ridisegnare gli equilibri dell’area: 1. Coesistenza pacifica: Sostegno ai paesi del Golfo nel migliorare le relazioni reciproche per costruire un’architettura di sicurezza comune, cooperativa e…

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Un terremoto informatico sta colpendo in queste ore migliaia di portali web e applicazioni in tutto il mondo. Vercel, uno dei giganti mondiali del cloud computing (l’infrastruttura che permette ai siti di stare online), ha confermato un grave incidente di sicurezza. Cos’è successo in parole semplici? Non è stato colpito un singolo sito, ma il “motore” che ne fa funzionare migliaia. Gli hacker non hanno rubato una semplice password, ma sono riusciti a sottrarre le “chiavi universali” (chiamate variabili d’ambiente) che i siti usano per scambiarsi informazioni riservate. Per capire l’entità del danno, si può immaginare che un ladro non…

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Torna a scaldarsi il fronte della propaganda militare iraniana. I media ufficiali vicini ai Pasdaran hanno rilanciato con forza la tesi del “mito infranto” dell’F-35 Lightning II, il caccia stealth di quinta generazione simbolo della supremazia tecnologica statunitense. Secondo fonti di Teheran, l’abbattimento di un velivolo da parte della difesa aerea iraniana – episodio che richiama incidenti avvenuti in passato dove il pilota fu tratto in salvo dalle forze USA – dimostrerebbe che le capacità di occultamento ai radar (stealth) del jet americano sono ampiamente superate. Sebbene il Pentagono non abbia mai confermato la perdita di velivoli in azioni di…

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La crescente presenza militare giapponese nelle Filippine sta scatenando una durissima reazione diplomatica e sociale, riaccendendo i traumi mai del tutto assorbiti dell’occupazione durante la Seconda Guerra Mondiale. Un editoriale pubblicato dai media di Stato cinesi analizza con asprezza il recente dispiegamento di truppe di Tokyo per esercitazioni congiunte, definendolo un “déjà vu storico” che offende la memoria delle vittime. Il punto centrale delle critiche riguarda il forte simbolismo dei luoghi: vedere soldati giapponesi operare in territori che furono teatro della tragica “Marcia della morte di Bataan” nel 1942 viene percepito come un affronto alle sofferenze delle popolazioni locali. Secondo…

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