Autore: Sabrina Panarello

Si consolida ufficialmente l’integrazione militare tra Russia e Cina. In un clima di massima solennità, il Ministro della Difesa russo Andrey Belousov ha accolto a Mosca il suo omologo cinese Dong Jun, celebrando l’incontro con una cerimonia ufficiale di benvenuto prima di dare inizio ai colloqui bilaterali. Secondo quanto riportato dal Ministero della Difesa della RPC, il vertice si è focalizzato sulla necessità per le forze armate dei due Paesi di dare seguito al “consenso raggiunto dai rispettivi capi di Stato” durante la videoconferenza dello scorso febbraio. Pechino ha sottolineato come, sotto la leadership strategica di Putin e Xi Jinping,…

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Il greggio Brent ha superato quota 106,80 dollari al barile nelle prime ore di venerdì, spinto dalle crescenti tensioni nello Stretto di Hormuz. Lo stallo tra Stati Uniti e Iran, culminato in reciproci sequestri di navi commerciali, ha creato un vuoto di sicurezza che terrorizza i mercati. Nonostante i tentativi di mediazione, la chiusura effettiva del passaggio — attraverso cui transita il 20% del fabbisogno mondiale — sta provocando la più grande interruzione delle forniture energetiche dagli anni ’70, con danni economici diretti stimati già in centinaia di miliardi di dollari. https://www.aljazeera.com/economy/2026/4/24/oil-rises-above-106-per-barrel-as-us-iran-deadlocked-in-strait-of-hormuz

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Le relazioni tra Washington e Pechino precipitano ai minimi storici. Donald Trump ha definito il carico intercettato sulla nave iraniana come un “regalo dalla Cina all’Iran”, un’accusa di inganno che mette a rischio l’attesa visita del Presidente americano a Pechino prevista per metà maggio. Mentre il Ministero degli Esteri cinese respinge le accuse come “bugie malevole”, Pechino passa al contrattacco su un altro quadrante: il Ministero del Commercio cinese ha imposto restrizioni all’esportazione contro sette entità europee, accusate di fornire armi a Taiwan. Una mossa che complica ulteriormente il quadro internazionale a poche settimane dal possibile (ma ora incerto) incontro…

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– L’intensità del conflitto con l’Iran sta prosciugando le riserve strategiche degli Stati Uniti. Secondo il New York Times, le forze USA hanno già impiegato oltre 1.200 missili Patriot – il doppio dell’intera produzione annua del 2025 – e più di 1.000 Tomahawk. Con un costo unitario di circa 4 milioni di dollari per i Patriot e 3,6 milioni per i Tomahawk, l’operazione sta costringendo il Pentagono a drenare munizioni dalle basi in Asia ed Europa. Le scorte sono ormai a un “livello basso preoccupante”. https://tass.com/world/2121969

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Scontro diplomatico totale tra Pechino e Washington. Il Ministero degli Esteri cinese (MFA) ha respinto con fermezza le insinuazioni del Presidente Donald Trump circa presunte forniture militari a Teheran. Il portavoce Guo Jiakun ha definito le accuse “prive di fondamento fattuale”, dopo che la US Navy ha intercettato una nave iraniana con a bordo carico sospetto. Pechino rivendica il diritto al “normale commercio internazionale”, mentre Trump si dice “sorpreso” dalla scelta cinese di rifornire l’Iran durante l’operazione militare israelo-americana. https://tass.com/world/2121953

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L’escalation militare in Medio Oriente sta riscrivendo le dinamiche energetiche globali. Secondo l’ultimo Gas Market Report dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), l’impennata dei prezzi sta incentivando un massiccio passaggio dal gas al carbone (gas-to-coal switching), mossa che potrebbe tagliare il consumo mondiale di gas di 60-65 miliardi di metri cubi (bcm) su base annua. I DATI DELLO SHOCK ENERGETICO: • Europa in ritirata: La quota di gas naturale nel mix termico dell’UE è crollata dal 58% di febbraio al 52% di marzo. • Crollo Import GNL: Il blocco delle rotte e i prezzi proibitivi hanno letteralmente svuotato i terminal asiatici. A…

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Con il 20% del greggio mondiale a rischio nello Stretto di Hormuz, Washington guarda al precedente storico della “Guerra delle petroliere” degli anni ’80. Il modello prevede scorte militari aggressive contro le mine e i barchini veloci iraniani. Dopo l’ordine di Donald Trump di “colpire a morte” le imbarcazioni moleste, gli Stati Uniti potrebbero passare dalle scorte limitate viste nel Mar Rosso a una protezione totale dei flussi energetici globali. https://apnews.com/article/iran-strait-hormuz-closed-us-military-analysis-5df204d8321e76cfad30c4329eb8d1ac

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– Il capo della diplomazia iraniana, Abbas Araghchi, ha contattato i vertici pakistani per discutere del cessate il fuoco nel conflitto con Stati Uniti e Israele. Araghchi ha interloquito con il Ministro degli Esteri Ishaq Dar e con il Capo dell’Esercito Asim Munir su “sviluppi regionali e questioni relative alla tregua”. Islamabad, pur ribadendo l’importanza del dialogo, prosegue nel tentativo di riportare funzionari americani e iraniani al tavolo negoziale dopo il nulla di fatto dei giorni scorsi. https://www.timesofisrael.com/liveblog_entry/irans-top-diplomat-speaks-with-pakistani-officials-about-ceasefire

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La crisi dello Stretto di Hormuz entra in una fase critica. Fonti portuali confermano a Reuters l’arrivo della petroliera Helga (bandiera Comore) nei terminal offshore di Basra, nel sud dell’Iraq. La nave è pronta a caricare due milioni di barili di greggio. Si tratta del secondo cargo a raggiungere lo scalo iracheno dopo il blocco ufficiale dello Stretto, segnale di un tentativo di forzare l’isolamento delle rotte petrolifere del Golfo. https://www.aljazeera.com/news/liveblog/2026/4/24/iran-war-live-lebanon-truce-extended-trump-says-time-not-on-tehrans-side?update=4518129

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