(AGENPARL) - Roma, 23 Aprile 2020 - (AGENPARL) – Roma, 23 apr 2020 – “Ho riascoltato con interesse il dibattito intercorso stamane in commissione Statuto riguardo alla proposta di delibera “FORUM ROMA 2030/2050” e preso atto dell’espressione di voto negativo della maggioranza, pur avendo questa precedentemente apposto la firma unitamente al sottoscritto.
Evidentemente io non ho avuto le giuste capacità –in particolare nel dibattito interno- per far comprendere lo spirito e la reale portata innovativa di questo progetto, volto a metter a fattor comune con l’Ente, in un organismo consultivo (appunto il “FORUM 2030-2050”), le migliori intelligenze e competenze culturali, scientifiche, economiche della Città (università, enti di ricerca, ordini professionali, camera di commercio, associazioni), al fine di disegnare e programmare le linee di crescita futura di Roma, in piena coerenza con gli indirizzi programmatici di questa amministrazione di partecipazione della cittadinanza e di apertura al confronto costruttivo.
Non lo sono stato al punto da aver fatto ritirare alla maggioranza, proprio il giorno prima della commissione, la firma precedentemente apposta e che avrebbe determinato un’espressione di voto unanimemente favorevole. Ringrazio in tal senso tutti i gruppi di opposizione, non solo per il loro concorde apprezzamento, ma anche e soprattutto per le valutazioni e le motivazioni puntuali esposte nel corso dibattito.
Mi auguro, nella fase di passaggio dalla commissione all’Aula, di avere l’intelligenza , la capacità e la giusta umiltà per far comprendere lo spirito e la visione di lungo periodo che questo progetto “FORUM ROMA 2030 – 2050” vuole portare nel dibattito politico e sociale, al fine di conseguire in Aula non solo una valutazione maggioritaria, ma unanime su una proposta che è volta ad unire e coinvolgere le parti sociali e politiche: resto fermamente convinto, ancor più in questa fase storica, che la logica del “divide et impera” sia volta al fallimento e non consentirà di programmare e raggiungere l’equilibrio ed il benessere collettivo”. Così in una nota il presidente dell’Assemblea Capitolina, Marcello De Vito
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