(AGENPARL) - Roma, 30 Ottobre 2026 - La valutazione ufficiale della Commissione europea rivela i costi nascosti della competizione per i fondi destinati all’innovazione. Tra il 2021 e il 2024, imprese, università e centri di ricerca hanno sostenuto spese stimate tra 1,92 e 2,82 miliardi di euro soltanto per preparare le candidature. Entro la conclusione del programma, la cifra potrebbe raggiungere i 4,5 miliardi. Una questione cruciale per la competitività europea: quante risorse vengono realmente investite nella ricerca e quante vengono assorbite dal processo necessario per accedere ai finanziamenti?
Horizon Europe e il costo nascosto dell’innovazione
L’Europa investe miliardi di euro per promuovere la ricerca scientifica, accelerare il progresso tecnologico e rafforzare la competitività delle proprie imprese. Tuttavia, una parte significativa delle risorse impiegate dall’ecosistema dell’innovazione viene consumata ancora prima che i progetti possano essere finanziati.
È quanto emerge dalla valutazione intermedia di Horizon Europe pubblicata dalla Commissione europea, relativa al principale programma comunitario dedicato alla ricerca e all’innovazione per il periodo 2021-2027.
Secondo il documento, pubblicato il 30 aprile 2025, i costi complessivi sostenuti dai candidati per preparare e presentare le proposte progettuali tra il 2021 e il 2024 sono stimati tra 1,92 e 2,82 miliardi di euro.
Il costo medio di una candidatura è compreso tra 21.000 e 32.000 euro.
Proiettando queste cifre sull’intera durata del programma, la Commissione stima una spesa complessiva tra 3,1 e 4,5 miliardi di euro.
Si tratta di una cifra che impone una riflessione approfondita, soprattutto in un momento in cui l’Unione europea considera l’innovazione tecnologica una priorità strategica per competere con Stati Uniti e Cina.
Il punto non è mettere in discussione la necessità dei finanziamenti pubblici alla ricerca. Al contrario, è comprendere se le modalità utilizzate per distribuirli siano sufficientemente efficienti.
I numeri della Commissione europea: miliardi spesi prima ancora di finanziare i progetti
La valutazione ufficiale della Commissione europea evidenzia il peso economico che la partecipazione ai bandi comporta per l’intero sistema della ricerca.
I dati principali sono particolarmente significativi:
- 1,92-2,82 miliardi di euro: costi stimati per la preparazione delle candidature nel periodo 2021-2024.
- 21.000-32.000 euro: costo medio stimato per ogni proposta.
- 3,1-4,5 miliardi di euro: proiezione dei costi complessivi sull’intero programma Horizon Europe.
- 2021-2027: periodo di riferimento del programma europeo.
Questi importi non rappresentano necessariamente risorse sottratte direttamente al bilancio pubblico destinato alla ricerca. Sono soprattutto costi sostenuti dalle organizzazioni partecipanti, compreso il valore del tempo di lavoro impiegato per preparare le domande.
La distinzione è importante, ma non riduce la rilevanza economica del problema.
Un ricercatore impegnato per settimane nella stesura di una proposta non può dedicare quelle stesse ore agli esperimenti, allo sviluppo di tecnologie o alla produzione di conoscenza scientifica.
È il costo opportunità dell’innovazione: risorse che vengono utilizzate per ottenere un finanziamento anziché per svolgere direttamente le attività che quel finanziamento dovrebbe sostenere.
Decine di giornate di lavoro per una candidatura dall’esito incerto
Secondo la documentazione della Commissione, la preparazione di una candidatura può richiedere un impegno considerevole.
I coordinatori dei consorzi e i candidati individuali dedicano generalmente tra 36 e 45 giornate-persona alla predisposizione delle proposte.
Per ciascun partner coinvolto nei consorzi, l’impegno medio varia invece tra 16 e 25 giornate-persona.
La dimensione del partenariato costituisce uno dei fattori principali che determinano il costo complessivo della procedura.
Nei progetti più articolati, che coinvolgono università, imprese e centri di ricerca di diversi Paesi, il processo può richiedere mesi di preparazione.
Le organizzazioni devono individuare obiettivi scientifici, definire programmi di lavoro, distribuire responsabilità, strutturare budget e dimostrare l’impatto atteso delle attività.
Queste operazioni possono certamente contribuire a migliorare la qualità della progettazione.
Ma emerge una domanda fondamentale: fino a che punto la complessità documentale permette realmente di individuare le innovazioni migliori?
Un progetto scientifico valido non coincide necessariamente con una candidatura scritta in modo impeccabile.
E una proposta estremamente convincente non costituisce, da sola, una garanzia di successo tecnologico.
Il mercato delle consulenze e le barriere all’accesso
La complessità delle candidature ha favorito lo sviluppo di un mercato specializzato nella preparazione delle domande di finanziamento.
La valutazione della Commissione europea indica che una parte dei partecipanti ricorre al supporto di consulenti ed esperti per affrontare le procedure di candidatura.
Secondo i dati raccolti, il ricorso a consulenti riguarda circa il 17% dei candidati analizzati, con percentuali sensibilmente superiori in alcuni strumenti, tra cui l’EIC Accelerator.
Le tariffe mediane rilevate raggiungono circa 7.500 euro per le proposte dei consorzi e 12.000 euro per le candidature EIC Accelerator.
I consulenti possono svolgere una funzione importante, aiutando le organizzazioni a interpretare i requisiti dei bandi e costruire proposte coerenti.
Il problema emerge quando la capacità di ottenere finanziamenti dipende in misura crescente da competenze amministrative e di scrittura che non coincidono necessariamente con quelle scientifiche e tecnologiche.
Una giovane impresa può disporre di una soluzione innovativa, ma non possedere le risorse necessarie per affrontare una lunga procedura di candidatura.
Una grande organizzazione può invece contare su uffici specializzati e personale dedicato.
Il rischio è che il sistema favorisca chi possiede una maggiore capacità di preparazione burocratica, non necessariamente chi presenta il progetto tecnologicamente più promettente.
La proposta di Alex Brooks: introdurre una lotteria tra progetti qualificati
Una delle soluzioni più interessanti emerse dal dibattito è stata suggerita da Alex Brooks.
La proposta consiste nell’introdurre un sistema di selezione casuale tra i progetti che hanno superato una valutazione preliminare di qualità.
Il funzionamento sarebbe relativamente semplice: le candidature verrebbero prima esaminate per verificare il rispetto di requisiti scientifici, tecnici e amministrativi minimi.
Soltanto quelle considerate idonee parteciperebbero successivamente a un sorteggio per l’assegnazione dei finanziamenti.
L’idea può apparire radicale, soprattutto in un sistema abituato a classificare le proposte attraverso punteggi dettagliati.
Ma solleva una questione scientificamente rilevante: quanto sono realmente affidabili i sistemi tradizionali di valutazione nel prevedere quali innovazioni avranno successo?
Quando diversi progetti raggiungono livelli qualitativi comparabili, stabilire con precisione quale produrrà i risultati migliori può diventare estremamente difficile.
Una lotteria limitata ai progetti che superano standard rigorosi potrebbe ridurre il peso di differenze marginali tra valutazioni.
Un simile meccanismo dovrebbe naturalmente essere accompagnato da criteri trasparenti, controlli di qualità e verifiche sui risultati.
Non si tratterebbe di sostituire la valutazione scientifica con il caso, ma di sperimentare un metodo alternativo nei contesti in cui la valutazione tradizionale non riesce a distinguere in modo affidabile proposte sostanzialmente equivalenti.
La proposta di René Koster: selezionare prima le idee, poi chiedere i progetti completi
Un’altra proposta interessante è stata avanzata da René Koster.
L’idea è organizzare una fase preliminare nella quale i consorzi presentino sinteticamente le proprie iniziative, senza dover preparare immediatamente una documentazione completa.
Le autorità di finanziamento selezionerebbero successivamente i candidati più promettenti, chiedendo soltanto a questi ultimi di sviluppare proposte dettagliate.
Il vantaggio potenziale è evidente.
Se cento consorzi competono per un finanziamento, richiedere a tutti una candidatura approfondita significa moltiplicare il tempo e le risorse impiegate.
Una preselezione potrebbe invece ridurre significativamente il numero di organizzazioni chiamate a sostenere i costi maggiori.
Il principio è già presente in alcune procedure di Horizon Europe, che prevede anche candidature in due fasi.
La questione è comprendere se questo modello possa essere applicato più estesamente e con procedure ancora più semplici.
La prima fase potrebbe concentrarsi sull’originalità scientifica, sulla fattibilità preliminare e sulle competenze dei partecipanti.
La seconda sarebbe dedicata alla definizione completa delle attività, dei budget e delle responsabilità.
In questo modo, una parte maggiore del lavoro amministrativo verrebbe richiesta soltanto ai progetti con possibilità concrete di finanziamento.
Intelligenza artificiale: meno tempo per scrivere, ma forse più domande da valutare
La diffusione dell’intelligenza artificiale generativa introduce una nuova variabile nel sistema di finanziamento dell’innovazione.
Gli strumenti basati sull’IA possono aiutare ricercatori e imprese a strutturare proposte, organizzare informazioni e produrre documentazione tecnica.
Questo potrebbe ridurre il tempo necessario per preparare una candidatura.
Ma esiste anche un potenziale effetto contrario.
Se diventa più semplice presentare una proposta, aumenta la possibilità che un numero maggiore di organizzazioni partecipi ai bandi.
Il risultato potrebbe essere un aumento della competizione e del lavoro necessario per valutare le domande.
Inoltre, la qualità formale di un documento redatto con strumenti generativi non garantisce automaticamente la qualità scientifica del progetto.
Un sistema di selezione che premi soprattutto la capacità di produrre documenti convincenti potrebbe diventare progressivamente meno efficace nel distinguere le iniziative realmente innovative.
Le stime della Commissione relative al periodo 2021-2024 non consentono ancora di valutare completamente gli effetti della diffusione più recente dell’IA generativa.
Sarà quindi importante verificare se queste tecnologie contribuiranno a ridurre i costi complessivi del sistema oppure finiranno per aumentare il volume delle candidature.
Finanziare prima piccoli esperimenti e poi i progetti più promettenti
Una possibile alternativa consiste nell’introdurre, dove appropriato, un sistema di finanziamento progressivo.
Anziché assegnare immediatamente sovvenzioni consistenti sulla base di proposte dettagliate, una parte dei programmi potrebbe finanziare inizialmente sperimentazioni più piccole.
Questi finanziamenti preliminari permetterebbero ai partecipanti di verificare la fattibilità delle idee, realizzare prototipi e raccogliere risultati concreti.
Le iniziative che dimostrano progressi misurabili potrebbero successivamente ottenere finanziamenti più elevati.
Il vantaggio sarebbe quello di affiancare alla valutazione delle promesse progettuali l’osservazione dei risultati.
Un modello simile non sarebbe applicabile indistintamente a ogni disciplina.
La ricerca fondamentale può richiedere tempi lunghi e non sempre produce risultati immediatamente misurabili.
In altri settori, come lo sviluppo di tecnologie industriali e applicazioni commerciali, un sistema progressivo potrebbe invece offrire vantaggi significativi.
L’obiettivo dovrebbe essere adattare gli strumenti di finanziamento alle caratteristiche dei diversi progetti scientifici.
I costi esclusi dalle stime: il problema potrebbe essere più ampio
Un aspetto importante riguarda i limiti dei dati disponibili.
La documentazione ufficiale della Commissione chiarisce che le stime sui costi di preparazione sono basate su informazioni raccolte dai partecipanti e su valutazioni del tempo necessario alla predisposizione delle candidature.
Le domande EIC Accelerator sono state escluse dallo specifico calcolo aggregato a causa dell’insufficiente disponibilità di dati comparabili.
I valori tra 1,92 e 2,82 miliardi di euro non costituiscono quindi una misurazione completa di ogni costo sostenuto nell’ecosistema Horizon Europe.
Occorre inoltre distinguere le spese di candidatura dai costi amministrativi legati all’esecuzione dei progetti finanziati.
Questi ultimi comprendono attività di coordinamento, rendicontazione, monitoraggio e gestione dei finanziamenti.
Una valutazione completa dell’efficienza del sistema dovrebbe dunque considerare l’intero percorso: dalla preparazione della domanda alla realizzazione dei risultati scientifici.
La competitività europea passa anche dalla semplificazione
L’Unione europea considera la ricerca e l’innovazione strumenti fondamentali per la propria crescita economica e autonomia tecnologica.
Il dibattito sul futuro dei finanziamenti europei si inserisce nel più ampio confronto sulla capacità dell’Europa di competere con le principali economie mondiali.
In questo contesto, anche il portale ufficiale dei finanziamenti e delle gare della Commissione europea costituisce un punto centrale per l’accesso ai programmi, la consultazione dei bandi e la gestione delle procedure.
Ma la digitalizzazione delle candidature non equivale automaticamente alla loro semplificazione.
Un procedimento può essere interamente online e continuare a richiedere una quantità considerevole di lavoro amministrativo.
La vera sfida è ridurre la complessità che non produce un miglioramento significativo della qualità della selezione.
Tra le possibili direttrici di intervento figurano:
- Candidature iniziali più brevi, con documentazione approfondita richiesta soltanto ai progetti preselezionati.
- Maggiore assistenza diretta ai candidati, soprattutto alle piccole imprese e ai ricercatori privi di strutture amministrative specializzate.
- Finanziamenti progressivi basati su sperimentazioni preliminari, quando compatibili con la natura della ricerca.
- Sperimentazioni controllate di sorteggio tra progetti che abbiano superato una soglia qualitativa rigorosa.
- Valutazioni periodiche del costo effettivo delle procedure rispetto ai benefici ottenuti.
Il punto centrale non è eliminare i controlli sul denaro pubblico, ma costruire procedure proporzionate, trasparenti ed efficaci.
L’Europa deve finanziare l’innovazione, non la complessità amministrativa
I numeri pubblicati dalla Commissione europea pongono una questione fondamentale per il futuro della ricerca.
Il finanziamento pubblico costituisce uno strumento essenziale per sostenere progetti scientifici e tecnologici che il mercato privato potrebbe non finanziare adeguatamente.
Ma il processo utilizzato per selezionare questi progetti deve essere valutato con lo stesso rigore economico richiesto ai candidati.
Ogni ora dedicata alla preparazione di una domanda rappresenta una risorsa che potrebbe essere impiegata in altre attività.
Non tutti questi costi possono essere eliminati, perché la selezione richiede verifiche e l’utilizzo del denaro pubblico deve essere controllato.
Tuttavia, la complessità burocratica non dovrebbe diventare un obiettivo implicito del sistema.
La domanda decisiva non è soltanto quanti miliardi l’Europa destini all’innovazione, ma quante risorse scientifiche, economiche e professionali siano necessarie per assegnarli.
Le proposte di selezione in due fasi, lotterie controllate e finanziamenti progressivi meritano di essere valutate attraverso sperimentazioni e analisi comparative.
Un sistema più efficiente potrebbe favorire l’accesso ai fondi da parte di piccole imprese, giovani ricercatori e organizzazioni con capacità amministrative limitate.
Il successo di Horizon Europe non dovrebbe essere misurato soltanto dalla quantità di finanziamenti distribuiti, ma anche dalla capacità di trasformare quelle risorse in progresso scientifico, nuove tecnologie e benefici concreti per la società.
Perché la vera competitività europea non dipenderà da quanto sarà difficile ottenere un finanziamento, ma da quanto sarà possibile innovare grazie a esso.

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Horizon Europe, the paradox of european innovation: up to €4.5 billion spent applying for research funding
The European Commission’s official evaluation reveals the hidden costs of competing for innovation funding. Between 2021 and 2024, companies, universities, and research institutions spent an estimated €1.92 billion to €2.82 billion simply preparing funding applications. By the end of the programme, this figure could reach €4.5 billion. This raises a crucial question for European competitiveness: how many resources are actually invested in research, and how many are absorbed by the process of securing funding?
Horizon Europe and the hidden cost of innovation
Europe invests billions of euros to promote scientific research, accelerate technological progress, and strengthen the competitiveness of its businesses. Yet a significant proportion of the resources devoted to the innovation ecosystem is consumed before projects even receive funding.
This is one of the findings of the Horizon Europe interim evaluation published by the European Commission, covering the European Union’s flagship research and innovation programme for 2021–2027.
According to the document, published on 30 April 2025, the total costs incurred by applicants in preparing and submitting project proposals between 2021 and 2024 are estimated at €1.92 billion to €2.82 billion.
The average cost of preparing an application ranges from €21,000 to €32,000.
Extrapolating these figures across the programme’s entire duration, the Commission estimates total application costs of €3.1 billion to €4.5 billion.
These figures demand serious reflection, particularly at a time when the European Union considers technological innovation a strategic priority in its competition with the United States and China.
The issue is not whether public funding for research is necessary. Rather, it is whether the mechanisms used to allocate that funding are sufficiently efficient.
The european Commission’s figures: Billions spent before projects are even funded
The European Commission’s official evaluation highlights the considerable financial burden that participation in funding calls places on the research ecosystem.
The key figures are particularly striking:
- €1.92–€2.82 billion: Estimated costs of preparing funding applications between 2021 and 2024.
- €21,000–€32,000: Estimated average cost per proposal.
- €3.1–€4.5 billion: Projected total application costs over the entire Horizon Europe programme.
- 2021–2027: Duration of the European programme.
These amounts do not necessarily represent resources directly diverted from public research budgets. They primarily reflect costs borne by participating organisations, including the economic value of staff time devoted to preparing applications.
This distinction matters, but it does not diminish the economic significance of the problem.
A researcher who spends weeks writing a funding proposal cannot devote those same hours to experiments, technology development, or scientific discovery.
This is the opportunity cost of innovation: resources used to secure funding rather than to carry out the activities that the funding is ultimately intended to support.
Dozens of working days for an application with an uncertain outcome
According to the Commission’s documentation, preparing a funding application can require a considerable investment of time.
Consortium coordinators and individual applicants typically devote between 36 and 45 person-days to preparing proposals.
For each partner participating in a consortium, the average commitment ranges from 16 to 25 person-days.
The size of the partnership is one of the main factors determining the overall cost of the application process.
For more complex projects involving universities, companies, and research institutions from different countries, preparation can take several months.
Organisations must identify scientific objectives, define work programmes, allocate responsibilities, structure budgets, and demonstrate the expected impact of their activities.
These tasks can certainly contribute to better project planning.
But a fundamental question arises: to what extent does increasingly complex documentation actually help identify the most promising innovations?
A scientifically valuable project does not necessarily come with a perfectly written funding application.
Likewise, a highly persuasive proposal is not, in itself, a guarantee of technological success.
The consulting industry and barriers to access
The complexity of funding applications has encouraged the development of a specialised consulting market dedicated to preparing grant proposals.
The European Commission’s evaluation indicates that some applicants rely on consultants and external experts to navigate application procedures.
According to the data collected, approximately 17% of the applicants surveyed used consultants, with significantly higher proportions for certain funding instruments, including the EIC Accelerator.
The median consultancy fees reported were approximately €7,500 for consortium proposals and €12,000 for EIC Accelerator applications.
Consultants can play an important role by helping organisations interpret funding requirements and develop coherent proposals.
The problem arises when access to funding increasingly depends on administrative and writing skills that do not necessarily correspond to scientific or technological capabilities.
A young company may possess a genuinely innovative solution but lack the resources needed to manage a lengthy application process.
A large organisation, by contrast, may have dedicated departments and specialised personnel.
The risk is that the system favours applicants with greater bureaucratic capacity rather than those presenting the most promising technological projects.
Alex Brooks’ proposal: Introduce a lottery among qualified projects
One of the most interesting proposals emerging from this debate was suggested by Alex Brooks.
The idea is to introduce a random selection mechanism among projects that have already passed a preliminary quality assessment.
The process would be relatively straightforward: applications would first be reviewed to verify compliance with minimum scientific, technical, and administrative requirements.
Only those deemed eligible would subsequently enter a lottery for funding.
The concept may seem radical, particularly within a system accustomed to ranking proposals through detailed scoring mechanisms.
However, it raises a scientifically relevant question: how reliable are traditional evaluation systems at predicting which innovations will succeed?
When several projects achieve comparable levels of quality, determining precisely which one will deliver the best results can be extremely difficult.
A lottery restricted to projects meeting rigorous standards could reduce the importance of marginal differences in evaluation scores.
Such a mechanism would naturally require transparent criteria, quality controls, and monitoring of outcomes.
The objective would not be to replace scientific evaluation with chance, but to experiment with an alternative approach where conventional assessment cannot reliably distinguish between substantially equivalent proposals.
René Koster’s proposal: Select the ideas first, then request full proposals
Another interesting proposal was put forward by René Koster.
The idea is to organise a preliminary stage in which consortia briefly present their initiatives without immediately having to prepare a complete application.
Funding authorities would then select the most promising candidates and invite only those applicants to develop detailed proposals.
The potential advantage is clear.
If one hundred consortia are competing for a grant, requiring every applicant to submit a comprehensive proposal multiplies the time and resources invested.
A preliminary selection process could significantly reduce the number of organisations required to bear the highest application costs.
This principle already exists within certain Horizon Europe procedures, which also provide for two-stage applications.
The question is whether this model could be applied more widely and through even simpler procedures.
The first stage could focus on scientific originality, preliminary feasibility, and the expertise of the participants.
The second stage would involve fully defining activities, budgets, and responsibilities.
In this way, the most demanding administrative work would be required only from projects with a realistic chance of securing funding.
Artificial intelligence: Less time writing, but perhaps more applications to evaluate
The spread of generative artificial intelligence introduces a new variable into the innovation funding system.
AI-based tools can help researchers and companies structure proposals, organise information, and produce technical documentation.
This could reduce the time required to prepare an application.
However, there is also a potentially opposite effect.
If submitting a proposal becomes easier, more organisations may participate in funding calls.
The result could be greater competition and a larger workload for those evaluating applications.
Furthermore, the formal quality of a document produced using generative tools does not automatically guarantee the scientific quality of the underlying project.
A selection system that primarily rewards the ability to produce convincing documents could become progressively less effective at distinguishing genuinely innovative initiatives.
The Commission’s estimates for 2021–2024 do not yet fully capture the effects of the more recent widespread adoption of generative AI.
It will therefore be important to establish whether these technologies reduce the system’s overall costs or ultimately increase the volume of applications.
Fund smaller experiments first, then scale up the most promising projects
One possible alternative is to introduce a progressive funding model where appropriate.
Rather than immediately awarding substantial grants on the basis of detailed proposals, some programmes could initially finance smaller experiments.
These preliminary grants would allow participants to test the feasibility of their ideas, develop prototypes, and gather concrete results.
Initiatives demonstrating measurable progress could subsequently qualify for larger amounts of funding.
The advantage would be to complement the assessment of proposed objectives with observation of actual results.
Such a model would not be suitable for every discipline.
Fundamental research may require long timeframes and does not always produce immediately measurable outcomes.
In other areas, such as industrial technology development and commercial applications, progressive funding could offer significant advantages.
The objective should be to adapt funding instruments to the specific characteristics of different scientific projects.
Costs excluded from the estimates: The problem could be even larger
An important consideration concerns the limitations of the available data.
The European Commission’s official documentation clarifies that estimates of application preparation costs are based on information collected from participants and assessments of the time required to prepare proposals.
EIC Accelerator applications were excluded from this particular aggregate calculation because sufficiently comparable data were unavailable.
The €1.92 billion to €2.82 billion estimate therefore does not constitute a complete measurement of every cost incurred within the Horizon Europe ecosystem.
Application preparation costs must also be distinguished from the administrative expenses associated with implementing funded projects.
The latter include coordination, financial reporting, monitoring, and grant management activities.
A comprehensive assessment of the system’s efficiency should therefore consider the entire process, from application preparation to the delivery of scientific results.
European competitiveness also depends on simplification
The European Union considers research and innovation essential instruments for economic growth and technological autonomy.
The debate surrounding the future of European funding forms part of a broader discussion about Europe’s ability to compete with the world’s leading economies.
In this context, the European Commission’s official Funding & Tenders Portal serves as a central platform for accessing programmes, consulting funding calls, and managing application procedures.
But digitising applications does not automatically make them simpler.
A process can be entirely online and still require a considerable amount of administrative work.
The real challenge is to reduce complexity that does not significantly improve the quality of project selection.
Potential areas for reform include:
- Shorter initial applications, with detailed documentation required only from shortlisted projects.
- Greater direct support for applicants, particularly small businesses and researchers without specialised administrative structures.
- Progressive funding based on preliminary experiments, where compatible with the nature of the research.
- Controlled experiments with lotteries among projects that have passed rigorous quality thresholds.
- Regular assessments of the actual costs of application procedures relative to the benefits they generate.
The central objective is not to eliminate oversight of public funds, but to develop procedures that are proportionate, transparent, and effective.
Europe must fund innovation, not administrative complexity
The figures published by the European Commission raise a fundamental question about the future of research.
Public funding is an essential instrument for supporting scientific and technological projects that private markets may not adequately finance.
However, the process used to select these projects should be subjected to the same economic scrutiny expected of applicants.
Every hour devoted to preparing a funding application represents a resource that could have been allocated to other activities.
Not all these costs can be eliminated, because project selection requires verification and the use of public money must remain accountable.
Nevertheless, bureaucratic complexity should not become an implicit objective of the system.
The decisive question is not merely how many billions Europe allocates to innovation, but how many scientific, financial, and professional resources are required to distribute that funding.
Proposals involving two-stage selection, controlled lotteries, and progressive funding deserve to be examined through practical experiments and comparative assessments.
A more efficient system could improve access to funding for small businesses, early-career researchers, and organisations with limited administrative capacity.
The success of Horizon Europe should not be measured solely by the amount of funding distributed, but also by its ability to transform those resources into scientific progress, new technologies, and tangible benefits for society.
Because Europe’s real competitiveness will not depend on how difficult it is to obtain research funding, but on how much innovation that funding makes possible.