(AGENPARL) - Roma, 29 Ottobre 2026 - Al vertice di Mosca, Putin presenta i Paesi africani come partner strategici nella costruzione di un ordine internazionale multipolare. Attesi 33 accordi, memorandum e contratti commerciali. Al centro dei colloqui anche pagamenti in rubli, investimenti energetici, sicurezza e intelligenza artificiale.
La Russia considera l’Africa un alleato naturale nella costruzione di un ordine mondiale multipolare e punta a rafforzare il proprio ruolo nel continente attraverso nuovi rapporti commerciali, investimenti infrastrutturali e cooperazione politica e militare. È il messaggio lanciato dal presidente Vladimir Putin durante la sessione plenaria del terzo vertice Russia-Africa, in corso a Mosca il 28 e 29 ottobre, al quale partecipano, secondo gli organizzatori, delegazioni di 48 Stati africani, con 22 Paesi rappresentati a livello di capi di Stato. L’incontro costituisce uno dei principali appuntamenti diplomatici attraverso i quali il Cremlino cerca di consolidare le proprie relazioni con il continente, mentre i governi africani valutano nuove opportunità economiche e strategiche in un contesto internazionale caratterizzato dalla crescente competizione tra potenze.
Il vertice, copresieduto da Putin e dal presidente del Burundi Évariste Ndayishimiye, presidente di turno dell’Unione africana, ha come motto «Per la pace, la sicurezza e lo sviluppo». Nel suo intervento, il leader russo ha definito Mosca e i Paesi africani «alleati naturali» nella costruzione di un sistema internazionale multipolare, sostenendo la necessità di superare imposizioni unilaterali e doppi standard nelle relazioni tra gli Stati. Secondo Putin, il partenariato dovrebbe fondarsi sul rispetto della sovranità nazionale, del diritto internazionale e dei principi della Carta delle Nazioni Unite. La dichiarazione rappresenta il principale messaggio politico del vertice, ma non esaurisce il contenuto dei colloqui: nell’agenda figurano anche pagamenti in valute nazionali, accesso ai mercati, energia, sicurezza alimentare, formazione e nuove tecnologie.
Il multipolarismo come asse della strategia russa in Africa
Il richiamo a un ordine mondiale multipolare costituisce il filo conduttore della strategia diplomatica che Mosca sta sviluppando nei confronti dell’Africa. Putin ha sottolineato i rapporti storici costruiti dall’Unione Sovietica con diversi movimenti di indipendenza e governi africani, presentandoli come una base sulla quale sviluppare nuove forme di cooperazione politica ed economica. Nella visione del Cremlino, il rafforzamento dei legami con il continente dovrebbe contribuire alla formazione di un sistema internazionale nel quale un numero maggiore di Stati possa partecipare alle decisioni globali senza dipendere dalle scelte delle potenze occidentali. Questa impostazione consente alla Russia di collegare la propria politica estera alle richieste africane di una rappresentanza più equilibrata nelle istituzioni internazionali, comprese le Nazioni Unite e le principali organizzazioni finanziarie multilaterali.
La partecipazione di numerose delegazioni al vertice testimonia l’interesse per il dialogo con Mosca, ma non implica necessariamente una convergenza completa sulle posizioni russe. Il continente africano presenta realtà politiche, economiche e strategiche molto differenti e numerosi governi mantengono relazioni articolate con Unione europea, Stati Uniti, Cina, India e Paesi del Golfo. Per alcuni Stati la cooperazione con la Russia riguarda soprattutto la sicurezza, mentre per altri assumono maggiore importanza le forniture alimentari, gli investimenti energetici, le infrastrutture o la formazione. La capacità del Cremlino di consolidare il proprio ruolo dipenderà quindi non soltanto dal consenso diplomatico raccolto durante il vertice, ma anche dalla possibilità di offrire risultati concreti ai partner africani.
Commercio oltre 27 miliardi di dollari e nuove preferenze tariffarie
Uno dei dati economici più significativi illustrati da Putin riguarda l’andamento degli scambi commerciali. Secondo il presidente russo, il commercio tra Russia e Paesi africani ha superato i 27 miliardi di dollari nel 2025, registrando un incremento di circa il 50% rispetto al periodo del precedente vertice Russia-Africa del 2023. Il leader del Cremlino ha tuttavia riconosciuto che il potenziale economico del partenariato rimane superiore ai risultati raggiunti, indicando nella diversificazione degli scambi e nell’ampliamento degli investimenti due priorità per i prossimi anni. Nonostante la crescita dichiarata, il peso commerciale della Russia nel continente resta inferiore a quello di partner come Cina e Unione europea, che dispongono di relazioni economiche più estese e consolidate.
Putin ha inoltre richiamato le opportunità derivanti dalla cooperazione tra l’Unione economica eurasiatica e l’Area continentale africana di libero scambio. Secondo i dati citati dal presidente russo, il sistema di preferenze tariffarie dell’Unione economica eurasiatica garantisce condizioni agevolate di accesso al mercato a 47 Stati africani, mentre per 32 Paesi sarebbero previsti dazi doganali azzerati nell’ambito delle misure applicabili. Si tratta di strumenti che Mosca presenta come un incentivo all’espansione dei rapporti commerciali, anche se l’effettivo impatto dipende dalla tipologia delle merci interessate, dalle regole di origine e dalla capacità delle imprese di utilizzare le agevolazioni disponibili. Per il Cremlino, il rafforzamento dei collegamenti economici con l’Africa rappresenta anche un modo per ampliare le proprie relazioni internazionali in una fase segnata dalle sanzioni occidentali legate alla guerra in Ucraina.
Pagamenti in rubli e autonomia dei circuiti finanziari
Un altro elemento centrale della strategia russa riguarda il progressivo utilizzo delle valute nazionali negli scambi commerciali. Putin ha dichiarato che circa l’85% delle transazioni tra Russia e Paesi africani sarebbe ormai effettuato in rubli, presentando questo risultato come un passo verso una maggiore autonomia finanziaria del partenariato. La percentuale è stata comunicata dal presidente russo e deve essere considerata come un dato attribuito a Mosca, in attesa di precisazioni sul suo esatto perimetro statistico. Il Cremlino punta comunque a rafforzare i collegamenti diretti tra istituti bancari russi e africani, sviluppare strumenti alternativi di regolamento e ridurre il ricorso agli intermediari finanziari tradizionalmente utilizzati negli scambi internazionali.
Questa strategia assume un significato particolare dopo le restrizioni imposte al sistema finanziario russo in seguito all’invasione dell’Ucraina. Per Mosca, l’espansione dei pagamenti in rubli e altre valute nazionali può contribuire a rendere meno vulnerabili i rapporti commerciali con partner esterni all’area occidentale. Per i Paesi africani, invece, la convenienza di questi meccanismi dipende da fattori concreti, tra cui i costi delle operazioni, la disponibilità delle valute, la stabilità dei cambi e la possibilità di mantenere rapporti commerciali con una pluralità di mercati. La cooperazione finanziaria rappresenta dunque un ambito di interesse comune, ma non elimina le differenze tra le esigenze economiche delle parti coinvolte.
Energia, investimenti industriali e sicurezza alimentare
Il settore energetico costituisce uno dei principali ambiti nei quali la Russia intende rafforzare la propria presenza in Africa. Putin ha richiamato i progetti sviluppati da imprese russe nei comparti petrolifero, del gas, nucleare e minerario, indicando anche logistica, manifattura e turismo tra i settori nei quali esistono opportunità di investimento. La cooperazione comprende la costruzione di infrastrutture, il trasferimento di tecnologie e la formazione di personale locale, aspetti che il Cremlino presenta come elementi distintivi del proprio approccio ai rapporti economici con il continente. Il presidente ha inoltre sostenuto che le imprese russe coinvolgono appaltatori africani e partecipano a iniziative sociali e ambientali, affermazioni che riflettono la posizione ufficiale di Mosca e che richiedono valutazioni specifiche per i singoli progetti.
Particolare rilievo assume il nucleare civile, settore nel quale Rosatom ha sviluppato relazioni con numerosi governi africani. Il progetto della centrale di El Dabaa, in Egitto, rappresenta uno degli esempi più importanti della cooperazione energetica russo-africana, pur essendo ancora in fase di realizzazione. Putin ha inoltre manifestato la disponibilità di Mosca a condividere competenze nello sviluppo dell’energia geotermica, richiamando l’esperienza maturata in Russia, in particolare nella penisola della Kamchatka. L’interesse per la produzione elettrica si affianca alla cooperazione agricola e alimentare, nella quale le forniture russe di cereali e fertilizzanti rivestono un ruolo significativo per diversi mercati africani. Per i governi del continente, la questione centrale rimane la capacità di trasformare queste collaborazioni in investimenti sostenibili, maggiore capacità produttiva e infrastrutture effettivamente operative.
Sicurezza e cooperazione militare nel Sahel
La dimensione economica del vertice si accompagna al rafforzamento delle relazioni nel settore della sicurezza. Negli ultimi anni Mosca ha ampliato la propria presenza militare in diversi Paesi africani, soprattutto nella regione del Sahel, dove crisi politiche, conflitti armati e attività di organizzazioni jihadiste hanno modificato gli equilibri delle alleanze internazionali. Mali, Burkina Faso e Niger hanno ridimensionato o interrotto alcune forme di cooperazione con partner occidentali, sviluppando rapporti più stretti con la Russia nel campo dell’addestramento, delle forniture militari e dell’assistenza alle forze di sicurezza. La presenza russa è passata anche attraverso il gruppo Wagner e, successivamente, attraverso strutture più direttamente riconducibili al ministero della Difesa di Mosca, tra cui l’Africa Corps.
Putin ha ribadito l’interesse della Russia a contribuire alla stabilità regionale e alla prevenzione dei conflitti, richiamando anche la formazione di ufficiali militari e personale delle forze dell’ordine africane presso istituzioni russe. Il Cremlino presenta questa cooperazione come un sostegno alla sovranità dei governi e alla lotta contro il terrorismo, mentre governi occidentali e organizzazioni per i diritti umani hanno sollevato preoccupazioni per il sostegno militare ad alcune giunte e per le violazioni documentate nelle aree di conflitto. La sicurezza rimane quindi uno degli aspetti più controversi del partenariato Russia-Africa e uno dei principali strumenti attraverso i quali Mosca esercita influenza politica nel continente.
Quasi 40.000 studenti africani nelle università russe
Il vertice dedica spazio anche alla cooperazione umanitaria, sanitaria e scientifica, settori che il Cremlino considera importanti per consolidare relazioni di lungo periodo. Secondo Putin, quasi 40.000 studenti provenienti dai Paesi africani frequentano attualmente istituti di istruzione superiore russi, un dato che evidenzia il ruolo attribuito alla formazione universitaria nella strategia di partenariato. Mosca intende ampliare i programmi accademici, la preparazione di specialisti e le iniziative dedicate alla diffusione della lingua e della cultura russa, rafforzando una rete di rapporti che può proseguire anche dopo il completamento degli studi.
Sul piano sanitario, Putin ha richiamato la collaborazione nella lotta contro le malattie infettive, la fornitura di medicinali e il trasferimento di laboratori mobili. Un ulteriore settore di interesse è quello dell’intelligenza artificiale, che il presidente ha indicato tra le aree più promettenti per i futuri progetti congiunti. Secondo la posizione russa, lo sviluppo di queste tecnologie richiede competenze scientifiche, personale qualificato e infrastrutture energetiche adeguate, elementi sui quali Mosca propone di costruire nuove forme di cooperazione con i partner africani. La dimensione educativa e tecnologica affianca così quella commerciale e militare, contribuendo alla strategia con cui la Russia cerca di consolidare la propria presenza nel continente.
Attesi 33 accordi e un piano di cooperazione per il 2027–2029
Tra i risultati attesi dal vertice figurano 33 accordi, memorandum e contratti commerciali, secondo le informazioni diffuse alla vigilia della conclusione dei lavori. Il numero rappresenta un obiettivo annunciato e non deve essere interpretato come il totale di intese già effettivamente sottoscritte. Gli organizzatori prevedono inoltre l’adozione di una dichiarazione sul partenariato Russia-Africa, di un documento specifico sulla cooperazione nell’intelligenza artificiale e di un piano d’azione congiunto per il periodo 2027–2029. Questi strumenti dovrebbero definire le priorità della collaborazione nei settori politico, economico, industriale e tecnologico, ma la loro portata concreta potrà essere valutata soltanto dopo la pubblicazione dei testi definitivi e l’individuazione degli impegni assunti dalle parti.
L’appuntamento di Mosca prosegue il percorso avviato con il primo vertice Russia-Africa di Sochi nel 2019 e con il secondo incontro di San Pietroburgo nel 2023. Per Putin, il confronto rappresenta un’occasione per dimostrare che la Russia intende mantenere un ruolo attivo nella ridefinizione degli equilibri internazionali, rafforzando i rapporti con Paesi esterni all’area occidentale. Per i governi africani, invece, il vertice offre ulteriori opportunità di negoziazione e diversificazione dei partenariati, senza comportare necessariamente l’adesione a una posizione geopolitica comune. La questione decisiva sarà la capacità di trasformare le dichiarazioni sul multipolarismo in accordi economici verificabili, investimenti produttivi e progetti concretamente realizzati. È su questo terreno che si misurerà il peso effettivo della cooperazione tra Mosca e il continente africano nei prossimi anni.
Fonti: TASS, Izvestia, Reuters, Associated Press.
