(AGENPARL) - Roma, 27 Ottobre 2026 - *LA NUOVA FOTOGRAFIA DELLE SOCIETÀ BENEFIT*
*Presentati i nuovi approfondimenti della Ricerca Nazionale sulle Società
Benefit 2026 su competitività, filiere e territori:*
● *Associazione positiva tra modello Benefit e crescita: nel
+13% per il fatturato*
● *Filiere più stabili: nelle SB è maggiore la quota degli acquisti
presso fornitori continuativi rispetto alle non-benefit (27,4% vs 21,8%)*
● *Benefit chiama Benefit: il 38% delle SB ha relazioni commerciali
con altre Benefit (vs 24% delle non-benefit con fornitori SB)*
● *L'incidenza delle SB è superiore nelle province con maggiore
capacità innovativa, condizioni economiche più favorevoli e una più ampia
partecipazione al lavoro.*
● *Al 30 giugno 2026 sale a 5.968 il numero di Società Benefit
(+15,6% la crescita rispetto all'anno precedente), con un valore della
produzione annuale pari a €71,3 miliardi*
Milano, 26 ottobre 2026 – Si è tenuto oggi a Milano l'evento *"Società
Benefit: dalla competitività all'interdipendenza",* durante il quale è
stata presentata la nuova edizione della *Ricerca Nazionale sulle Società
Benefit 2026*.
Attraverso gli interventi dei Partner della Ricerca – *NATIVA*, il *Research
Department di Intesa Sanpaolo*, *InfoCamere*, l'*Università di
Padova*, la *Camera
di commercio di Brindisi-Taranto *e *Assobenefit *- è emerso un quadro
aggiornato su competitività, relazioni di filiera e rapporto con i
territori.
L'analisi sulla competitività abbina circa 2 mila Società Benefit ad
altrettante imprese non-benefit con profili il più possibile omogenei per
dimensione, settore, territorio e coorte di età. L'analisi evidenzia
un'associazione positiva tra qualifica Benefit e crescita d'impresa:
l'effetto stimato risulta pari a circa *+13% per il fatturato*, *+17% per
il costo del lavoro* e *+12% per il valore aggiunto*.
L'adozione del modello Benefit risulta quindi uno degli elementi che
concorrono alla migliore performance delle imprese. Il vantaggio si
rafforza quando l'identità Benefit si accompagna a strategie orientate alla
qualità, alla sostenibilità ambientale e all'apertura internazionale.
Inoltre, dall'analisi degli scambi commerciali nel 2024 di 4.376 imprese,
metà Società Benefit e metà non-benefit omogenee per settore, dimensione e
provincia, emerge come le Società Benefit compaiono nelle filiere delle
loro omologhe con una frequenza superiore a quella dell'economia nel suo
complesso. Il *38% delle SB ha relazioni commerciali con altre Benefit*,
mentre le non-benefit hanno fornitori Benefit solo nel 24% dei casi. Questa
propensione a costruire relazioni con fornitori Benefit interessa tutte le
classi dimensionali, dalle micro alle grandi imprese: all'aumentare della
dimensione cresce la probabilità di avere almeno un fornitore Benefit (tra
le grandi imprese Benefit si raggiunge quota 86%), ma il vantaggio delle
Società Benefit rispetto al campione di confronto rimane sistematicamente
presente.
Le filiere delle Società Benefit inoltre sono più stabili: il *27,4%* degli
acquisti è destinato a *fornitori con cui esiste un rapporto continuativo
negli ultimi nove anni*, contro il 21,8% delle non-benefit. Questo dato
offre uno spunto di riflessione sulla tenuta delle supply chain. In una
fase caratterizzata da elevata volatilità dei mercati e da frequenti
tensioni nelle catene di fornitura globali, la capacità di mantenere
relazioni stabili con i fornitori potrebbe rappresentare un elemento di
forza. La stabilità delle relazioni può tradursi in un vantaggio
competitivo, favorendo non solo l'efficienza e la continuità degli scambi,
ma anche la diffusione di conoscenze, pratiche e valori condivisi tra le
imprese coinvolte e la gestione delle criticità.
Un ecosistema che include anche le imprese più piccole: quando l'impresa
ordinante è una microimpresa Società Benefit, la quota di fornitori Benefit
di pari dimensioni è pari al 57%, quasi il doppio rispetto a quanto
osservato quando gli acquirenti sono le società non-benefit. Il dato indica
un ecosistema diffuso, in cui anche le realtà più piccole riescono a
consolidare relazioni commerciali con imprese che condividono valori simili.
La Ricerca ha inoltre confrontato la diffusione delle Società Benefit nelle
province italiane con le condizioni economiche e sociali dei territori,
misurate dagli indicatori ISTAT sul benessere equo e sostenibile (BesT
2025).
Ne emerge come la maggiore presenza delle Società Benefit non risponda a
una maggiore presenza di bisogni sociali più intensi e a carenze del
contesto in cui operano. La mappa del modello segue infatti quella
dell'innovazione e del reddito: *le Società Benefit sono più presenti nei
territori che brevettano di più e dove i redditi sono più elevati*, con
un'incidenza che va da 2,7 ogni mille società nel Nord-Ovest a 0,8 nelle
Isole.
Per quanto riguarda le finalità di beneficio comune, emerge come le scelte
degli statuti siano legate più all'attività dell'impresa che al luogo in
cui ha sede. Territorio, settore e dimensione spiegano solo una piccola
parte delle differenze degli impegni assunti. L'unica eccezione riguarda il
Capitale Umano, più presente negli statuti delle imprese dei territori dove
il mercato del lavoro presenta condizioni più favorevoli.
La Ricerca presenta un aggiornamento sulla numerica del fenomeno Benefit.
Al 30 giugno 2026 le Società Benefit in Italia sono *5.968*, il 7,7% in più
rispetto a fine 2025 e il 15,6% in più rispetto a un anno prima. Impiegano
circa 260mila addetti e generano un valore della produzione di €71,3
miliardi, pari al 2,5% del totale nazionale.
Le microimprese sono le più numerose (4.342), ma il modello è più diffuso
tra le grandi imprese con oltre 250 addetti, dove l'incidenza arriva al
2,4%. Inoltre è presente in tutti i settori, in particolare nelle
telecomunicazioni (11,7‰), nelle attività professionali (9,4‰) e
nell'istruzione (7,0‰).
La Ricerca ha anche aggiornato l'analisi della dimensione statutaria,
categorizzando gli impegni concreti e pubblici che le Società Benefit
assumono nei confronti delle persone, delle comunità e dell'ambiente. La
classificazione ESG, ottenuta tramite l'esame puntuale di 5006 statuti,
conferma un forte orientamento verso le finalità sociali (55%), seguite da
quelle ambientali (28%) e di governance (17%).
È possibile scaricare la Ricerca completa a questo link:
*COSA SONO LE SOCIETÀ BENEFIT*
Società Benefit è uno status giuridico adottato da imprese che, oltre allo
scopo di distribuire gli utili, perseguono una o più finalità di beneficio
comune e operano in modo responsabile, sostenibile e trasparente nei
confronti di persone, ambiente e stakeholder, impegnandosi a valutare in
maniera trasparente il proprio impatto.
I principi costitutivi delle Società Benefit sono definiti nella legge 28
dicembre 2015, n. 208. Nel 2016 l'Italia è diventata il primo Paese, dopo
gli Stati Uniti, a introdurre nella propria legislazione la possibilità per
le aziende di adottare la qualifica di Società Benefit. Secondo la norma,
le Società Benefit presentano alcune sostanziali novità:
● Una o più finalità di beneficio comune indicate nell'oggetto
sociale. La realizzazione di un beneficio comune viene pertanto a
configurarsi come un obbligo giuridico di natura statutaria.
● L'obbligo, nella gestione, di bilanciare l'interesse dei soci con il
perseguimento delle finalità di beneficio comune e gli interessi degli
stakeholder.
● L'obbligo di comunicare in maniera trasparente il perseguimento del
beneficio comune con una relazione annuale che contempli anche la
misurazione dell'impatto generato – secondo standard di valutazione esterni
– su governance, lavoratori, stakeholder del territorio e ambiente.
● La necessità di individuare un soggetto all'interno della società
responsabile per il perseguimento del Beneficio comune.
*NATIVA *è la Società Benefit che da anni accompagna le imprese nel
ridisegnare radicalmente i propri modelli in ottica di sostenibilità, in
favore di un paradigma economico rigenerativo. Dal 2014 ha per prima
attivamente promosso l'introduzione delle Società Benefit in Italia e poi
in Perù, Ecuador, Colombia, Uruguay, Panama e Spagna, come modello di
governance efficace per accelerare l'integrazione della sostenibilità nei
processi di business delle aziende.
*Intesa Sanpaolo *è il maggior gruppo bancario in Italia con una
significativa presenza internazionale. Il suo Research Department è uno dei
principali centri di ricerca economica e finanziaria del Paese, con la
missione di produrre analisi indipendenti e imparziali e di contribuire al
dibattito economico sui principali temi strutturali del Paese; studi
sull'andamento dell'economia italiana e internazionale, sui mercati dei
capitali, sulle economie territoriali, sui settori e distretti industriali,
sul sistema bancario, sugli enti e sui servizi pubblici.
*InfoCamere *è la società consortile delle Camere di Commercio per
l'innovazione digitale e ha il compito di approntare, organizzare e gestire
nell'interesse e per conto delle Camere di Commercio il Registro Imprese
(riconosciuto dall'AGID quale banca dati di interesse nazionale) e altri
rilevanti asset digitali del sistema camerale, sviluppando al contempo
soluzioni per l'analisi dei fenomeni economici letti attraverso il dato
amministrativo a supporto dei decisori pubblici e del sistema produttivo
nel suo insieme.
Il *Dipartimento di Scienze Economiche e Aziendali "Marco Fanno" *è un
dipartimento dell'Università di Padova che integra docenti di area economia
esperienze di ricerca nell'ambito dell'imprenditorialità, delle forme
organizzative, della governance, dei modelli di business e della gestione
delle risorse umane nell'ottica della sostenibilità. Dal 2023 è accreditato
Equis.
La *Camera di commercio di Brindisi – Taranto *opera, sin dal 2016, a
favore della diffusione della conoscenza e dell'adozione del modello
imprenditoriale benefit, promuovendo il costante monitoraggio
quali-quantitativo del fenomeno attraverso la creazione e la gestione, con
l'indispensabile supporto tecnologico di InfoCamere, di un Osservatorio e
di una dashboard di analisi statistica evoluta.
*Assobenefit* è l'associazione nazionale delle Società Benefit, al fianco
delle imprese che hanno scelto questo modello e di chi si riconosce in
un'economia che mette al centro il bene comune. E' punto di riferimento in
Italia e all'estero, grazie a una solida rete di partner istituzionali e
della società civile. Promuove lo sviluppo del modello Benefit attraverso
la ricerca e la diffusione delle buone prassi per dare vita a filiere e
distretti di missione. Promuove l'innovazione in sede legislativa italiana
ed europea. Dal 26 maggio 2026 è Ente del Terzo Settore.
