(AGENPARL) - Roma, 26 Ottobre 2026 - «In questi quattro anni di visite ispettive nei CPR ho visto con i miei occhi la violenza e la disfunzionalità di un sistema che il governo vuole estendere a tutte le regioni. Una quantità di sofferenza inimmaginabile, prodotta solo per propaganda, per ostentare il pugno duro su rimpatri che, in larga parte, non vengono nemmeno eseguiti attraverso quei centri. È fallimentare un'idea di sicurezza fondata sulla privazione prolungata della libertà per ragioni amministrative, su condizioni di trattenimento disumane, sulla sedazione collettiva e sull'abuso di psicofarmaci.
Si continua a rinchiudere e abbandonare, appaltando all'Almasri di turno la gestione dei flussi migratori, in un Paese che rende impossibile regolarizzarsi, tollera lo sfruttamento e l'umiliazione delle persone straniere, ma trova milioni di euro per costruire nuove prigioni in Italia e all'estero, a prescindere dalle possibilità effettive di rimpatrio.
Oggi sarò a Castel Volturno, insieme alla delegazione del Partito Democratico, per sostenere associazioni, cittadini e società civile che si oppongono alla costruzione di un nuovo CPR da 43 milioni di euro. Un progetto che rappresenta il fallimento di un governo incapace di immaginare una politica migratoria diversa dalla detenzione. Castel Volturno merita investimenti nei servizi, nel lavoro e nell'integrazione, non nuovi luoghi in cui rinchiudere e dimenticare esseri umani». Lo dichiara Rachele Scarpa, deputata del Partito Democratico.