(AGENPARL) - Roma, 26 Ottobre 2026 - AGR Basilicata
Ottobre 24, 2026
Un viaggio tra turismo, territorio e sapori ha trasformato l'iconico store milanese nel palcoscenico di una riflessione profonda sul modello di sviluppo turistico del futuro. Un modello che non rincorre il turismo di massa, ma punta su tre pilastri: qualità, sostenibilità e verità.
In un'epoca in cui passiamo ore a fotografare il piatto prima di toccare la forchetta abbiamo quasi dimenticato che mangiare è, prima di tutto, un atto di memoria. Ieri, tra i banchi di Eataly Milano Smeraldo, la Basilicata ha messo in scena un piccolo miracolo quotidiano: ha dimostrato che un morso di Caciocavallo o un sorso di Aglianico del Vulture possono raccontare un territorio meglio di un trattato di sociologia. Perché ci sono regioni che non hanno bisogno di urlare per farsi ascoltare: le riconosci dal sapore che ti lasciano dentro. L'iniziativa "Assapora la Basilicata. Un viaggio tra turismo, territorio e sapori", promossa da Eataly, ha trasformato l'iconico store milanese nel palcoscenico di una riflessione profonda sul modello di sviluppo turistico del futuro. Un modello che non rincorre il turismo di massa, ma punta tutto su tre pilastri ormai rari: qualità, sostenibilità e verità.
Per l'intera giornata di ieri il folto pubblico milanese – tra cui numerosi lucani che vivono in Lombardia – ha potuto compiere un viaggio sensoriale tra le anime di una regione straordinaria, capace di custodire nel suo grembo due mari, montagne impervie, borghi arrampicati sulle rocce e colline dorate. I banchi dedicati hanno visto protagonisti i volti e le mani dei produttori lucani, custodi di una tradizione agroalimentare che si fa identità: dalle conserve storiche di pomodori secchi, carciofi e specialità al peperone crusco della Masseria Mirogallo, alla pasta artigianale di Pasta Alica con i suoi cavatelli, busiate, orecchiette e strascinati. Non sono mancati i salumi tipici di Sapori Mediterranei – dalla Salsiccia Stagionata alla Soppressata, fino al Pezzente della montagna materana – gli snack croccanti di Pepperò e i grandi vini del territorio proposti da Terre degli Svevi, con i suoi celebri Aglianico del Vulture, e da Tenuta i Gelsi.
Tra laboratori dedicati alla pasta fresca e degustazioni di vino, ad affascinare i visitatori è stata anche la speciale pizza alla pala "La lucana", impastata ogni giorno nella panetteria di Eataly con tre simboli gastronomici della regione: Caciocavallo, Salsiccia Piccante e Peperone Crusco fritto. Particolarmente suggestivo è stato poi il momento conviviale guidato dalla chef Antonietta Santoro, anima del ristorante Al Becco della Civetta di Castelmezzano (Chiocciola Slow Food). La sua cucina, radicata nella cultura contadina e nel rispetto sacro delle materie prime, ha portato a Milano il sapore più genuino dell'accoglienza lucana.