(AGENPARL) - Roma, 21 Ottobre 2026 - Si conclude domenica 1° novembre al Forte di Bard la mostra Metamorfosi dello sguardo. Le Alpi immaginifiche. Superati i 40.000 visitatori
Ultimi giorni per visitare al Forte di Bard la mostra Metamorfosi dello sguardo. le Alpi immaginifiche promossa nell’ambito del progetto DAHU (Développement et Adaptation des occupations HUmaines en montagne) che coinvolge la Regione autonoma Valle d’Aosta, il Comune di Issime, il Forte di Bard, il Dipartimento dell’Alta Savoia, la Comunità dei Comuni della Valle di Chamonix Mont-Blanc. L’esposizione allestita all’interno delle sale degli Alloggiamenti del Museo delle Alpi sino a domenica 1° novembre 2026, ha registrato dal 29 maggio ad oggi oltre 40.000 visitatori. Segno del grande interesse suscitato dagli oltre 70 capolavori esposti, che hanno raccontato al pubblico l’evoluzione del paesaggio montano tra la fine del XVIII e la metà del XX secolo, tema al centro del progetto di indagine e ricerca transfrontaliero. Nel percorso espositivo sono esposti, tra gli altri, preziosi acquerelli di William Turner e Giuseppe Pietro Bagetti e grandi oli di Angelo Abrate, Cesare Maggi, Mario Reviglione, Giovanni Giani, Italo Mus, Giuseppe Camino.
Il progetto DAHU si è proposto di analizzare sul territorio alpino tra Italia e Francia, la relazione tra le variazioni climatiche, il paesaggio e le comunità umane, basandosi sulle evidenze materiali e immateriali giunte fino a noi. L’esposizione curata da Aldo Audisio ne declina le finalità sotto il profilo artistico offrendo anche una visione arricchita da un approccio scientifico che spazia dalla storia dell’arte all’archeologia.
«La mostra – commenta il curatore Aldo Audisio – analizza il cambiamento del territorio, con un focus specifico sulla Valle d’Aosta e la valle di Chamonix, attraverso la pluralità di sguardi di artisti, scienziati e alpinisti che ne hanno documentato le trasformazioni. Il progetto è nato da un’ampia ricerca iconografica che ha spaziato su un preciso arco temporale che ha portato all’individuazione di oltre 400 opere appartenenti a Istituzioni pubbliche e a privati collezionisti; un lavoro condotto da una equipe di ricercatori che diverrà base per ulteriori studi».








