(AGENPARL) - Roma, 20 Ottobre 2026 - "Qualcuno dei ministri, se non proprio la presidente del Consiglio, ha mai
pensato di sfidare i ragazzi che protestano invitandoli a un confronto
diretto per capirne le ragioni, se ne hanno? Il giorno dopo le scene di
violenza, intollerabili in una democrazia, non basta appellarsi alla logica
per cui "chi rompe paga" (come dice Salvini) "e i cocci sono suoi". Vero, e
sono d'accordo: una volta individuato, il responsabile che ha fracassato
una vetrina o il parabrezza di un'auto deve essere chiamato a rifondere i
danni. Attenzione, però: i cocci, se con questo si vuole intendere le
conseguenze sociali, non sono soltanto suoi ma sono di tutti noi.
Lo dichiara Daniela Ruffino, deputata di Azione.
"Da ottobre 2022 il governo procede con decreti sicurezza in materia di
ordine pubblico. Parte, cioè, dal presupposto che ogni manifestazione che
degenera in atti di violenza, sia un problema di ordine pubblico e una
volta riaffermato il monopolio dello Stato nell'uso della forza, tutto il
resto sparisce. Il carovita, gli affitti alle stelle, gli stipendi poveri
(secondo Istat sono circa 6 milioni gli italiani che lavorano e guadagnano
meno di 1000 euro al mese), insomma la cenere che cova sotto il fuoco di
dichiarazioni inneggianti ai miracoli economici di questo esecutivo, prima
o poi finisce per innescare il fuoco sociale. Oggi c'è una generazione
di indicare una soluzione concreta, praticabile e sostenibile sul piano
finanziario per dare sollievo a chi versa nella povertà. Pensare di
aumentare il numero di poliziotti può essere utile (magari farei aumentare
prima lo stipendio di quelli che ci sono) ma è solo un pezzo della
risposta. La politica deve poter dare risposte più solide e meno precarie,
e fino a oggi questo governo non c'è riuscito" – conclude.
