(AGENPARL) - Roma, 9 Ottobre 2026 - L'appuntamento promosso da Regione Piemonte e Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d'Alba apre la 96ª Fiera. Gallo: "Le carte ci dicono dove il tartufo bianco può crescere, ora il lavoro si sposta nei boschi e nelle aree rurali"
Sabato 10 ottobre ad Alba, nella Sala Riolfo del Cortile della Maddalena, prende avvio la terza edizione di Tuber Next Gen , l'appuntamento ideato dalla Regione Piemonte e dalla Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d'Alba, con il Centro Nazionale Studi Tartufo, e dedicato al futuro del patrimonio tartufigeno piemontese: gestione delle tartufaie naturali e coltivate, nuove piante, formazione degli operatori. L'incontro si svolge nel giorno di apertura della 96ª Fiera , che quest'anno ha per tema le "Relazioni autentiche": quelle tra il tartufo, i boschi, i cani e le comunità che lo custodiscono. Il pomeriggio si aprirà con la messa a dimora nel parco di San Cassiano di piante prodotte nei vivai forestali regionali e si chiuderà con la consegna dei primi cinque diplomi a tartufai professionali .
Il titolo di questa edizione, "Dalle carte ai boschi: attivare buone pratiche", richiama il percorso avviato dalla Regione con gli Stati generali della tartuficoltura del dicembre 2024 ad Alba: l'apertura della raccolta posticipata a inizio ottobre, il censimento di oltre 24 mila piante produttive in 41 Comuni, il programma di recupero delle tartufaie in declino e le nuove Carte di attitudine dei suoli alle produzioni tartufigene elaborate da IPLA, che nel solo Cuneese individuano 87 mila ettari idonei al tartufo bianco, il 24 per cento in più rispetto alle stime precedenti, e 13 nuovi Comuni riconosciuti. Nel 2026 a questo lavoro si sono aggiunti stanziamenti regionali per complessivi 475.000 euro , a sostegno di una filiera che conta oltre 5 mila trifolau e 22 fiere da ottobre a dicembre.
« Agli Stati generali abbiamo preso un impegno con i trifolau, i Comuni e la Fiera: mettere al centro la pianta oltre che il prodotto – dichiara l'assessore regionale alla Tartuficoltura Marco Gallo –. In meno di due anni abbiamo spostato in avanti l'apertura della raccolta, censito le piante produttive indennizzate, ridisegnato le carte di vocazionalità e quest'anno attivato oltre 358 mila euro a chi conserva quelle piante e a chi recupera le tartufaie naturali. Le carte ci dicono dove il tartufo bianco può crescere, ora il lavoro si sposta nei boschi e nelle aree rurali, con i Comuni, i proprietari e una nuova generazione di operatori formati. Tuber Next Gen nasce per questo ».
« Il tartufo bianco pregiato nasce dove gli alberi in ambiente rurale vengono conservati e messi a dimora e il bosco è gestito, perché ogni pianta in più nelle aree vocate può essere una nuova tartufaia – prosegue Gallo –. Nel Cunee se 36 mila ettari un tempo vocati sono stati persi per l'urbanizzazione, e siccità e abbandono dei terreni hanno già inciso sulle ultime stagioni. Per questo chiediamo ai proprietari un impegno di cinque anni e in cambio garantiamo la libera cerca: il tartufo resta un patrimonio di tutti. La Fiera di Alba quest'anno racconta le relazioni autentiche tra il tartufo, i boschi e le comunità: il compito della Regione è dare a quelle relazioni un futuro ».
I bandi regionali aperti nel 2026
Lo strumento di sostegno più noto è l' indennità per la conservazione del patrimonio tartufigeno regionale , aperta il 2 ottobre con una dotazione di 306.810 euro . È rivolta ai proprietari o possessori di terreni in Piemonte su cui si trovano piante riconosciute produttive di tartufo bianco pregiato, che si impegnano a conservarle per cinque anni secondo un piano di coltura e conservazione, garantendo la libera ricerca e raccolta. Il contributo annuo massimo è di 20 euro per le querce, 18 euro per pioppi, salici, tigli e carpini e 12,50 euro per il nocciolo. Le domande si presentano fino al 15 dicembre 2026 .
Il 2026 ha visto anche l'apertura del bando per la salvaguardia e il potenziamento delle tartufaie naturali di Tuber magnatum Pico , finanziato con 51.380 euro ai sensi della legge regionale 16/2008, rimasto aperto dal 9 gennaio all'8 giugno 2026. Rivolto alle associazioni di tartufai e ai soggetti pubblici e privati associati, è stato valuto per sostenere il miglioramento e il ripristino ambientale delle tartufaie esistenti.
Il programma di sabato
Spazio poi alle esperienze dei territori: Monteu Roero, Grinzane Cavour e Monforte d'Alba presenteranno i propri progetti di manutenzione e messa a dimora di piante tartufigene, mentre l'Enoteca Regionale del Roero racconterà la distribuzione, in due anni, di venti piante ai Comuni aderenti.
Le prossime tappe
L'appuntamento di Alba apre il ciclo Tuber Next Gen 2026, che nei prossimi mesi proseguirà con quattro incontri territoriali negli istituti agrari e forestali delle province di Asti, Alessandria, Torino e Cuneo: in ogni tappa gli studenti parteciperanno alla messa a dimora di nuove piante, incontreranno i protagonisti di buone pratiche territoriali e, con il supporto tecnico-scientifico di IPLA, cominceranno a prendere confidenza con gli strumenti regionali per la tutela del patrimonio tartufigeno.
