(AGENPARL) - Roma, 19 Settembre 2026 - *COMUNICATO STAMPA*
*ECOLOGISTIC, AMMINISTRAZIONE: «ALTRO CHE FUGA. STIAMO DIFENDENDO IL FUTURO
DI GINOSA»*
«Stiamo mettendo in campo ogni energia, ogni competenza e ogni strumento
per difendere il Comune di Ginosa in una delle vertenze giudiziarie e
istituzionali più impegnative e delicate che abbiamo mai affrontato. Nel
frattempo stiamo tutelando il lavoro, stiamo facendo tutte le verifiche
necessarie sugli atti e stiamo lavorando con uffici e legali in maniera
capillare, chirurgica.
E invece ci accusano di fuggire dal confronto, di fare melina, di
ostacolare gli accordi e di mettere a rischio lavoro e investimenti. Per
questo respingiamo con fermezza il tentativo di dipingere il Comune come il
soggetto che ostacola la soluzione della vertenza. Perché quando si mette
in discussione il ruolo dell'Amministrazione su una vicenda che riguarda il
futuro del territorio, non si colpiscono soltanto il Sindaco, la Giunta o i
Consiglieri: si mette in discussione un'intera comunità e il diritto di
Ginosa a essere ascoltata, rispettata e coinvolta nelle decisioni che la
riguardano».
Così l'Amministrazione Comunale sulla vertenza Ecologistic dopo il tavolo
del MIMIT del 15 settembre e le successive dichiarazioni diffuse
dall'azienda.
«Sul tavolo ci sono almeno tre questioni diverse ma strettamente collegate:
il contenzioso pendente davanti al TAR, la richiesta di trasferimento della
piena proprietà dell'ex Miroglio a Ecologistic e la necessità di capire
quale accordo concreto si intenda costruire per chiudere la vertenza.
Noi abbiamo già scritto al MIMIT che siamo disponibili a valutare una
soluzione extragiudiziale. Ma se quella soluzione deve comportare il
trasferimento della proprietà di un bene oggi del Comune, o comunque
impegni rilevanti per l'Ente, il Consiglio Comunale deve essere coinvolto
pienamente.
E per coinvolgerlo servono atti chiari. Bisogna sapere cosa si propone, a
quali condizioni, quali obblighi assume il Comune e quali effetti produce
quella scelta. Non si può chiedere al Consiglio Comunale di pronunciarsi su
una soluzione che non sia stata prima formalizzata nei suoi elementi
essenziali.
Questo è il punto: non stiamo chiudendo la porta al confronto. Stiamo
chiedendo che il confronto produca qualcosa di concreto, definito e
verificabile, da poter sottoporre agli organi competenti.
Quanto poi all'ipotesi di un comodato d'uso a lungo termine, è bene
ristabilire un fatto: la proroga pluriennale del comodato gratuito non è
una proposta inventata improvvisamente dal Comune. È una soluzione che la
FILCTEM CGIL aveva già indicato il mese scorso come possibile punto di
equilibrio per tutelare lavoratori, investimenti e comunità.
È una proposta che condividiamo pienamente e che siamo disponibili ad
approfondire seriamente nell'ambito di un percorso trasparente e
istituzionalmente corretto.
C'è poi un altro problema che abbiamo già fatto presente: troppo spesso ciò
che diciamo non viene riportato nei verbali con la stessa precisione con
cui vengono riportate le posizioni degli altri soggetti. È già accaduto in
passato e, ancora una volta, ci troviamo davanti a una verbalizzazione che
non restituisce integralmente quanto espresso dal Comune.
Se siamo dentro un procedimento giudiziario e parallelamente partecipiamo a
incontri istituzionali, non possiamo accettare che quei tavoli servano a
cristallizzare una narrazione unilaterale, non confutata e poi certificata
attraverso verbali che non riportano compiutamente le posizioni del Comune.
In quelle condizioni partecipare diventa irrispettoso verso l'Ente che
rappresentiamo e verso il Consiglio Comunale.
La nostra priorità resta tenere insieme quattro elementi: tutela dei
lavoratori, tutela degli investimenti, tutela dell'ambiente e tutela del
territorio.
Se esiste una soluzione vera, venga formalizzata e messa nero su bianco.
Noi siamo pronti a discuterla. Ma non parteciperemo a percorsi nei quali la
posizione del Comune viene semplificata, omessa o riscritta da altri.
Ginosa merita rispetto istituzionale e il Consiglio Comunale merita di
poter decidere sulla base di atti completi e trasparenti».
