(AGENPARL) - Roma, 15 Settembre 2026 - filiera, qualità e nuovi mercati"*
*Confronto in Assessorato con le organizzazioni di rappresentanza delle
imprese ortofrutticole. Accordi di filiera, promozione, catasto varietale e
apertura a nuovi mercati tra le priorità condivise*
L'uva da tavola è una delle grandi eccellenze produttive della Puglia, ma
oggi si trova davanti a una questione che riguarda l'intera filiera, ovvero
come fare in modo che il valore di una produzione di qualità venga
riconosciuto anche alle imprese che la realizzano. È partendo da questa
esigenza che l'assessore regionale all'Agricoltura e allo Sviluppo
rurale, *Francesco
Paolicelli*, ha convocato in Assessorato le organizzazioni di
rappresentanza delle imprese ortofrutticole pugliesi, con le quali è stata
condivisa una prima agenda di lavoro sulle principali criticità del
comparto.
La Puglia è il principale polo produttivo italiano dell'uva da tavola, con
oltre 23 mila ettari coltivati, concentrati soprattutto nel Barese,
nell'area ionico-tarantino e nella provincia BAT. Una filiera che ha
sviluppato negli anni competenze, specializzazione e capacità di
innovazione, con una crescente presenza delle varietà senza semi e una
forte vocazione all'esportazione. Il peso economico del comparto è
rilevante anche per l'ortofrutta regionale e coinvolge un indotto
occupazionale e produttivo di grande importanza per il territorio.
Proprio questa forza rende ancora più urgente affrontare le difficoltà che
oggi incidono sulla redditività delle aziende. La riduzione del potere
d'acquisto delle famiglie ha contribuito a frenare i consumi, mentre le
tensioni internazionali e la chiusura o la difficoltà di accesso ad alcuni
mercati hanno reso più complesso collocare le produzioni. A questo si
aggiunge una formazione del prezzo lungo la filiera che, in alcuni casi,
determina una distanza significativa tra il valore riconosciuto all'origine
e quello pagato dal consumatore finale.
"Abbiamo condiviso con le organizzazioni di rappresentanza una direzione
precisa: lavorare perché la qualità delle nostre produzioni si traduca in
maggiore valore per le aziende agricole. Questo significa rafforzare gli
accordi di filiera e la programmazione, conoscere meglio la nostra base
produttiva attraverso un catasto varietale, sostenere una promozione più
efficace e coordinata, valorizzare le produzioni di qualità e aprire nuovi
sbocchi commerciali. Su questi obiettivi la Regione continuerà a lavorare
insieme alle rappresentanze del comparto, perché solo una filiera più
organizzata può affrontare con maggiore forza le difficoltà del mercato",
dichiara l'assessore *Paolicelli*.
Accordi di filiera e programmazione sono tra i punti sui quali è emersa una
particolare convergenza. La Regione già riconosce agli accordi di filiera
un ruolo premiale nei bandi rivolti agli investimenti produttivi e intende
valorizzare ulteriormente questo strumento, perché una produzione
programmata e rapporti più strutturati tra i diversi attori della filiera
possono contribuire a ridurre gli squilibri tra offerta e domanda e a
distribuire in maniera più equilibrata il valore.
In questa prospettiva sarà avviata anche una ricognizione degli strumenti
di sostegno e dei bandi regionali attualmente attivi, per verificarne la
coerenza con le esigenze del comparto. Se in determinate fasi produttive si
determinano eccedenze rispetto alla capacità di assorbimento del mercato,
infatti, diventa necessario disporre di una lettura più puntuale della
produzione e di strumenti che aiutino a ricondurre l'offerta alle effettive
dinamiche della domanda.
Un secondo fronte riguarda promozione e comunicazione. La Regione ha
condiviso con l'Associazione Produttori Esportatori Ortofrutticoli (APEO)
la disponibilità a ospitare in Assessorato le 22 Organizzazioni di
produttori presenti in Puglia che commercializzano l'uva da tavola, con
l'obiettivo di costruire con loro una proposta coordinata di comunicazione
e valorizzazione dell'ortofrutta pugliese e, in particolare, dell'uva da
tavola.
Una maggiore conoscenza della base produttiva è inoltre indispensabile per
migliorare la programmazione. Per questo si è convenuto di attivare le
verifiche tecniche per l'attivazione di un catasto varietale dell'uva da
tavola, uno strumento che permetterebbe di disporre di un quadro aggiornato
delle superfici, delle varietà coltivate e della loro distribuzione
territoriale. Una banca dati di questo tipo consentirebbe di leggere con
maggiore precisione l'evoluzione della produzione e di orientare le future
scelte del comparto, anche rispetto al rinnovo varietale e alla domanda dei
mercati.
Particolare attenzione sarà dedicata anche alla ricerca di nuovi sbocchi
commerciali. La forte vocazione all'export dell'uva pugliese dimostra che
esiste una domanda internazionale per le produzioni regionali, ma occorre
ampliare la platea dei Paesi raggiungibili e ridurre la dipendenza dai
mercati maggiormente consolidati. In questo senso, anche la disponibilità
di collegamenti cargo rappresenta un'opportunità concreta. Per prodotti
deperibili come l'ortofrutta, poter raggiungere rapidamente mercati lontani
può incidere sulla competitività delle imprese, sulla capacità di
rispettare i tempi commerciali e sull'accesso a nuove destinazioni.
La qualità rappresenta, infine, una delle leve principali sulle quali
costruire una maggiore valorizzazione economica delle produzioni pugliesi.
Per questo al prossimo tavolo sarà coinvolto anche il Consorzio dell'IGP
Uva di Puglia, così da integrare sempre più tutela, riconoscibilità del
prodotto, promozione e presenza sui mercati.