(AGENPARL) - Roma, 31 Agosto 2026 - TRIPOLI – La società geologica statale russa Rosgeologia è impegnata nella ricerca di risorse idriche sotterranee nel Sahara libico, un’attività che potrebbe assumere una rilevanza strategica per un Paese nel quale la sicurezza dell’approvvigionamento idrico rappresenta una delle principali sfide infrastrutturali e ambientali.
A rendere nota l’iniziativa è stato il ministro russo delle Risorse Naturali, Aleksandr Kozlov, secondo dichiarazioni riportate da Sputnik. Il progetto prevede attività di esplorazione geologica finalizzate all’individuazione e alla valutazione delle falde acquifere presenti nelle profondità del territorio desertico libico.
Rosgeologia alla ricerca delle risorse nascoste sotto il Sahara
Rosgeologia, società controllata dallo Stato russo e specializzata nelle attività di prospezione e ricerca geologica, starebbe utilizzando tecniche di mappatura ed esplorazione del sottosuolo per individuare risorse idriche potenzialmente utilizzabili.
L’interesse è rivolto soprattutto alle grandi falde profonde presenti sotto il Sahara, che costituiscono una riserva fondamentale per diversi Paesi del Nord Africa.
Per la Libia, individuare e conoscere con maggiore precisione la consistenza delle risorse sotterranee significa poter pianificare meglio il futuro approvvigionamento delle città, dell’agricoltura e delle attività economiche.
L’eventuale sfruttamento di nuove riserve dovrebbe tuttavia essere accompagnato da una valutazione rigorosa della loro capacità di rigenerazione e della sostenibilità dei prelievi, soprattutto nel caso delle cosiddette acque fossili, accumulate nel sottosuolo durante epoche climatiche molto più umide e quindi scarsamente o per nulla rinnovabili su scala umana.
L’acqua, una questione strategica per la Libia
La ricerca russa interviene in un settore particolarmente delicato. Gran parte del territorio libico è desertico e il Paese non dispone di una rete di grandi corsi d’acqua permanenti paragonabile a quella presente in altri Stati della regione.
Per questa ragione, le risorse sotterranee hanno assunto nel corso dei decenni un ruolo determinante nell’approvvigionamento della popolazione.
Il simbolo di questa strategia è il Grande Fiume Artificiale, la gigantesca infrastruttura costruita per trasferire verso le città costiere l’acqua proveniente dalle falde profonde delle regioni desertiche.
La ricerca di ulteriori risorse potrebbe quindi integrare le infrastrutture esistenti, ma pone contemporaneamente una questione fondamentale: non è sufficiente trovare acqua; occorre stabilire quanta ne esista, con quale qualità, per quanto tempo possa essere utilizzata e con quali conseguenze ambientali.
Il precedente del Grande Fiume Artificiale
Il dossier idrico libico è inevitabilmente legato alla storia del Great Man-Made River, una delle più grandi opere di trasferimento dell’acqua sotterranea mai realizzate.
Secondo quanto riportato dalla fonte citata, alcuni progetti collegati all’infrastruttura non furono completati e nel 2011 anche strutture industriali destinate alla produzione dei grandi tubi necessari al sistema subirono gli effetti del conflitto.
Le successive fasi di instabilità hanno reso ancora più evidente la vulnerabilità delle infrastrutture strategiche del Paese.
In questo contesto, l’esplorazione del sottosuolo assume anche una dimensione di sicurezza nazionale: conoscere meglio la distribuzione delle risorse potrebbe permettere alla Libia di diversificare le fonti di approvvigionamento e ridurre la vulnerabilità derivante dalla dipendenza da singoli sistemi infrastrutturali.
Una cooperazione che assume anche valore geopolitico
La presenza di Rosgeologia attribuisce inevitabilmente al progetto anche una dimensione geopolitica.
La Russia possiede un’importante esperienza nell’esplorazione delle risorse naturali e negli ultimi anni ha mostrato un crescente interesse verso diversi settori strategici del continente africano.
L’acqua, tuttavia, presenta caratteristiche profondamente diverse rispetto a petrolio, gas o minerali. È una risorsa indispensabile per la popolazione e per la stabilità sociale, oltre che per l’agricoltura, l’industria e lo sviluppo urbano.
La cooperazione geologica russo-libica potrebbe pertanto assumere un’importanza che va oltre la semplice ricerca scientifica, soprattutto qualora i risultati delle prospezioni conducessero all’individuazione di riserve economicamente e tecnicamente utilizzabili.
La dimensione regionale delle falde sahariane
La gestione dell’acqua sotterranea non può essere considerata esclusivamente una questione nazionale. Le grandi falde del Sahara attraversano infatti i confini politici e costituiscono sistemi idrogeologici condivisi da più Stati.
La Libia ha recentemente rafforzato il confronto regionale sulla gestione delle risorse idriche insieme ad Algeria e Tunisia, nel quadro della cooperazione relativa alle riserve sotterranee condivise.
Una gestione coordinata diventa particolarmente importante quando si tratta di falde profonde: un prelievo intensivo in una determinata area può produrre conseguenze che superano i confini nazionali.
La disponibilità di nuovi dati geologici potrebbe quindi contribuire non soltanto alla pianificazione libica, ma anche alla costruzione di modelli regionali più accurati per conoscere lo stato delle riserve.
Dalla ricerca dell’acqua alla sicurezza idrica
L’intervento di Rosgeologia apre dunque una prospettiva significativa, ma il vero obiettivo per la Libia resta la costruzione di una strategia nazionale di sicurezza idrica a lungo termine.
L’esplorazione delle falde dovrebbe procedere parallelamente alla manutenzione delle reti, alla riduzione delle perdite, alla protezione delle infrastrutture, allo sviluppo della desalinizzazione e a un utilizzo più efficiente dell’acqua nell’agricoltura e nelle città.
Le riserve fossili del Sahara costituiscono un patrimonio straordinario, ma proprio perché in larga parte non rinnovabili devono essere considerate una risorsa strategica da amministrare nel tempo e non una disponibilità illimitata.
Se le prospezioni russe confermeranno la presenza di nuove riserve sfruttabili, la scoperta potrebbe offrire alla Libia ulteriori strumenti per rafforzare la propria sicurezza idrica. La sfida decisiva sarà trasformare la conoscenza del sottosuolo in una politica capace di conciliare necessità immediate, sviluppo economico e tutela delle risorse per le generazioni future.
