(AGENPARL) - Roma, 22 Agosto 2026 - ROMA, 22 AGOSTO 2026 – "I fischi rivolti alla presidente Meloni durante la cerimonia inaugurale dei Giochi del Mediterraneo non possono essere liquidati come un episodio da stadio. Sono il segnale di un malcontento che a Taranto e nella provincia ionica ha ragioni profonde e concrete. Ancora più significativo è stato il contrasto con la calorosa accoglienza riservata al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. I Giochi del Mediterraneo rappresentano una straordinaria occasione per Taranto. È bene ricordare, però, che questo percorso viene da lontano: la candidatura di Taranto fu scelta nell'agosto 2019, durante il Governo Conte, e nel 2021, con il Governo Conte II, furono stanziate in legge di Bilancio le prime risorse per avviare i progetti. Nessuno può oggi appropriarsi di una storia iniziata anni prima. Ma il punto non è rivendicare una bandierina politica. Il punto è ciò che accadrà dopo i Giochi. Taranto non può accontentarsi di qualche settimana di visibilità e di infrastrutture nuove se queste non diventano il punto di partenza di un vero piano di rilancio economico, occupazionale e sociale. Dopo quattro anni di Governo Meloni, il territorio continua ad aspettare risposte decisive sul futuro industriale, sulla tutela della salute e dell'ambiente, sul lavoro e sull'indotto. A questo si aggiungono le difficoltà quotidiane delle famiglie: costo della vita, carburanti, salari e potere d'acquisto, sanità. È su queste questioni che un Governo deve essere giudicato, non sulla quantità di propaganda prodotta. Taranto ha pagato per decenni un prezzo altissimo a un modello di sviluppo che ha contrapposto troppo spesso il diritto al lavoro al diritto alla salute. Oggi abbiamo l'occasione di cambiare paradigma: sport, turismo, cultura, innovazione, rigenerazione urbana ed economia sostenibile possono creare lavoro stabile e duraturo, non occupazione destinata a terminare con la chiusura dei Giochi. I fischi di ieri possono piacere o non piacere. Ma in democrazia il dissenso si ascolta. E quando arriva da una città che da troppo tempo attende risposte, il Governo farebbe bene a interrogarsi invece di voltarsi dall'altra parte. Taranto non chiede passerelle. Chiede futuro. E quel futuro deve cominciare adesso". Lo dichiara Patty L'Abbate, deputata del M5S eletta nel territorio ionico e vicepresidente della commissione Ambiente della Camera.
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