(AGENPARL) - Roma, 17 Agosto 2026 - Da una prima lettura della disposizione risulterebbe infatti che la norma di salvaguardia prevista dal nuovo articolo 82-bis del Codice del Terzo settore consenta di evitare gli effetti penalizzanti del passaggio al metodo retributivo IRAP per gli enti che, secondo la disciplina fiscale previgente, erano qualificati come commerciali.
La medesima tutela, tuttavia, potrebbe non operare allo stesso modo per le ex ONLUS che, proprio in ragione della particolare disciplina fiscale loro applicabile prima della riforma, erano considerate non commerciali.
Se questa interpretazione fosse confermata, ci troveremmo di fronte a un risultato paradossale: alcune delle realtà maggiormente impegnate nell'assistenza alle persone anziane, alle persone con disabilità, ai minori, nelle dipendenze e più in generale nei servizi sociali e sociosanitari rischierebbero di subire un trattamento fiscale più oneroso proprio in ragione della loro natura e della loro storia.
Il problema sarebbe particolarmente rilevante per organizzazioni ad alta intensità di lavoro, nelle quali il costo del personale rappresenta una parte fondamentale dell'attività svolta. Non possiamo permettere che una riforma fiscale determini, anche involontariamente, un disincentivo all'occupazione proprio nel settore della cura e dell'assistenza.
È quindi necessario che il Governo chiarisca immediatamente la portata della disposizione e, qualora questa criticità fosse confermata, intervenga per garantire anche alle realtà provenienti dal mondo delle ONLUS una tutela equivalente a quella riconosciuta agli altri enti interessati dalla norma.
Il Terzo settore svolge ogni giorno funzioni essenziali accanto alle istituzioni pubbliche, soprattutto nei confronti delle persone più fragili. Una riforma fiscale deve riconoscere questo valore, non rischiare di trasformarlo in uno svantaggio". Lo dichiara il deputato del PD Gian Antonio girelli.
Roma, 17 agosto 2026