(AGENPARL) - Roma, 2 Agosto 2026 - Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e le restrizioni all’export imposte dalla Cina continuano a spingere al rialzo i prezzi dei fertilizzanti. Gli esperti invitano gli agricoltori brasiliani a pianificare gli acquisti con largo anticipo per limitare l’impatto economico.
L’aumento dei prezzi dei fertilizzanti continua a rappresentare una delle principali sfide per il settore agricolo brasiliano, mettendo sotto pressione l’intera filiera agroalimentare e la logistica nazionale. Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente, unite alle restrizioni sulle esportazioni introdotte dalla Cina, stanno infatti alimentando una fase di forte volatilità del mercato internazionale, con ripercussioni dirette sui costi di produzione e sui trasporti.
Il tema è stato al centro dell’evento online “Volatilità dei fertilizzanti: geopolitica, prezzi e come i produttori possono ridurre i rischi”, organizzato da SCA Brasil Aliança, durante il quale esperti del settore hanno analizzato le prospettive del mercato e le possibili strategie per affrontare l’attuale scenario.
Un Paese fortemente dipendente dalle importazioni
Il Brasile è tra le principali potenze agricole mondiali ed è uno dei maggiori esportatori globali di cereali, soia, mais, zucchero e caffè. Tuttavia, questa forza produttiva convive con una marcata dipendenza dall’estero per l’approvvigionamento dei fertilizzanti.
Secondo i dati illustrati durante il seminario:
- circa l’85% dei fertilizzanti utilizzati nel Paese è importato;
- il 95% dei fertilizzanti azotati e potassici proviene dall’estero;
- circa il 70% dei fertilizzanti fosfatici è anch’esso importato.
Questa dipendenza rende il Brasile particolarmente vulnerabile alle tensioni geopolitiche e alle oscillazioni dei mercati internazionali.
Il Medio Oriente pesa sul mercato globale
Tra i principali fattori che stanno sostenendo il rialzo dei prezzi figura il conflitto nel Golfo Persico, che ha compromesso il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz, uno dei corridoi commerciali più importanti al mondo.
Secondo Renata Cardarelli, specialista in agricoltura e mercati dei fertilizzanti presso Argus Media, il conflitto ha interrotto le spedizioni di urea, uno dei principali fertilizzanti azotati utilizzati dall’agricoltura mondiale.
La situazione coinvolge una quota significativa del commercio internazionale delle materie prime necessarie alla produzione dei fertilizzanti.
Attraverso lo Stretto di Hormuz transitano infatti:
- circa il 35% dei fertilizzanti azotati mondiali;
- il 16% dei fertilizzanti fosfatici;
- circa il 50% dello zolfo, elemento fondamentale per la produzione di fertilizzanti.
Secondo Cardarelli, anche il mercato del gas naturale continua a rappresentare un elemento di forte incertezza, poiché costituisce una materia prima essenziale nella produzione dei fertilizzanti azotati.
La Cina limita le esportazioni
A complicare ulteriormente il quadro si aggiungono le decisioni della Cina.
Pechino ha infatti limitato le esportazioni di fertilizzanti a partire dal mese di marzo, con l’obiettivo di garantire la disponibilità di prodotto sul mercato interno.
La misura ha ridotto l’offerta disponibile sui mercati internazionali, contribuendo ad alimentare ulteriormente la pressione sui prezzi.
Secondo gli analisti, anche qualora il conflitto in Medio Oriente dovesse attenuarsi nei prossimi mesi, la limitata disponibilità globale di fertilizzanti potrebbe continuare a sostenere quotazioni elevate.
Il Brasile cerca nuovi fornitori
Di fronte alle difficoltà di approvvigionamento, il Brasile sta cercando di diversificare le proprie fonti di importazione.
Secondo Marcelo Soto, responsabile delle operazioni e dell’intelligence di approvvigionamento di SCA Brasil Aliança, tra i nuovi potenziali partner figurano:
- Nigeria, che dispone di un surplus stimato di circa 2 milioni di tonnellate di fertilizzanti;
- Bolivia, considerata un’altra possibile fonte alternativa di approvvigionamento.
Soto ha sottolineato come ogni crisi geopolitica in Medio Oriente provochi immediate ripercussioni sul mercato mondiale.
“Il prezzo dell’urea può aumentare anche di 100 dollari in un solo giorno per poi diminuire con la stessa rapidità”, ha spiegato.
Effetti sulla logistica agricola
L’aumento dei prezzi non incide soltanto sul costo dei fertilizzanti, ma coinvolge l’intera catena logistica.
Secondo gli esperti intervenuti all’incontro:
- i costi del trasporto marittimo sono aumentati;
- le compagnie assicurative applicano premi più elevati alle navi che attraversano aree considerate a rischio;
- gli agricoltori tendono a rinviare gli acquisti nella speranza di una riduzione dei prezzi;
- questo comportamento potrebbe provocare un forte accumulo di merci nei porti brasiliani durante i periodi di maggiore domanda.
L’eventuale congestione degli scali portuali rischierebbe inoltre di aumentare i costi logistici e rallentare la distribuzione dei fertilizzanti proprio nei periodi cruciali per le campagne agricole.
Petrobras e la produzione nazionale
Negli ultimi anni il governo brasiliano ha cercato di ridurre la dipendenza dall’estero rilanciando la produzione nazionale di fertilizzanti.
In questo contesto, la compagnia petrolifera statale Petrobras ha avviato iniziative per riattivare alcuni impianti produttivi destinati alla produzione di fertilizzanti azotati.
Tuttavia, secondo gli analisti, tali investimenti richiederanno tempo e non saranno sufficienti, almeno nel breve periodo, a eliminare la forte dipendenza dalle importazioni.
Prezzi elevati anche nei prossimi mesi
Sia Marcelo Soto sia Renata Cardarelli ritengono che il mercato continuerà a rimanere sotto pressione.
Anche nell’ipotesi di una rapida soluzione delle tensioni in Medio Oriente, la forte domanda internazionale e la limitata disponibilità di prodotto potrebbero mantenere i prezzi su livelli elevati ancora per diversi mesi.
Per questo motivo gli esperti consigliano agli agricoltori di programmare con largo anticipo gli acquisti dei fertilizzanti, evitando di concentrare gli ordini nelle fasi di maggiore volatilità del mercato.
Una sfida strategica per l’agricoltura brasiliana
La crisi dei fertilizzanti evidenzia ancora una volta la vulnerabilità di uno dei più importanti sistemi agricoli del mondo rispetto agli equilibri geopolitici internazionali.
Per un Paese che basa una parte significativa della propria economia sulle esportazioni agricole, garantire continuità negli approvvigionamenti di fertilizzanti rappresenta una priorità strategica.
La diversificazione dei fornitori, il rafforzamento della produzione interna e una pianificazione più efficiente degli acquisti saranno elementi fondamentali per ridurre l’esposizione del Brasile alle future crisi dei mercati internazionali delle materie prime.