(AGENPARL) - Roma, 26 Luglio 2026 - Il vicepresidente del Parlamento di Teheran, Ali Nikzad Samarin, alza lo scontro dopo l’attacco alla nave commerciale nel Mar Caspio. E avverte Washington: “Ritiratevi dallo Stretto di Hormuz prima di subire una sconfitta peggiore”.
La tensione geopolitica nel Medio Oriente tocca un nuovo livello di guardia. L’Iran alza ufficialmente la voce contro Kiev e gli Stati Uniti per bocca del vicepresidente del Parlamento, Ali Nikzad Samarin, che in un intervento prima della sessione aperta ha definito “sconsiderata” la recente condotta ucraina, avvertendo che non rimarrà senza risposta.
Il fronte nel Mar Caspio e l’avvertimento a Kiev
Il duro monito di Nikzad arriva a stretto giro dal comunicato con cui il Ministero degli Esteri iraniano ha condannato formalmente l’attacco subito da una nave commerciale battente bandiera o legata all’Iran nel Mar Caspio, un raid che secondo le autorità di Teheran ha provocato la morte di un marinaio e il ferimento di un altro. L’alto funzionario ha ribadito che qualsiasi territorio o posizione utilizzata come base per un’aggressione contro la Repubblica Islamica diventerà un “obiettivo legittimo” per le forze armate iraniane. Nel mirino di Teheran finiscono apertamente anche i governi europei — con esplicito riferimento a Gran Bretagna, Bulgaria e Ucraina — invitati a non farsi strumentuallizzare da Washington.
Lo scontro con gli Stati Uniti e lo Stretto di Hormuz
Il discorso di Nikzad non ha risparmiato Washington, definendo “criminali” le mosse degli Stati Uniti nell’area e ribadendo che la situazione nello Stretto di Hormuz è ormai compromessa in modo irreversibile rispetto agli equilibri prebellici. In un passaggio particolarmente acceso, il vicepresidente del Parlamento ha lanciato un avvertimento diretto al presidente americano, suggerendo un ritiro immediato dalla regione per evitare perdite di vite umane tra i soldati statunitensi, e ribadendo che Teheran non intende fare sconti sulla punizione per i raid subiti e per l’uccisione dei propri leader.
